Erano tornati tutti laceri ed eguali

l’operaio, l’industriale e lo strozzino

la terra aveva tremato, i sopravvissuti

avevano fame e non c’erano coperte

per il freddo, l’Italia era un paese rurale

e la grande guerra era appena iniziata. Il male

aveva varcato il confine, ma c’erano vette

ancora da superare, non c’erano aiuti

per tutti, la morte era l’aguzzino

che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.



Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse

la pietà era morta e la nebbia di polvere

era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti

gli uomini con la divisa avevano le mani

piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli

dirette verso il cielo intristito. I cavoli

per cena, non solo a merenda, c’erano umani

che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.

Ignazio cercava la madre e pensava di avere

il destino segnato. Già si scavavano fosse.



Altri ridevano pensando agli affari di domani

è la vita degli sciacalli, non c’è niente

da fare, Fontamara era di là da venire, teneva

tutto a mente per denunciare ogni abuso.

Trovò la madre che non respirava, il fuso

orario della vita si era appena chiuso

in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso

poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva

l’alba e le acque erano chiare, la lente

era puntata sull’infinito, erano nude le mani.



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Commenti  

mybackpages
+1 # mybackpages 27-08-2016 21:20
La dedica è per Ignazio silone che ha
Perso la madre nel terremoto della
Marsica del 1915.
Hera
+1 # Hera 28-08-2016 13:16
I versi risuonano come un urlo fortissimo: uno scenario drammatico di fronte al quale, sicuramente, e finalmente riflettiamo sul valore della vita. A nulla serve il denaro o ogni altra ricchezza, a niente i giochi di potere per sopraffare l'altro! Il dolore immenso espresso nei versi finali, dove il figlio vede morire la propria madre, è descritto magnificamente. ..nell'immagine delle sue nude mani. Sempre eccezionale!
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 28-08-2016 13:36
RIVIVO GLI ATTIMI NERVOSI, NEI TUOI OCULATI VERSI, DEL TERREMOTO NELLA MIA LUCANIA DEL 1980 (23 NOVEMBRE, ORE 19.36) CHE SEPPELLI' DIVERSI MIGLIAIA DI ESSERI... E UN'INFINITA' DI CASE DISTRUTTE...
TUTTO DA RIFARE... UNA VITA DA RICOMINCIARE...
ED ECCO... CHE IL FENOMENO SI RIPETE... PORTANDO ALTRI TORMENTI ED ALTRE LACRIME...
UN VERSEGGIO CHE HO APPREZZATO MOLTO PER LA SUA CHIARA SCORREVOLEZZA.. . COME ERANO CHIARI I GIORNI DI QUESTI SVENTURATI COLPITI...
SERENA DOMENICA AMICO...
*****

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