ho speso i miei giorni a rimuginare,
a lasciarmi incuriosire
dall' ebrezza del mare
e non mi sono mai accorto
che mi cadevano i capelli
e lacrimavano gli occhi
fin quando non ho perso tutto.
E ci si sente come a muovere le braccia a respiro sconnesso,
non trovar più le parole alle canzoni ancora da scrivere,
e uscire,alle volte,per cambiare casa o per fumare.
Odio il tempo e i soldi
perché voglio tempo e soldi,
ma non serve l'udito agli uomini sordi
e io che non sento
se non le mille voci dentro di me;
e ci ho pensato ad esaudire i loro desideri,rendermi piuma in un mondo di scogli,
ma non ne è mai valsa la pena di perder me stesso al costo di ritrovare chiunque altro.
Ho dormito mille pomeriggi e diecimila sabato sera,
a volte penso di essermi svegliato solo per recuperare le sigarette perse,
altre,cento,perché la vita è bella.
E ci provo a far vedere che questa merda non mi tocca,
ma mi tocca,
e a volte,milioni,la merda sono io.
E se potessi essere un uccello
proprio come lo voleva mio zio,
forse volerei via
ma forse mi schianterei;
non puoi mai sapere cosa ha in serbo per te il cielo,
che a tratti è azzurro e poi viola e poi arancione e poi blu e poi rosa e poi vuoto. Mi ritrovo.
E gli altri cosa vedono in me?
Che so ridere.
Per loro va bene cosi,è che se riesci a nasconderlo un po' ti fai del male pensando il contrario,
che a volte,un miliardo,ti credi più forte di tutto e di tutti e non per superbia o esaltazione,ma pietà di te stesso,
e non sai affrontarti davanti ad uno specchio perché quello specchio sei tu e hai paura,
paura degli altri,che possano vederti proprio in quello stesso modo.
Per questo vorrei essere due persone,o avere un paio in più di pupille da poter utilizzare:
per Sorvegliarmi.
E magari un giorno non sarà nemmeno difficile come credevo sarebbe stato (vivere),
ma per ora non riesco più a seguire le metriche delle mie stesse poesie,
figuriamoci dell'eterno.
E ho paura,anche,
che possa perdere ciò che più amo
(chi più amo),
a fare lo stronzo.
Mi servirebbe il più grande dei fari ad illuminare questa rotta,
al momento non ho destinazione.
Mi servirebbe un cuore nuovo e nuove mani,
la pelle di un bambino e la saggezza di un vecchio,
o la mia,di saggezza,può rimanere.
Non mi serve piangere
ma non so smettere.
Non mi serve pensare
ma non so smettere.
Tutto ciò che vorrei smettere,
non riesco.
E intanto gli altri mi superano e vanno veloce veloce veloce veloce veloce veloce,
e io ancora non so correre.
a lasciarmi incuriosire
dall' ebrezza del mare
e non mi sono mai accorto
che mi cadevano i capelli
e lacrimavano gli occhi
fin quando non ho perso tutto.
E ci si sente come a muovere le braccia a respiro sconnesso,
non trovar più le parole alle canzoni ancora da scrivere,
e uscire,alle volte,per cambiare casa o per fumare.
Odio il tempo e i soldi
perché voglio tempo e soldi,
ma non serve l'udito agli uomini sordi
e io che non sento
se non le mille voci dentro di me;
e ci ho pensato ad esaudire i loro desideri,rendermi piuma in un mondo di scogli,
ma non ne è mai valsa la pena di perder me stesso al costo di ritrovare chiunque altro.
Ho dormito mille pomeriggi e diecimila sabato sera,
a volte penso di essermi svegliato solo per recuperare le sigarette perse,
altre,cento,perché la vita è bella.
E ci provo a far vedere che questa merda non mi tocca,
ma mi tocca,
e a volte,milioni,la merda sono io.
E se potessi essere un uccello
proprio come lo voleva mio zio,
forse volerei via
ma forse mi schianterei;
non puoi mai sapere cosa ha in serbo per te il cielo,
che a tratti è azzurro e poi viola e poi arancione e poi blu e poi rosa e poi vuoto. Mi ritrovo.
E gli altri cosa vedono in me?
Che so ridere.
Per loro va bene cosi,è che se riesci a nasconderlo un po' ti fai del male pensando il contrario,
che a volte,un miliardo,ti credi più forte di tutto e di tutti e non per superbia o esaltazione,ma pietà di te stesso,
e non sai affrontarti davanti ad uno specchio perché quello specchio sei tu e hai paura,
paura degli altri,che possano vederti proprio in quello stesso modo.
Per questo vorrei essere due persone,o avere un paio in più di pupille da poter utilizzare:
per Sorvegliarmi.
E magari un giorno non sarà nemmeno difficile come credevo sarebbe stato (vivere),
ma per ora non riesco più a seguire le metriche delle mie stesse poesie,
figuriamoci dell'eterno.
E ho paura,anche,
che possa perdere ciò che più amo
(chi più amo),
a fare lo stronzo.
Mi servirebbe il più grande dei fari ad illuminare questa rotta,
al momento non ho destinazione.
Mi servirebbe un cuore nuovo e nuove mani,
la pelle di un bambino e la saggezza di un vecchio,
o la mia,di saggezza,può rimanere.
Non mi serve piangere
ma non so smettere.
Non mi serve pensare
ma non so smettere.
Tutto ciò che vorrei smettere,
non riesco.
E intanto gli altri mi superano e vanno veloce veloce veloce veloce veloce veloce,
e io ancora non so correre.

Commenti
E' LA DEPRESSIONE CHE VIVO...
IL MIO LODEVOLE GIUDIZIO, LORENZO.
LIETA GIORNATA.
*****
fare emergere quelle positive per poter vivere una vita serena e interagire con coloro che
ci circondano. Un saluto!
Dieci anni di depressione: ho deciso di girarle le spalle. Ora vinco io, ma solo con lei ( nemico che conosco e che mi insegue comunque )
Tante belle cose che possiamo farcela a fare.
Ciau!
Carla
Miau!
Carla
Cicerone diceva "Per aspera ad astra"ed io ci credo..attraverso le asperità sino alle stelle..