Lanterne magiche
in visioni danzano.
Dal viola striate
s'intingono docili nell'azzurro.
Sospese ballerine
tra l'indaco e il nero,
l'una all'altra s'aggrappano.
Velato d'arancio
m'appare il monte.
Nuvole rosa
nel suono d'arpa contemplo,
tra il dormire del giorno
e lo svegliare del crepuscolo,
in quei luoghi dove il buio prima regnava.
S'ammantano i toni del cielo.
La notte s'appropinqua,
di nero si tinge.
Lontano lampioni s'illuminano,
ancor si notano bianche case.
Alle ombre il fianco prestano.
Nel correre della strada
la pianura si inchina,
l'orizzonte s' apre infinito
e la sera infine arriva.
Nulla è più in vista.
Solo bagliori
dai paesi lontani,
accovacciati sulle colline,
s'irradiano su tutta la piana.
E io
come colui che più non vede
dal vento mi lascio guidare,
nel soffio del destino
che muove le alte fronde
dei solitari arbusti
trovo la guida.
Nel notturno fruscio
dell'erba,
prendo la mano del creato
che la mia stringe
e con amore
mi conduce
sicura per
il mio lungo viaggio.
Guarda la notte il mondo con i suoi occhi stellati.
“... cento e cento... e altri cento viaggi farò,
o forse nessuno eppur sempre uno strano destino
guiderà i miei occhi, lo stesso che ancor mi concede
di veder la vita...”
in visioni danzano.
Dal viola striate
s'intingono docili nell'azzurro.
Sospese ballerine
tra l'indaco e il nero,
l'una all'altra s'aggrappano.
Velato d'arancio
m'appare il monte.
Nuvole rosa
nel suono d'arpa contemplo,
tra il dormire del giorno
e lo svegliare del crepuscolo,
in quei luoghi dove il buio prima regnava.
S'ammantano i toni del cielo.
La notte s'appropinqua,
di nero si tinge.
Lontano lampioni s'illuminano,
ancor si notano bianche case.
Alle ombre il fianco prestano.
Nel correre della strada
la pianura si inchina,
l'orizzonte s' apre infinito
e la sera infine arriva.
Nulla è più in vista.
Solo bagliori
dai paesi lontani,
accovacciati sulle colline,
s'irradiano su tutta la piana.
E io
come colui che più non vede
dal vento mi lascio guidare,
nel soffio del destino
che muove le alte fronde
dei solitari arbusti
trovo la guida.
Nel notturno fruscio
dell'erba,
prendo la mano del creato
che la mia stringe
e con amore
mi conduce
sicura per
il mio lungo viaggio.
Guarda la notte il mondo con i suoi occhi stellati.
“... cento e cento... e altri cento viaggi farò,
o forse nessuno eppur sempre uno strano destino
guiderà i miei occhi, lo stesso che ancor mi concede
di veder la vita...”

Commenti
Un abbraccio, ciao... ^.^