Non tace il subbuglio
della notte,
effimera quiete
che danza in pena.
Il silenzio atteso
è poi stordito
dalle tue mani,
ossa d'avorio.
un tremito diaccio
mi strema e grida.
Solo esuberante
mi concedo carezze
che tieni in serbo,
conciliante piacere
mi accompagni
e attendi di smettere.
Sei un subbuglio
senza eguali,
un viso che emana
candore di denti,
baci come fiori
d'un nettare prezioso.
Vorrei fossi io
il silenzio della notte. 

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Profilo Autore: Libero  

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