Mi racconto come si faceva

una mattina di freddo, insieme seduti sul muro

bastava, diceva

alzarsi

e voltare alla prima curva

quella con gli alberi segnati dal gesso

alzarsi

e camminare come per andare.

Con i capelli sugli occhi si alzò e lascio vuoto il muro vicino

camminò come per andare voltando alla prima curva.

……………………………………………….

Continuarono gli operai che lavoravano ai margini della strada.

Continuarono i giochetti stupidi, i luoghi comuni, le frasi fatte, i sorrisetti di convenienza

Finii di cercarlo

Finii di immaginarlo voltare

e disfarsi nella pelle sdrucita dal freddo

rimasi lì

col racconto spezzato

a guardare

la fine dei lavori

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Polvere sei e polvere ritornerai,
Se è così allora son guai,
C'è un prodotto di cui ho molta paura,
Lui è famoso perché la polvere la cattura.

Swiffer è il nome di questa piaga maledetta,
Che di defunti e morti fa incetta,
Loro che a miglior vita son passati,
Da un panno della Procter vengono catturati.

Questo panno soffice e leggero,
Fa paura per davvero,
Io che mi immaginavo di volare dappertutto,
Mi potrei trovare dentro un panno asciutto.

Occorrerà farà qualcosa di forte,
Per evitar questa infausta sorte,
Intanto faccio preghiere senza uguali,
Che lo swiffer venga tolto dagli scaffali.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Un celebre brano di Ovidio, liberamente tradotto e adattato in sei distici di endecasillabi a rima baciata. Seguono testo originale e mia traduzione quasi letterale.

Di qua e di là tirando un lieve cuore
combattono tra lor l’odio e l’amore.

Se potrò ti odierò ma, mio malgrado,
t’amerò perché lì sempre ricado.

Neppur il toro ama aver il giogo,
eppur lo tiene, ch’altro non ha sfogo.

Io fuggo dalla tua dissolutezza
ma mi riporta a te la tua bellezza.

La tua scostumatezza pur aborro
eppur amo il tuo corpo e lo rincorro.

Né allor con te, né senza, viver posso
e il mio voler mi par d’aver rimosso.


TESTO ORIGINALE (Amores III, XIb, 33-40)

Luctantur pectusque leve in contraria tendunt
hac amor hac odium, sed, puto, vincit amor.
Odero, si potero; si non, invitus amabo,
nec iuga taurus amat; quae tamen odit, habet.
Nequitiam fugio — fugientem forma reducit;
aversor morum crimina — corpus amo.
Sic ego nec sine te nec tecum vivere possum,
et videor voti nescius esse mei.

TRADUZIONE (quasi) LETTERALE

“Lottano e tirano il mio debole cuore in opposte direzioni
di qua l'amore di là l'odio, ma, penso, vince l'amore.
Ti odierò se potrò; altrimenti, ti amerò mio malgrado:
neppure il toro ama il giogo, che pur odiandolo mantiene.
Fuggo dalla nequizia, ma la bellezza mi riporta indietro;
detesto il tuo malcostume, ma amo il tuo corpo.
Così né con te né senza te posso vivere,
e mi sembra di non sapere ciò che voglio.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Tratti decisi solcano il bianco,
un corpo siede al chiaro di luna.
Nel mio silenzio, ormai stanco,
la nebbia si fa pelle.
Sotto un soffitto che non ha stelle,
gambe tese verso l'ignoto.
Un cuore batte in un corpo vuoto,
la luce emerge dall’oscurità.
Come l'anima della verità,
il nero pervade l'emozione,
lasciando lacrime sfumate.
Ogni linea è impronta silenziosa.
Seduta in un angolo della mente,
mentre aspetto il tocco
di un sole nascente.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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nessuno vuole più
invecchiare
si preferisce accusare il
tempo e farsi superare
dalle mode
si bituma con scarso stile
sbadigli di luce
per barattare un presupposto
con un pressappoco.
la vita, allora, diventa
una commedia rauca
dove si muore cittadini
per rinascere utenti.
a chi ha tempo di radicarsi
negli episodi
è la consegna del poco.
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Profilo Autore: luca zoppi  

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La prendi così a giri larghi

guardando di sguincio, con aria stordita

istruzioni ben poche

domande alla  gola

qualcosa di vero succede  vicino ai tuoi passi

le cime leggere lo sanno

tu pure lo sai

non si addice un fare severo a tutto questo

il profondo accarezzi

ma non riesce a saziarti

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Strofa di settenari rimati alla toscana nello schema abababcc. Solo che la baciata finale non m’è venuta, è abababcx.


Non riesco ancora a dirlo
perché son troppo pirla,
ruzzolo come un girlo¹,
non riesco più a gestirla
e provo a ribadirlo
ch’è l’ora di finirla,
ragliando come un mulo
debbo urlar va’ f… … … va bene².


¹: dado a trottola;
²: niente, non m’è venuta la rima con “mulo”.


14/02/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Mi salutasti. Fra i pioppi il vento

rifletteva le tue dolci parole,

sulla Scrivia festuche d’argento,

le sponde accarezzate dal sole.

 

- Non essere triste: tornerò presto!

Eppure già sentivo, già sapevo.

Un rondone con volo agile, lesto,

traversò l’azzurro. Nel sollievo

 

del roseo aprile fra le canne

in ciuffi si cela il tarabusino,

l’acqua tremolante fa gibigianne,

ma io già presagisco il destino.

 

Udivo cigolare una tramoggia,

mentre t’allontanavi nel viale.

Libellule guizzano sulla roggia,

un filo di fumo da un casale…

 

Ed oggi qui fra silenzi inerti,

mi consumo per la mancanza. Tu

non tornasti. Nei lugubri deserti

del cuore, un’eco: Mai più, mai più…  

 

 

14-02-2026-12-11-16-4-14-1 EE

 

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Profilo Autore: Oudeis  

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Erano giorni selvaggi

Quei nostri giorni

contati

Sulle cime i pensieri in agguato

In corsa le azioni

tra bivi sconosciuti e passaggi a livello incustoditi

Nessuna risposta

Ma cieli

imrovvisi

profondi

ci incantavano il fiato

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Cade la pioggia
Mentre il braccio s'arrende
Il campo
È un mare di ocra e di rosa
Dove il respiro ritrova la sua rima
Distesa tra i riflessi
Di un tramonto sporco
C'è ancora il legno della sfida
Ma ora è il silenzio a vincere
Nel languido tepore del tempo perduto
Oltre il gioco resta l'anima
Adagiata su un prato di sogni e gesso.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Profilo Autore: sasha  

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Arrivare sempre al confine
E non oltrepassare mai il limite.
Parlare con le parole
E ascoltare il silenzio.
Controllare il respiro 
E far rumore con lo sguardo.
Solo per illudersi
Di non ferire.
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Profilo Autore: Zoe  

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VIBRA OMBREGGIANDO
L'ARCO VISIVO
AL DOLORE IMPROVVISO
STRANIERO IN PRIMA FILA
SPUDORATO NEL PUNGERE
FICCANTE COME BRUCIATURE
MOSTRANDOSI PERENTORIO
FINE DISCORSO
SOLO CHIUSURE
ESISTITO SENZA SPIEGARE
RITORNATO OGNI VOLTA
ANCHE PIU' FORTE
SOLO PER FAR MALE
STRANISCE IL QUANTO
IL SOLO FATTO
D'ESSER NATO E VISSUTO
MAI SCONFITTO
FINITO
STANCO
CAMBIA LA PAGINA
QUASI PER NON VEDERE
AD ALLONTANARE LO SGUARDO
IL PENSIERO
DI UN IMPOTENTE
AVVILITO
ACCANITO CUORE
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Limerick, 11-11-7-7-11 AAbbA.


 

L’I.A. senza coscienza non capisce
che morto l’uomo pure lei finisce:
di calcoli feconda
i più pazzi asseconda,
con armi più potenti ci stupisce.


14/02/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Non vuoi rimetterci nemmeno un ciuffo di pelo?

La tagliola e’ stata ben congegnata in effetti.

Un altro giro di valzer, un altro pasticcino, ma prego!

 

hai pesato giustamente la fatica?.......

Come hai misurato l’angoscia?.......

Non mi trovo con i tuoi conti………

 

Un salto ,

sono di la

non credo morirò

mentre ti vedo pulire scrupolosamente gli  angoli della bocca all’ora del the

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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