Invado il tempo
Rubando istanti
Che infrangono il cuore
Attraversando l’oblio
Per una fede
Che nessuno conosce
La mia vita nell’ombra
Di tante persone
La bellezza della luce
Continua a splendere
Oltre qualsiasi orizzonte.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Stasera

ballate pure senza di me

che io ho voglia di cantare.

Stasera capirò

se la mia voce e le parole

delle mie canzoni

avranno un posto tra i cantautori.

 

Stasera canto,

mentre si spengono le luci

e l’orchestra suona.

 

Stasera,

questi applausi sono mani

che mi portano su palchi prestigiosi,

come quello della città dei fiori.

 

Stasera, amore mio,

abbracciami più forte,

perché senza te

non avrei amore da cantare.

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Profilo Autore: Antonio Crispino  

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Quartine di quinari a rime alternate.


 

La porta è chiusa
ed io son fuori
senza la Musa,
senza i colori

che nei suoi occhi
muto ammiravo
e scarabocchi
per lei inventavo…

Tutto è sfumato
nel mio ricordo,
solo è restato
sogno balordo

d’un rospo scemo:
non ho baciato
ed ora gemo
che son restato

rospo indisposto,
rinunciatario.
Da qui mi sposto
e solitario

torno nel fosso,
scavo nel fango
e appena posso
nascosto piango.


31/01/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Controcanto paradossale all’ultimo testo di ioffa (“Spezzatino”) che ha voluto estremizzare un certo “stile” compositivo, con ineguagliabile effetto satirico. Qui, indossando i miei “abiti abituali”, interpreto un poeta consapevolmente farlocco.

Likko, rilikko e biascìcco
lo spezzatin nel mio becco,
meglio di pesce un caciucco,
ma analfabeta all’attacco
sempre fo verso farlocco.

Di puntaccapo son ricco
ma rima far non ci azzecco
ch’esser mi par mamelucco
oppur poeta bislacco
ché se verseggio mi sbrocco.

In assonanza m'impicco,
ritmo qualsiasi lo stecco,
se no ci resto di stucco
come se fosse uno smacco
aver osato bel tocco.

Dirmi poeta è dir micco,
com’oro dir princisbecco
per alemanno dir crucco
di grand’hotel dir bivacco,
ché d’idiozie mi balocco.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Se nel tuo cuore esistesse ancora

anche solo un angolo nascosto,

un respiro lieve che parla di noi…

io vi entrerei piano,

come una carezza al tramonto,

senza far rumore.

Non per sconvolgere,

ma per custodire.

Per ricordarti

che ci sono amori

che non chiedono nulla,

se non di esistere.

Ci sono sentimenti

che sfidano il tempo,

che non si arrendono

al silenzio,

né alla distanza.

Restano lì,

come stelle

che brillano

anche quando

non le guardi.

Il mio amore per te è così:

discreto, sì,

ma ardente.

Non ha bisogno di parole,

perché vive

in ogni battito

che ti pensa,

in ogni sogno

che ti accarezza.

E se un giorno,

anche solo per un istante,

ti fermassi

a cercarmi tra i ricordi…

mi troveresti lì.

Dove il tuo sorriso

ha lasciato la sua luce.

Dove il mio cuore,

ancora oggi,

ti aspetta. 

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Profilo Autore: Biagio Banigi  

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Sul bandolo della notte smunta 
avanzi, flemmatico, con attoniti occhi, 
tenue come un soffio d’ambra, 
mentre accarezzi l’aria 
che si curva al tuo passo 
come seta che riconosce
il suo calore. 
Tra le tue ciglia il mondo vacilla, 
e il mio assillo, docile ferita, 
si schiude come rosa notturna 
al richiamo della tua luce obliqua. 
Le tue morbide parole 
sfiorano la pelle modellata 
dalla melodia intensa della tua indole, 
più dell’alito dei venti antichi, 
e in quell’attimo sospeso 
anche il tempo trattiene il respiro. 
Ma quando il cuore, audace, 
tenta il volo, scopro che il tuo sorriso 
non era promessa d’amore, 
ma un’arte raffinata di fuga, 
poscia all’abbaglio da catturare. 
Il silenzio è un velo di tristezza 
che gela la mia mano, protesta per te, 
in cui ho racchiuso,
nel trafelato pugno, 
il cuore che, eclittico ed estraneo, 
segna l’eclissi di un’utopia. 
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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E se il mio amore si potesse vedere,  

lo paragonerei al mare profondo:  

immenso come le sue acque sincere,  

potente come le onde del mondo.


Se fosse qualcosa che si può toccare,  

sarebbe una roccia forte e vera:  

nulla potrebbe mai farla crollare,  

nemmeno il tempo che tutto dispera.


Se il mio amore si potesse sentire,  

sarebbe una melodia leggera:  

un canto che sa rapire e colpire,  

che resta nel cuore, e crea una dolce atmosfera.


Se fosse qualcosa che si può odorare,  

sarebbe un profumo dolce e sottile:  

di fiori che sanno l’estate evocare,  

che ti ammaliano in modo gentile.


Se il mio amore si potesse assaporare,  

avrebbe un gusto intenso e sincero:  

come un buon vino lasciato maturare,  

che scalda l’anima piano e davvero.


Se il mio amore avesse un colore,  

sarebbe il rosso della passione:  

il fuoco che arde dentro al cuore,  

che vive di pura emozione.


Se fosse una canzone da ricordare,  

sarebbe quella che ami ascoltare:  

che ti rilassa e ti fa sognare,  

cullando i pensieri come il mare.


Se fosse un fiore da custodire,  

sarebbe il più bello del prato:  

quello che scegli senza esitare,  

per il suo profumo delicato.


Se fosse una stagione da raccontare,  

sarebbe un’estate luminosa:  

che scalda la pelle e fa respirare,  

rendendo ogni attesa più rosa.


E se fosse pioggia che scende leggera,  

sarebbe una pioggia che fa riposare:  

che chiude gli occhi alla fine del giorno,  

e invita il cuore a lasciarsi trasportare.


E se fosse inverno, sarebbe gentile,  

un freddo che non fa davvero male:  

una neve che danza, lieve e sottile. 


E se il mio amore fosse un viaggio sincero,  

sarebbe un cammino senza confine:  

dove ogni passo diventa più vero,  

e la meta sei tu, mio unico fine. 


Il mio amore è tutte queste cose,  

e non bastano certo delle rose:  

è così profondo che dentro vi affondo,  

e nella sua immensità ogni giorno sprofondo.


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Profilo Autore: Antonio  

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La sera stende colori lancinanti.

 

Vago fra strascichi di ombre

e fiamme di silenzi.

 

Lunghe, amare malinconie

si diluiscono nel sangue.

 

Gli astri graffiano la pelle del cielo.

 

Gelidi riflessi sul taglio

dell’orizzonte.

No!!!!!!!!!!!

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Profilo Autore: Oudeis  

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Versi anarchicamente liberi che si perdono rincorrendo rime che fuggono.


 

Ed oggi
rinchiusi in questi solitari alloggi
facciamo spezzatino di parole
cui, come suole¹,
piazziamo qualche rima qua e là
per non lasciare troppa libertà
nello sviluppo certo privo di metrica
ma che non vuol sfuggire da una parvenza poetica.

Ma se Calliope al testo facesse d’ostetrica
contesterebbe la mancanza d’etica
nell’aver chiuso quella prima ottava
con solo consonanza che sbava
una sdrucciola rima fallita e immonda
come anche nell’inizio della seconda
come se non ci fosse più tempo per cercare
una coppia più affiatata per rimare.

Qualcosa ancora non va
per ammantar Poësìa di piena modernità,
qualcosa m’è sfuggito…
Ah, adesso l’ho capito:
è vero ch’ogni verso è lungo a caso
m’ancora non abbondo andando a naso
con un costrutto sufficientemente sciapo
nell’elargire generosi accapo!

Condiamo un poco
meglio
codesto
spezzatino
facendo un bell’inchino
a ogni lettore
sveglio
o desto

e poi basta le rime
se non
voglio perder dei miei
lettor le stime
e fermiamoci a
sette versi per
codesta ottava.

È qualche sgrammaticanza
non c’è là vogliamo mettere?
Che noia il sussidiario
ed il vocabolario…
ORROREEEEE! Due settenari
e stanno pure a baciarsi la rima!
Non volli…
non voletti… (nooooo, sono a otto, un altro, un altro verso, presto!)
Non volii.

Ma
son sempre
troppo pochi
anzi scorreggiamoci: troppi pochi
gli accapi seminati.

Punto.

A

Capo

E lo faccio in maiuscolo
pur non avendo l’A puntata punteggiata spuntata insomma boh.

Ecco:
Boh
è il
senso che
profondamente
voglio trasmettervi da
questo mio
capolavoro
di
Poesia …

..

scontemporanea.

Non pretendo
il primo premio
del Dantebus ma
nemmeno il Nobel,
l’Ignobel
allo squillo d’un jobel²
ma almeno che
mi likkate a dovere.

E non vi
dico
dove
non perché son
signore
ma per non
incappare
in altra rima.

Con
deferenza
vi
saluto
andando

a

capo

… e lo
spezzatino
è
servito!


¹: terza persona singolare dell’indicativo presente, lo specifico acciocché non vengan dubbi e non ci si perda a cercar di capire cosa c’entrino le scarpe;
²: jobel o yobel è il corno d’ariete che si suona inaugurando gli anni giubilari.


30/01/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Il camminar saudente
Nelle membra palpabili
Solo nel silenzio eterno
Tra il labile confine
Della luce e dell'ombra
Scrutano promesse
Di una dolce caviglia
Prima di lenire 
La mia fervida passione
Tra i lembi dei tuoi tacchi.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Mentre il pensiero riposa 
nubi di zucchero 
come caramelle filate 
nella freschezza d'aprile 
si attorcigliano 
sciogliendo ogni angoscia 
in un sorriso 
di teneri illusioni 

Parole dolci 
parole indorate 
a volte le poesie 
sono come lecca lecca
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Luci divine
cosmiche immagini
ombre del mattino
donate dall’universo.

Riflessi accecanti
tra furtivi bagliori
della vita il mistero
risuona eclatante.

Son luci divine
ed i bagliori, i riflessi,
che furtivi della vita
riportano doni.

Doni e misteri,
d’ogni giorno vissuto,
che omaggia alla vita
l’intero universo.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Sto ascoltando le Bangles
Eternal Flame
E mi rendo conto che ne è passato
Di tempo
Dall'ultima volta che ho creduto
In qualcosa di concreto
Le astruse vicissitudini
Che attanagliano quest'epoca
Appartengono ormai
A un'altra realtà
Era mio dovere però
Rendere omaggio all'identità
Di un volto così incantevole
Credo che la gentilezza
Scorra ancora
In entrambi i nostri cuori
Anche se apparteniamo
A generazioni diverse
Salutandola con un inchino
Vado avanti guardando
Oltre il vuoto oscuro
Così pressante sulla pelle
Senza trattenere più nessuno
Grazie davvero
Per avermi mostrato la tua luce
In fondo alla mia strada.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Doppia ottava toscana di endecasillabi canonici “bivalenti” (a maiore e a minore), rime ABABABCC ABABABCC.


 

Niente illusioni, niente delusioni…
anche se il mondo intorno ancora abbaia
provo a seguire senza più scossoni
un’isolata via per la vecchiaia
stando al riparo da quelle emozioni
che m’han colpito come una mannaia
ed in passato m’hanno rovinato
qualsiasi sogno fatto e cancellato.

Sono svanite le motivazioni,
non è un problema aver pietra focaia
persa da tasca rotta in pantaloni
degni di questa logora tomaia
da dove spuntan fuori i miei ditoni
pronti pe’ denti tossici di naia¹…
mi siedo al freddo, che mi son stancato,
aspetto sol che il sole sia calato.


¹: cobra.


24/01/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Un rintocco tenue di campane

nei campi abbracci tra ricci,

coccole sotto un albicocco

la notte coccolati dalla luna


eccelle la danza di libellule

tra petali di fiori nell’ombra,

sul viso la luce di un sorriso 

dolce lo sfiorarsi con le labbra


un coccodrillo accoccolato

tra le braccia di una cocorita,

suadenti carezze tra le mani

tremanti al tramonto tra amanti.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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