Ottave di endecasillabi canonici a maiore rimate su schema ABCCABDD.
Il verde diventato quasi nero
si staglia contro il blu profondo cielo,
lungi alle spalle invece nel paese
le luci gialle sono tutte accese.
È tutto fosco, certo non ci spero
che Luna si palesi dietro il velo,
intanto a farmi stare ancor più male,
musiche giungon basse di Natale.
Dal luminoso ma lontano stadio
gli allenamenti fanno urla furiose,
il buio intorno a me sempre più fitto
m'invita a rimanere ancora zitto,
del resto pure avessi qui la radio
non troverei le musiche gioiose,
il battito di valvola assai cupo
nel petto marca un ritmo che non sciupo.
Ancor più buia fredda notte fassi
e il paësello brilla caldo faro,
la musichetta insiste ch'è Natale…
ma mancan sette giorni! No! Non vale!
M'avvio frattanto a lenti e stanchi passi,
in bocca quel sapore sempre amaro
mentre dal bosco torno alla mia culla,
sapore ch'è per me quello del nulla.
18/12/2025
Conosci tu l’isola del poeta,
dove il gabbiano canta e si innamora
dei colori del mare
dove le stelle giocano di notte
**
con la luna e il vento ti accarezza,
guida all’approdo
tutte le vele degli innamorati
che si perdono al largo
**
Conosci tu quell’isola
dove anche il tempo a volte getta l’ancora
e si innamora dell’eternità,
dove l’amore è la vita stessa
e il Signore cammina sulle acque
e corre incontro ai bastimenti
che perdono la rotta
e li guida all’approdo?
**
Guarda allora negli occhi dei bambini
e anche tu troverai quello che cerchi,
la stella di Betlemme nel deserto
della tua esistenza.
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Ore 12,41
Giovedì 25 dicembre 2025
Un testo sarcastico pubblicato da Iviola il 24/12/2025 con titolo «103-Corso avanzato di poesia contemporanea» mi ha ispirato questo commento che ho aggiunto in calce al suo testo ma che spero risulti divertente riportare anche qui, credo sia lapalissiano il senso a prescindere dal testo che l’ha ispirato.
Fu fonte di grand'illuminazione
seguire questa chiara spiegazione
che… ma, perdiana, già sin dalla prima
quartina sto inciampando in qualche rima!
Lo riconosco, sono inadeguato,
legato ad un concetto ormai passato,
ma senza Plus¹ caratteri n'ho mille,
provo a limar in cerca di faville:
è stata sorgente di grande illuminazione
leggere codesto preciso chiarimento
e già dalla strofa iniziale sto attento
a non rimare;
ora mi sento poeta moderno,
non più schiavo di ritmi e melodie
ma cinquecento e passa caratteri m'avanzano
e quindi cerco di migliorare ancora:
sorgente
illuminazione
di grande
chiarimento
preciso
codesto
strofando
norimico;
lodatemi
moderno
Vate
libero
ruzzolante
nonplussizzato
indi
trecento
giovani
forti
chilammorti,
ancora e ancora e ancora ottimizzo:
likkommentando luce chiara qui ritorna ritornello intorno rimando rammendi arimici aritmici canto Profeta impunteggiato con ancora più di cento libertà
cap
ite
mi
anal
fa
beta
caro
te
ne
né
n'è
neh!
¹: opzione che in quel sito consente agli abbonati di disporre di duemila caratteri per il commento invece che mille come nel mio caso.
24/12/2025
Tre quartine di endecasillabi in rime alternate. Degno di rilievo che mentre componevo questo scarabocchio, le campane del villaggio suonavano a morto (ancora stan suonando mentre salvo il file).
Dovrei chiudere tutto dentro un pacco
e impietoso gettarlo via lontano,
ma poi dentro quel pacco resto in scacco
che nessuno si degna a dar ‘na mano
per portarlo al vicino cassonetto
di raccolta dell’indifferenziata;
dentro o fuori del pacco quindi aspetto
ma comunque la vita è già sfumata.
È mancato, bisogna pure dirlo,
del coraggio o l’impegno… lo denuncio.
Ora è tardi, non posso più gestirlo,
né di fine vedrò nessun annuncio.
18/12/2025
m’immergo nel suo candore,
è scesa copiosa la bianca neve
a ricoprir la terra.
Impronte d’un pettirosso
lasciano il segno
a mostrarne il passaggio.
Aria frizzante
e note melodiose
d’un dolce canto,
rompono il silenzio.
A volte chiudo gli occhi
e mi lascio trasportare
dall’illusione che nulla sia cambiato.
Ci sono mattine
in cui mi sveglio col sorriso
al pensiero di quanto sarebbe bello
ricominciare da capo.
Come se il tempo si azzerasse
e io potessi ritrovarti
come la prima volta,
corteggiarti di nuovo,
ma stavolta con la consapevolezza
di quanto vali davvero.
La vita sa sorprenderci,
soprattutto quando smettiamo
di tenerla stretta.
Il futuro non si prevede,
si crea.
Un passo alla volta,
con chi sa camminarti accanto,
anche quando la strada si fa incerta…
ma porta comunque
dove il cuore desidera arrivare.
La pioggia del tempo
è un romanzo lasciato a metà
su un’altalena baciata dalla luna
e come un fiore vestito dalla notte
assaggio la poesia dei ricordi,
arpa del mio cuore distratto,
nudo confine dell’animo.
La vita rincasa dalle sue nostalgie
come un bimbo perduto
a giocar col suo eco distante,
quanta malinconia d’esistere
abbraccia le mie spalle,
quanto cielo capovolto
disegna le mie mani solitarie,
t’ho perduta dolce infanzia,
come fragile gemma di marzo.
è un rifugio di anime
è un primitivo amore
è una tela che accoglie le stelle
Non è solo furia o tempesta
ma anche la calma
che culla le barche perse
nel suo abbraccio
Il mare - non è solo rumore
è il respiro lento delle onde
che portano con sè
il pianto dei gabbiani
e il cuore dei pescatori
che palpitano nel buio
in un eterno dialogo
con il proprio io
Il ritocco di campane ad ogni mezzanotte,
Il Santo Natale che pace porta nei cuori.
Nel mondo pace non c'è
Nemmeno quando appare il Signore,
Troppa malvagità anche per il Figlio di Dio
Nel mio cuore pace non c'è,
Se tu non sei con me,
Manca il tuo sorriso manca il tuo sguardo,
Le tue dolci carezze i tuoi baci
I tuoi caldi rassicuranti abbracci
Dove era casa per me
Rifugio sicuro dal caos di questo mondo
infame, immorale.
Il nostro amore era simbolo di purezza
Verità assoluta, onesta, umiltà,
ci siamo giurati amore eterno
Ma di eterno non è rimasto nulla
Solo un amaro gusto sulle mie labbra
Invece del dolce sapore dei tuoi baci.
È come morire un po' ogni attimo,
Ogni respiro è fatica,
Copiose lacrime le ciglia lasciano sfuggire
Si fanno lago ai miei piedi
Alterando la lucentezza
Della lattea neve
Com'è cupa è ora l’anima mia.
Non voglio innamorarmi mai più
Non voglio soffrire più per amore,
L'amore dovrebbe essere gioia
Non straziante dolore
Nemmeno a Natale!!!
Case di ocra e di sole
si stringono alla roccia,
custodi di un tempo
che non conosce fretta,
mentre l’orizzonte
spalanca il cuore verso l’azzurro infinito.
Qui, il silenzio non è assenza, ma voce profonda,
è il respiro della terra che scivola giù, verso il basso,
fino a baciare la riva dove l'onda si fa argento.
E nel riflesso dorato di un tramonto che non finisce,
Montepaone resta lì, sospeso
come un pensiero rimasto a metà ,
come uno scrigno di luce che non teme il tempo.
E a chi lo guarda, svela la sua pace:
non è un luogo è un ritorno ,
è casa .

Montepaone (CZ)








