Su di me sento sempre parlare
una panchina nel parco
ci sono vecchi che sanno raccontare
io li attendo sempre al varco
ognuno con la sua storia, la sua vita
io sono qui ferma, ascolto
nessuna regola viene scritta
come un innocente vengo assolto
ogni parola viene detta e ridetta
il mio legno con favore viene accolto
da tutti quelli che non hanno fretta
e se una panchina ha il proprio posto
ferma su quel parco costretta
io queste storie le accolgo
come si accoglie un sorso d'acqua fresca
piantata qui sul parco resto
ad ascoltare i vostri racconti
io sono qui ferma, non fare presto
prenditi il tempo per i commenti
e se ti siedi, poi non fare un gesto
Invita anche amici e parenti
il mio legno ti invita, non è stretto
si siedono anche le personalità assenti
a volte dei bambini, qui nel parco giochi
mi ignorano, visitiamo altri posti
eppure loro non sono pochi
avranno storie divertenti
ma una panchina serve a far riposare
chi non ha gambe o piedi pazienti
chi non le usa solo per giocare
ma che ha già sbattuto i denti
e se una panchina sa ascoltare
capisce anche quando menti
quando tu ti mostri solare
al ragazzo che ti ha lasciato
quando in realtà piangi dentro
il mio legno accoglierà questo lato
questa tristezza che ti invade il petto
queste lacrime amare che stanno cadendo
sono una panchina, qui nel parco giochi
sto semplicemente sognando
che tu possa riaccendere quei fuochi
sono una panchina, ma il mio legno sta piangendo
non è pioggia ciò che sta cadendo
sono una panchina, ma ho ascoltato tutto
sono una panchina, non potrò mai essere altro
una panchina può ascoltare
non può intervenire
una panchina può sperare
che tu smetta di soffrire
una panchina può sognare
ma non ha la possibilità di parlare
una panchina ti potrà aiutare
anche se solo le tue lacrime
potrà con piacere accettare...
avare di entusiasmo.
Si costruiscono castelli
più alti, più lontani.
Guardare dall'altra parte
cancella ogni problema.
Con gli occhi chiusi
si cammina,
le orecchie coperte
da una barriera spessa.
Nessuno si sbilancia,
nessuno si concede.
L' io è prepotente,
il noi una voce distaccata.
Se la nebbia si sciogliesse
tutto sarebbe più chiaro.
Arricchisce più il calore umano
che un freddo oggetto di valore.
Ma i tempi sono incerti
non è facile regalare
un po' di noi stessi.
Che tempo è
la tua esistenza?
Questo cemento,
aloni che circondano.
Storia in bagliori ed echi a notte.
Qui tutto pare pulsazione
giorno su giorno, e
in realtà pulsa
sia che le mani ghiaccino
o compulse
rapiscano tue porte
e rampe da risalire il limes.
È divisa la terra
in guadi, circoscrizioni.
Trovo timidezza nei tuoi occhi grandi come voragini
Trovo timidezza nel tuo corpo fragile
Imperfetta per la società, vorresti solo un po' di calore.
Immensa sognatrice dalle ali spezzate
Come Icaro vorresti toccare il sole
Per ricevere quel calore
Che ti è stato negato fin dal primo albore
un rifugio dall’afa estiva
dal rumore del traffico
dalla vita di città.
Eravamo bambini
e giocavamo nel campo
in mezzo alle cavallette.
Adesso non corro più come prima
rare sono le cavallette
il campo è arido e spaccato;
uguale ad allora è solo il tramonto.
Disadattati
da negati desideri spenti
forse, nemmeno plasmati
- per decreto del dio denaro
... e non solo -
stuolo di adattati
gran parte fuori ruolo
e il mondo – sta a guardare -
pare ... una ruota che gira
ma spigoli e aculei
anche da altra parte spostati
della famiglia allargata
bucano sempre il suolo
fanno danno.
Importante ...
lo stato del cuore
o dell'occhio
la bella vista?
Per un piatto prelibato:
congrue dosi
d'indispensabili ingredienti
all'utilizzo sani
il marcio o avariato va buttato
è privo di diritti
così com'è diventato
l'uso gli è precluso
sale e spezie
e di cotture
i tempi previsti;
sasso o coccio
debitamente sagomato
solo sotto ... trova spazio.
Passa un giorno di inquietudine
con spiragli di luce briosa
giunge una primavera di amori imbrattati
si apre una finestra scura sul porto
mentre giace una giacca stropicciata sul divano
passano giorni di emozioni piene e vuote
credi di sprofondare ma un attimo dopo
risali la china con grande forza d'animo
parole di elementi sfuocati che cambiano
la strada di tempi passati si sta consumando
foreste verdi che stanno perdendo il loro fascino
grida di pensieri sconosciuti si affollano
e la maestosa creatività del poeta di passaggio
che scruta con stupore l'infinito mare tropicale.
da misurare ad ogni istante,
da mitigare in tutta fretta
prima che il cuore invada.
Sono emozioni, ahimè, morenti
in resa miserabile al destino
che andrebbe invece rivoltato
prima che lui lo scopo agguanti.
Vita per la quale vivo
non dar di sterzo all'impazzata.
Portami tu nella famosa alcova
che io da sempre t’ho indicata!
Quando la pur minima gioia,
quando l’ultima azzurra curva
vedrò sbiadir nel grigio secco,
allora ti concederò il rischio.
Mi ti consegnerò da pacco
per far di me qualunque cosa
tranne annullar l’amore immenso
che ad occhi chiusi t’ho regalato
cantando gli inni improvvisati,
cercando in te i nuovi colori,
andando a far lezione ai tristi
o a chi di te non è importato.
Un nido di vespe nell’orologio
mi sembra la base su un pianetino
che ci osserva. Ramon ha sbadigliato
trenta volte in un’ora
e alla radio danno notizie
ripetitive, poi e poi
errori come ciliege mature
venute giù dall’albero.
Le città hanno piani di evacuazione
e finestre egocentriche
c’è chi ostenta il nulla e chi senza nome
sta la notte in un guscio di cartone.
Sul mare hanno piantato
bandiere contro l’illusione
e intanto il rosso dei papaveri
palpita strenuo, forse
non sono papaveri ovunque
forse è il mercato
per la libertà di domani.
È una sorda impressione
un pulviscolo e poi gli uccelli
con ali incolpevoli, i bei nidi
in aureole di piombo.
Per oggi, da un minaccioso caos.
e riflette noia alle pupille.
Ornano finestre, rossi di gerani.
Non si può viverla
senza dipingerla, la vita.
C'è questa mania
d'obbligare la natura
alla nostra tirannia.
Vi ha mai detto un fiore
"se vuoi vivere con me
resta sul prato!"
Compra per strada
da chi fa piazza
compra da ford
ché l'arna
è priva di sorte
compra di night
anche di giorno
compra di suite
... l'imperiale stronca
che cambia?
L'atto rimane
un vecchio matusa
da l'amore distante
dal mercato
con le sue leggi
governato ancora.
Magnate pure l'impresa
e come parlerei
buona digestione
l'amore ...
è ben altro pasto
non è vetrina
né per album
... una figurina.










