Un'attesa immortale 
Si defila nel sospiro
Di un arcaico diletto 
Disteso e riservato 
Lungo il pavimento 
Sono diventato 
L'ombra di me stesso 
Striscio tra gli abissi 
Di impalpabili desideri 
Così morbida e calda
È la sua forma eterea
Su questa placida terra
Le chiedo una certezza
La solitudine e la follia
Ai margini dell'esistenza.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ottava toscana di endecasillabi canonici sdruccioli.


 

Mi imbatto in un errore ch'è pretèrito
e con l'atteggiamento più serafico:
io scrissi "meri" e leggo adesso "merito"…
è stato il correttore ortografico¹,
vil correttore in ignoranza emerito!
Pur senz'alcun intento agiografico²
di carta e penna al volo son nostalgico
fidi custodi a effetto antinevralgico³.


¹: da leggersi senza sinalefe tra “correttore” ed “ortografico;
²: da leggersi senza sinalefe tra “intento” ed “agiografico”;
³: nel senso che non ci sfasciavamo la testa per capire come mai ci fosse scritto qualcosa, visto che la carta riportava sempre fedelmente quello che noi coscientemente ci scrivevamo sopra, senza sentire la necessità di correggerci astrusamente a nostra insaputa!


11/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Nella frenesia 
di un mondo consumato 
lieve si posa
su un ramo quieto

Tra sogni e speranze 
di maschere cadute 
un momento di pace 
dopo il volo
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Cosa vuoi da me
La mia carne
Il mio rispetto
Le rose rosse che ho nel petto
Mai saremmo finiti a letto
Insisti a disegnarmi
A scrivere di me
Come se fossi una donna senza cielo
Quando sei tu
L'essere senza un mondo
Non posso amarti
Non voglio amarti
Sei un uomo solo
E bisognoso di rispetto
Bè questo non è un sogno
Tu non sei una storia
E nemmeno un'avventura
Il tuo cuore trema per amore
Ma io non ti amo
Non era mia intenzione sedurti
Ma di ingannare il tempo
Con impavidi sconosciuti
E tu eri lì per caso
Senza alcun preavviso.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ottava toscana (stanza, ABABABCC, endecasillabi canonici, qui li ho fatti a maiore).


 

Metà fora, metà dopo ripara;
forse con discutibile efficacia
perché la cicatrice resta chiara
sul margine che dritto ben combacia
a ricordare che la vita amara
andrebbe corsa con maggior sagacia.
Ma più la nebbia avanti si dirada
più mi ritrovo perso fuori strada.


11/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Quale figlio hai partorito senza occhi?
Quale figlio senza cuore
ha partorito sua madre?
Ma l’amore di una madre è come un ventaglio,
si apre e si chiude
dopo le grandi offese.
Le madri non sanno odiare i figli,
il cuore di una madre non si sporca di fango.
Le madri non hanno memoria,
le madri si perdono
nei labirinti ritrovati dai figli
Loro, ingrati, ciechi come estranei,
non vedono gli amori non detti.
Ed io, col mio sudore infruttuoso,
dove la luce insegnata viene seppellita,
dove l’alba è come il buio,
vedo solo spigoli taglienti
che lacerano la mia angoscia.

 

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Sonetto pensato in endecasillabi canonici a maiore, rimato in schema ABBA ABBA ABA BAB.


 

Il vuoto… cerco il vuoto nella mente,
un vuoto più chiassoso dell’orrore
che mi rimbomba in testa a tutte l’ore
per conclamare il mio presente assente.

Nella mia tana chiuso e discorrente
solo con Fallimento e con Dolore
che avvinghiano e accarezzano il mio cuore
restando sveglio pure a luci spente.

Pien di paura per non so qual ente
che possa entrare pieno di furore
comincia a diventare ricorrente

chiudermi a chiave in cerca di torpore
col monitor che osserva e sta silente
e la tastiera inerme confessore.


10/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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I fari rossi illuminano
La strada fradicia di nero
Oltre il parabrezza
La pioggia e il vento
Riflettono
Sfumature d'autunno 
La notte
Deve ancora cominciare
Mi chiedo cos'è l'amore 
Tra sguardi e ombre 
Follia e malsane risposte 
Echeggiano nella solitudine.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore rimati in schema ABBA ABBA CDC DCD.


 

Adesso vuole il nobel per la pace,
sentendosi sceriffo ormai del mondo
col suo buffoneggiare anche iracondo
mentre del servilismo si compiace.

Ma sui coloni furbo intanto tace:
gli servono per farsi al mappamondo
quei resort, piano invero inverecondo
che ai miliardari forse troppo piace.

La guerra è solamente una calaza
per rendere più stabile il progetto…
immagino la premier: Hotel Plaza,

vacanza offerta al suo abbaiare inetto
laddove brulicava un giorno Gaza
ignara di morire in un progetto.


10/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 834 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Siete esseri prevedibili
Emotivamente instabili
Perseguite ideali astrusi
Vagando tra le ombre
Di sogni senza forma
Disse la donna
Dai capelli lunghi e neri
Scrutando il desiderio
Dell’uomo in ginocchio
Lo sguardo fisso
Sull’ennesima condanna
Le morbide labbra
Composero un vago sorriso
Spargendo nell’aria pungente
Flebili fili d’argento
Altri uomini
Nascosti
Dietro i loro ciechi discorsi
Osservavano inebetiti
Le movenze sensuali
Di quella creatura affascinate
Si aspettavano
Un gesto ancora
Scivolare dolcemente
Sul dorso
Di un vano orgoglio
I capelli della donna
Ondeggiarono
Nel cielo terso del mattino
Un profumo irresistibile
Fece crollare ogni barriera
L’uomo finì a terra
Nel silenzio 
Di una pozzanghera di ricordi.  
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Lentamente lungo il fiume

nell’attesa con la lenza

l’incertezza nel futuro

molti dubbi sul domani


vattelappesca


tutto cambia e tutto muta

muta la folla nella follia,

nel cielo vola una foglia

il caos in un batter di ciglia


vattelappesca


echi di bombe da terre lontane

fiumi di sangue nelle fontane

urla strazianti lungo le vie

certa la morte di chi sopravvive


vattelappesca

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Cielo biancastro
vento da nord
giochi al campetto
guancie rosse
amici d'infanzia
sogni di
bianchi paesaggi
è felicità.
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Profilo Autore: rikyineffable  

Questo autore ha pubblicato 53 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Parole d’oppio, dal suono secco di dita che tracciano solchi sulla pelle, soffio di dolore e dolcezza nel brivido di quegli occhi incrociati che cercano una mano che brancoli verso una penna, senza motivo ma con tutte le ragioni del caso, e la nausea di chi al mattino si sveglia pieno di rimorsi.

Notte fonda, insondabile, avida nel toccarne il fondo con la punta del piede per darsi l’ennesima spinta verso l’alba, per non annegare, per tirare un disperato sospiro di sollievo, e tornare a sembrare il solito, patetico orsetto da mal di testa mattutino, con l’irraccontabile tempesta notturna ormai alle spalle, scomoda.

Astemio di tranquillità e solitudine, ubriaco, rigiro il cuscino zuppo di passato, quasi potessi ritornare bambino ed ignaro che al mondo non trovo uno spazio, coi gomiti consumati a furia di farmi largo tra ciò che mi ferisce e mi schifa, mi adagio sulla luce rossa di una lampada che sa bene di cosa ho bisogno, ma che mi ricorda, sadica, che non potrò mai averlo.

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Profilo Autore: PopCorn  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Sonetto standard, endecasillabi canonici come mamma Poesia comanda per i sonetti, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate, il classico schema ABBA ABBA CDC DCD con in questo caso le “B” sdrucciole in -ètrica.


 

Ma nonostante tanti passi avanti
l’I.A. fallisce ancora nella metrica¹
restando per Poesia pessima ostetrica
ch’è, senza usare ritmi ben sonanti,

generatrice solo di raglianti
“versi” che sanno spesso di scheletrica
ricostruzione in vista perimetrica
del mio pianeta e i suoi vari abitanti.

Son certo che col tempo riuscirà
a fare endecasillabi decenti
ma anche in ottobre fa proprio pietà:

seppure molto brava nei commenti,
nel conteggiar le sillabe non va
e non imbrocca il posto degli accenti!


¹: di questo verso, vista la presenza di un termine su cui magari non è ancora chiara la sillabazione poetica come anche se legger le vocali in italiano o in inglese, fornisco scansione così come l’ho immaginata componendo il verso:

1[l’I.] 2[A.] 3[fal] 4[lì] 5[scean] 6[cò] 7[ra] 8[nel] 9[la] 10[mè] 11[tri] 12[ca]
dodici sillabe con accento principale sulla 10ª (e quindi si tratta di un endecasillabo sdrucciolo) ed accenti secondari sulla 4ª e sulla 6ª (e quindi è canonico, recitabile a scelta sia a maiore sia a minore, la mia propensione è per l’intonazione a maiore, al pari di tutti gli altri versi di questo sonetto e alla faccia delle varie I.A. che su queste considerazioni falliscono sempre).


 08/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Nel giaciglio d’ombre delle lacrime, 
la mia pena vegliava insonne, 
e il corpo emaciato 
sbucava, tremula candela bianca, 
sul punto di spegnersi al fato. 
Ma dal caldo fuoco del cuore, 
più duro d’una rocca antica, 
s’innalzò favilla di brama in speme, 
che vinse la tenebra al soffio di luce. 
Come antenata quercia piegata 
da venti sgarbati senza sentiero, 
restai saldo, come radice di speme 
nel grembo della terra feconda. 
Il male fu drago nelle mie carni, 
il sangue, mia spada trionfante, 
lo spirito, scudo di guarigione, 
temprato nel pianto di liberazione. 
Ora cammino sulle mie certezze, 
pellegrino di luce tra le crepe, 
con la fronte alta alla velata vita 
e col petto ardente di brama d’amore, 
tessendo una corona di volontà, 
forgiata nelle fiamme dell’angustia, 
che non mi ha consumato l’anima, 
ma, restituendomela, io rinaqui.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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