La sigaretta lenta si consuma tra le dita,
brucia la riflessione nel silenzio.
Nel vetro del bicchiere il presente si distorce.
 Il riflesso del vino
 dilegua i pensieri nel segreto.
 restando solo il fumo
che disegna la tua ombra nell’aria.
   Il capo stanco, si riposa sulla mano,
il tempo si piega sul tavolo e
gli occhi nel vuoto si fermano.
Ecco ….. 
tu riemergi come  sole all'alba,
 come lava dal vulcano.
Sei la presenza che nessuno scorge ed io
resto immobile come un
complice senza sonno.
Tu, luce chiara, fragile regina,
che nel mio cuore regni senza trono.
Il tuo respiro torna, mi trascina,
 e nel silenzio cerco il tuo volto.
Ho smesso d’essere innamorato
perché ti amo, senza più difese
né vergogna, né colpa, né dolore.
Solo intero amore.
Sei questo.
Sei tutto.
Ma non sei qui.
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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Per inseguire 
i suoi sogni - l'ape
è prigioniera dei prati 
di margherite allineate 
e papaveri ruffiani 

mentre la sorte 
senza casa nè amori 
nè regina da seguire 
l'abbandona 
nelle ombre ignote 
della vita
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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San Francesco,
seduto,
su una
panchina,
al Porto Antico,
gli occhi bassi,
a pensare,
agli ombrelli,
senza una pioggia,
a offrire lo scopo,
del riparare,
le teste,
dalla paura,
di inzupparsi,
già fradice,
per i troppi,
anatemi
da codice,
penale.

San Francesco,
diplomato,
nell'arte,
del Gesù,
salvifico,
la masticazione,
livida,
di fame,
da sfamare,
con il pane,
in comunione,
alla salivazione,
per le tasse,
del dovere,
dovute,
pesanti,
senza un
qualche,
angolo di
leggerezza,
spensierata;

E le briciole,
in donazione,
a una popolazione,
di passerotti,
e piccioni,
da strada,
senza fissa
dimora e
retribuzione.

Tutti insieme,
appiccicati,
senza mastice,
incollati,
fratelli,
tra il cemento
disperante,
i becchi
senza speme,
a beccare,
la magra,
quotidianità.

Una colomba,
sopra il suo,
ginocchio,
destro,
a dare il
benvenuto,
con la cura,
del buon vicinato,

il tempo,
fuori tempo,
dei REM,
come narrativa,
da imparare,
disimparando,
l'ozio,
del non ascoltare,
disimparando,
la poca voglia,
di stare al
chiarore.
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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Ti regalo la mia anima
prendila
e con dolcezza
custodiscila
anche quando non ci sarò
tienila stretta sul tuo grembo
come un figlio
come il sangue
che pulsa nelle vene
non fartela sfuggire
trattienila
come le lacrime sulle palpebre
come una stella
incastonata nel cielo
come un marinaio
aggrappato alla sua vela
come un segreto
in un castello fatato.
Ti regalo la mia anima
amala
anche quando non ci sarò
e poi quando volerai via
come una farfalla tra le rose
insieme ci ritroveremo
vicino all'infinito
dove altre anime
saranno luce
amore, perdono.


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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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l'opportunista
è pezzente per natura
non per scelta
una frattura dell'evoluzione.
te lo ritrovi nemico
cinque minuti dopo
che ti ha baciato i piedi.
si veste di simboli
ruba a tutti
ai morti per primi.
scheggia funzionale al capitale
è votato alla nobile arte del
piagnisteo
abbraccia,se serve,smorfie
da parrocchiano.
manifesta una finta superiorità
nei confronti della sorte
ma sono le dimissioni dello spirito
di un umano danneggiato
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Profilo Autore: luca zoppi  

Questo autore ha pubblicato 24 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il tuo sguardo tra i commedianti 
fende l' aria satura delle mie frustrazioni.

E tutto ora ha senso

e nulla ha più senso.

Stringiamo fardelli 
su strade d'illusorie certezze,
persuadendoci che magnanimo è il nostro tempo. 

Ma è un azzardo dirsi "a domani".

È solo tra certi sguardi che s'assapora l' infinito 
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Profilo Autore: Er  

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La nostra strada
Dovrebbe essere l’amore
Ma i nostri sguardi
Si posano sui fiori
Putrefatti nell’indifferenza
Siamo predatori 
Schiavi
Nell’isola della distruzione
Quanto vale un mondo
Sul fondo
Di un bicchiere di sale
Quanto appagamento
Aleggia
Nell’oblio del malcontento
Rabbia e delusione
Inebriante è il sangue
Che scorre nel desiderio
Elargendo morte
E magica sofferenza
Le nostre spalle
Sempre 
Contro un muro ubriaco
Di carne fresca
E chi se ne frega
Di ricevere
Un candido saluto
Con la faccia sporca
Di ricordi dissoluti
Mostri sopraffatti
Creano imbarazzo
Seducendo
Trame insensibili
Con ragni d’assedio
Il fine ultimo è logorante
Come un sorriso acido
Senza nome
Nel potere si consuma
Il cranio di un marziano
Se solo fossimo quel sole
Che si erge tra le nuvole
Delle pene infrante.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Se porgo la mano,
lascio cadere le armature …
ascolto.
Se porgo le mani,
credo ancora nella verità.
Se porgo le mani,
non mi giro di spalle.
Se porgo le mani,
non sono la folla,
sono presenza.
Se porgo le mani,
ci sono,
nella luce e nell’ombra,
anche per chi mi ferisce.
Ma se non porgo le mani,
non temere …
ti offro una carezza.
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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Questo amore bello come il sole 
nato per caso
senza sogni e speranze,
abbiamo in esso soffiato 
delle nostre vite l'alito 
Un amore di corpi e spirito 
un unione sublime che verso il cielo 
si innalza,
vana è la distanza 
sentiamo e ascoltiamo
la nostra presenza
viviamo la nostra essenza 
in ogni attimo del giorno e della notte
Legati da un filo sottile 
a tre capi, io te e Dio 
mai nessuno lo potrà spezzare 
nemmeno la morte 
Questo amore bello come il sole 
vive nel nostro abbraccio puro sacro 
dove è casa, rifugio e pace 
un amore immenso più dell'universo 
Infinitamente ci amiamo 
e sarà per sempre 
a dispetto della distanza 





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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Arrivò
giunse,
l'alba,
delineando,
lo scatto di
quel sorriso,
a cui aggrapparsi,
per risalire il baratro,
della mediocrità.

Beato sarà, chi lo,
potrà scorgere,
nitido,
nascente,
dall'orizzonte,
incerto,
sonnambulo,
lineare,
poco incline,
ai mutamenti.

Beato
sarà chi lo,
potrà sentire,
a pelle,
arrampicare,
tra le pieghe,
grumose,
degli umani
pensieri,

fino ad
Ascendere,
avvertire,
quella carezza,
leggiadra,
luminescente,
discendere,
fino ai recessi,
più scavati,
più interiorizzati,
coi rimasugli,
alla stracciatella,

fino ai
brandelli,
di ferite,
inumate,
sedimentate,
sotto traccia,
da esorcizzare,

in qull'intensità,
avvolgente,
ascendere,
a qualcosa,
di più,
delle
conseguenze
del dolore.

Arrivò
giunse,
l'alba,
delineando,
lo scatto di
quel sorriso;

Beato sarà, chi lo
potrà, scorgere,
beato sarà, chi lo
potrà sentire,
avvertire,
a pelle......

Quel sorriso,
Engy......

Dedicata ad Angela di Pontedecimo che non ho mai avuto il piacere di conoscere.

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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Distici in rime baciate di endecasillabi sdruccioli che in realtà sono doppi quinari sdruccioli con cesura netta tra 6ª e 7ª sillaba, una imposizione in più per cercare di non pensare a come mi sto sentendo; mi dispiace, sopportate questo scarabocchio, poi cercherò di non tediare per un po’. Il ritmo è quindi quello di uno strano rolliano sdrucciolo, accento principale ovviamente in 10ª e secondari piazzati in 2ª, 4ª e 8ª sillaba.


 

Domande e lacrime dal volto stillano,
cadendo chiedono, persino assillano…

ma resto attonito, non so rispondere,
pensieri orribili mi fan confondere.

Non so decidermi, il senso scivola…
mi par ridicola, non certo frivola

la vita in essere… di gran malessere;
continuo a perdermi, non riesco a tessere

un cappio lucido di grassi rivoli
che su carotidi leggero scivoli

e senza ostacoli le riesca a stringere
per neri lividi sul collo tingere.


23/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Non sei solo volto, né carne, né sogno,
sei respiro  che passa tra le parole,
eco che chiama la mia voce muta
a farsi canto.
Ti porto negli occhi come si porta
un nome sacro, mai pronunciato.
Sei fuoco che purifica la cenere
e luce  viva che illumina ogni pensiero.
Quando t’allontani,
le frasi si disfano come neve sull’acqua,
le stelle si spengono per mancanza di parola
e la mia mano resta sospesa
sopra il foglio bianco del silenzio.
Tu sei la scintilla che crea il verbo,
la ferita da cui nasce il verso,
la pace che non cerco per paura
di smettere d’amarti.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Abile artigiano con le mani in pasta

con la testa tra le nuvole di farina,

dal caldo forno il pane sempre fresco

pagnotte e ciambelle appena cotte


le rosette del fornaio non han spine

le michette tra le labbra sono amiche,

una pala si aggira dentro al forno

gira e rigira la pizza con le cozze


lieto e lieve lievita il pane 

tra acqua e farina respira,

un biscotto tra dolci sospiri

sorride ad un grissino genuino.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Lei era lì
Come tutti i giorni
Nell'eternità dei ricordi 
Camminava
Camminava a passi lenti
Sulle foglie 
Dei miei anni
Senza guardarsi intorno
Aspettava un cenno
Una carezza
Il fruscio del vento
Nel magico silenzio 
Ma era distante 
Troppo distante
Dal desiderio 
Di un compromesso 
Così rimasi fermo
A osservare incantato
La sua muta bellezza
La luce di una stella
Sulla faccia della terra
Piccola ed eterea
Nel mio cuore di cera.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Settenari a rime baciate, fuori numerazione perché è solo un commento in risposta al testo «Venusiano» pubblicato da Raskolnikov pochi minuti fa (il 22/10)¹.


 

Io nacqui su Nettuno
e qui non son nessuno
perché fa troppo caldo
e non mi sento baldo…
la situazione è grave,
se passa l'astronave,
la Mercurio-Plutone,
mi serve soluzione
per acquistar biglietto:
non ho moneta, ammetto!


¹: in un altro sito, non qui nel Club.


22/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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