In fondo l’amore è un luogo stretto
in cui le sponde
delle nostre labbra diventano un solo movimento
della parola amore
man man che lo spazio
viene occupato dalla parte superiore
con tutti i suoi figli e i suoi amanti.
E tutto corre in questo spazio d’amore
da noi abitato:
il freddo che implora il caldo dei nostri corpi;
Il mare che si fa arido di sale
per dissetare le nostre labbra;
o il vento irrequieto
addomesticato dal caldo sole
che implora rifugio nei nostri respiri.
In fondo l’amore è in luogo stretto,
così stretto,
che smettiamo di contare
i passi che ci separano;
e le parole che vorremo dirci fanno appena
un balzo dalle mie alle labbra tue.
E questo stare ad un passo da noi
di noi due
ha reso l’intero universo
un semplice punto
in cui le nostre labbra si sono incontrate.
in cui le sponde
delle nostre labbra diventano un solo movimento
della parola amore
man man che lo spazio
viene occupato dalla parte superiore
con tutti i suoi figli e i suoi amanti.
E tutto corre in questo spazio d’amore
da noi abitato:
il freddo che implora il caldo dei nostri corpi;
Il mare che si fa arido di sale
per dissetare le nostre labbra;
o il vento irrequieto
addomesticato dal caldo sole
che implora rifugio nei nostri respiri.
In fondo l’amore è in luogo stretto,
così stretto,
che smettiamo di contare
i passi che ci separano;
e le parole che vorremo dirci fanno appena
un balzo dalle mie alle labbra tue.
E questo stare ad un passo da noi
di noi due
ha reso l’intero universo
un semplice punto
in cui le nostre labbra si sono incontrate.
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M’hai deluso !
Com’hai potuto fare sto sopruso
a carico de n’omo che t’amava
e che da te proprio nun se l’aspettava.
T’amavo tanto, da aspettà er momento
d’essere soli pe esse contento.
Nun feci caso, nun me guardai indietro
si m’ammiccavi pur co l’occhio de vetro.
Te volevo portà a Caracalla
puro se S. Giuseppe t’avea passato a pialla.
Ma a parte a gamba e legno eri ‘bijoux
che cosa mai desiderar di più !
E poi siccome di tanto in tanto io pecco
t’arzai la gonna trovannoce ‘n fico….secco !
Ma io t’amavo e ognor te sospiravo
che le sciocchezze manco calcolavo,
Ma il tradimento nun l’avevo calcolato
così crudelmente perpetrato.
Mentre io magnavo sopratutto
m’hai fatto amatriciana…cor prosciutto !
E ce l’avevi, nun t’eri fatta male,
mannaggia a me, amatriciana va fatta cor guanciale !
Com’hai potuto fare sto sopruso
a carico de n’omo che t’amava
e che da te proprio nun se l’aspettava.
T’amavo tanto, da aspettà er momento
d’essere soli pe esse contento.
Nun feci caso, nun me guardai indietro
si m’ammiccavi pur co l’occhio de vetro.
Te volevo portà a Caracalla
puro se S. Giuseppe t’avea passato a pialla.
Ma a parte a gamba e legno eri ‘bijoux
che cosa mai desiderar di più !
E poi siccome di tanto in tanto io pecco
t’arzai la gonna trovannoce ‘n fico….secco !
Ma io t’amavo e ognor te sospiravo
che le sciocchezze manco calcolavo,
Ma il tradimento nun l’avevo calcolato
così crudelmente perpetrato.
Mentre io magnavo sopratutto
m’hai fatto amatriciana…cor prosciutto !
E ce l’avevi, nun t’eri fatta male,
mannaggia a me, amatriciana va fatta cor guanciale !
Nella magica sfera ho visto:
desideri umanamente distorti
che con la purezza fanno a cazzotti
ché in ambizioni noi siamo maestri
e finemente
i mezzi tutti giustifichiamo
sotto bandiera di libertà.
Verso il peggio sempre diretti,
maestri di guerra che quelli di pace
scopriamo negli animali,
- il nostro cane o gatto ... che tace -
per poi nel nulla regnare sovrani
e cercare, nascoste, nuove avventure
per un'andrenalina che sale
se scende un'andreina
non è colpa nostra
- andreina era lei -
io sono solo tipo tosto
- con niente al suo posto -
ed ora ...
forse ... nascosta,
mi rode la voglia
del grande mostro ...
e senza esser mago!
L'autunno è arrivato
e ha steso sul prato
un tappeto incantato
di morbide foglie
ramate e intrecciate
con aghi di pino dorati.
Vedo piccoli funghi
or ora arrivati
da mondi fatati
e freschi arabeschi
tessuti nell'aria
che fan d'altalena
a tenere vite
appena sbocciate.
C'è una gatta pelosa
che lenta i snoda
su strade di muschio
di fresco tracciate
che par di velluto.
Io guardo e sorrido;
so che l'inverno geloso
tra poco verrà
e vorrà far di meglio.
e ha steso sul prato
un tappeto incantato
di morbide foglie
ramate e intrecciate
con aghi di pino dorati.
Vedo piccoli funghi
or ora arrivati
da mondi fatati
e freschi arabeschi
tessuti nell'aria
che fan d'altalena
a tenere vite
appena sbocciate.
C'è una gatta pelosa
che lenta i snoda
su strade di muschio
di fresco tracciate
che par di velluto.
Io guardo e sorrido;
so che l'inverno geloso
tra poco verrà
e vorrà far di meglio.
Non metto confini al mio volo,
distendo ali nella pioggia
assaggio il cielo comunque
cadendo, risalendo, scivolando
sull'onda del vento
che sia amico o ostile
Qualcuno si arrende alle catene
Si lascia inchiodare al suolo
ma il mio corpo è una piuma di luce
il mio cuore ha ucciso
ogni sintomo di schiavitù,
alleggerito da inutili fardelli
non teme le correnti contrarie
le perturbazioni scuotono e vivificano
Trattengo il respiro
nell'apnea di un attimo
tutta la sua forza,
la vita che irrompe nelle vene
e io che conquisto altezze vertiginose
scevre di soffitti
Un essere meravigliosamente libero
distendo ali nella pioggia
assaggio il cielo comunque
cadendo, risalendo, scivolando
sull'onda del vento
che sia amico o ostile
Qualcuno si arrende alle catene
Si lascia inchiodare al suolo
ma il mio corpo è una piuma di luce
il mio cuore ha ucciso
ogni sintomo di schiavitù,
alleggerito da inutili fardelli
non teme le correnti contrarie
le perturbazioni scuotono e vivificano
Trattengo il respiro
nell'apnea di un attimo
tutta la sua forza,
la vita che irrompe nelle vene
e io che conquisto altezze vertiginose
scevre di soffitti
Un essere meravigliosamente libero
Tremule acque,
sul far della sera
sfiorano il lago dorato
ed or, il timido sole,
attende il Mistero...
Sospinta dal vento
una tenera foglia
la sua dimora abbandona
ma lieta e' a rimirar..
le caparbie fronde amiche
che tessono operose,
a poco a poco
sfavillanti abiti
per l'Autunno incipiente.
Del candido silenzio
il bosco si riveste
e talora, leggeri fruscii
a rallegrar la solitaria via.
Gioioso camminar
nel " caldo " abbraccio
degli imponenti alberi
Sui ripidi sentieri
vividi appaiono i volti cari
a rincuorar il viandante;
a rimembran
che greve e' la Vita;
inestimabile Vita
che all'occhio distratto cela
semplici,ma preziosi dettagli.
sul far della sera
sfiorano il lago dorato
ed or, il timido sole,
attende il Mistero...
Sospinta dal vento
una tenera foglia
la sua dimora abbandona
ma lieta e' a rimirar..
le caparbie fronde amiche
che tessono operose,
a poco a poco
sfavillanti abiti
per l'Autunno incipiente.
Del candido silenzio
il bosco si riveste
e talora, leggeri fruscii
a rallegrar la solitaria via.
Gioioso camminar
nel " caldo " abbraccio
degli imponenti alberi
Sui ripidi sentieri
vividi appaiono i volti cari
a rincuorar il viandante;
a rimembran
che greve e' la Vita;
inestimabile Vita
che all'occhio distratto cela
semplici,ma preziosi dettagli.
Lieve la sera accarezza il viso,
lacrime d'un pianto timoroso infrangono i ricordi,
riverbero d'un tempo fuggitto via,
dove la memoria si confonde col dolore,
nei meandri scuri dell'inconscia coscienza,
recitano menzogne i pensieri affranti,
fingono l'allegria con il sorriso blasfemo,
fungono da rimedio all'irimediabile,
rimpiange la vita il pianto di gioia.
lacrime d'un pianto timoroso infrangono i ricordi,
riverbero d'un tempo fuggitto via,
dove la memoria si confonde col dolore,
nei meandri scuri dell'inconscia coscienza,
recitano menzogne i pensieri affranti,
fingono l'allegria con il sorriso blasfemo,
fungono da rimedio all'irimediabile,
rimpiange la vita il pianto di gioia.

Oggi tra le fronde semi denudate
di un autunno splendente
non prodromo di una stagione
che non ha ancora cancellato l’estate,
passeggio tra i viali del parco e penso
che forse in questo tempo
si muore senza morire.
Guardandosi attorno
si spegne il fuoco che dà vita
al plesso solare.
Sanguinano le bandiere
dei paesi di tutto il mondo!
E quel tacere dei morti che non smette…
il bene si sfalda in briciole, in cartoni.
Il popolo è disperso e depresso,
nulla collima più con l’equità,
la giustizia e la razionalità.
Non si capisce perché
si perseguano misteriose vie
in un silenzio che annienta le masse
accatastate quasi a fare da zerbino.
E’ desolato e deserto il panorama
e aumenta il recinto della paura
in un crescendo
d’impotenza accatastata.
Timide folate
Di brezza
Accarezzano la bruma
Che dalla strada
Mi accompagna, solitario,
Lungo i sentieri di sale
Che portano a te,
Oh grande mare.
Confuso, tra i colori
Di un insolito mattino
E cespugli e sabbia
E aghi di pino.
Fino al sorgere
Del sole, lontano,
Tra le barche
E stormi d'uccelli
E tanto cielo
E tanto mare.
Così tanto, da voler ritornare.
Di brezza
Accarezzano la bruma
Che dalla strada
Mi accompagna, solitario,
Lungo i sentieri di sale
Che portano a te,
Oh grande mare.
Confuso, tra i colori
Di un insolito mattino
E cespugli e sabbia
E aghi di pino.
Fino al sorgere
Del sole, lontano,
Tra le barche
E stormi d'uccelli
E tanto cielo
E tanto mare.
Così tanto, da voler ritornare.
E' serata di festa per noi
io e te, il tuo compleanno
ho acceso tante candeline profumate,
in sottofondo la nostra canzone
Atmostera perfetta intima e dolce
ho preparato la tua torta preferita
in centro una candela speciale
la cui fiamma arriva fino al cielo
Io elegantemente vestita
con lo sguardo mi dici “sei bellissima”
le gote si arrossano amcora mi sai turbare
Tra noi il tempo si è fermato
l'amore è quello dei nostri primi incontri
sempre nuovo, sorprendente, intenso
è maturato ma in noi vive ancora
la giovinezza e la freschezza di allora
Tra un bicchiere di prosecco ed una fetta di dolce
ridiamo dei ricordi passati, ci emozioniamo
al guardare le foto un po' sbiadite
tra un bacio e l'altro un giro di valzer
E' giunta mezzanotte
come Cenerentola il mio desiderio svanirà
all'ultimo tocco delle campane, scappo via
mi chiama ma non rispondo corro, corro e piango
Mi sveglio nel mio letto
stringo la sua fotografia zuppa di lacrime
in cucina una candela ancora accesa
la luce va oltre la finestra
il cuore mio spezzato ... era un sogno
nonostante il rimpianto ... sorrido ...

il cuore mio spezzato ... era un sogno
nonostante il rimpianto ... sorrido ...

Scalza inciampo
in quel ricordo spensierato
di quando ero bambina
due trecce e un vestitino a fiori
oggi sono memoria.
Il tempo mi vestiva
di avventure
arrampicate
di allegro sole e mare .
A rompere i silenzi
panni stesi al sole
allegre trame di canti
che affacciavano sapori di pane .
che affacciavano sapori di pane .
Le voci erano i portali
ora l'ombra riflette .
Ci sono cose che mai dimenticherò
per la cura
che mi hanno dato
che mi hanno dato
balsamo del mio essere di oggi .
Anche se oggi
non è ieri
e non sarà mai più domani .

Foto web

Foto web
per te in questo spazio
trovo allergia di lutto
di chi sa spremere mollica
e poi tesserne la stola
Non far cadere briciole
sulla mia sfoglia a velo
chè tanto fu il tempo impiegato
nel renderla orizzonte
Ammaina ora le corde
e rendi l'alpe in veste bianca
che il sole ormai non mi tormenta
e colorando il capo in ricci
si contempla e sale
trovo allergia di lutto
di chi sa spremere mollica
e poi tesserne la stola
Non far cadere briciole
sulla mia sfoglia a velo
chè tanto fu il tempo impiegato
nel renderla orizzonte
Ammaina ora le corde
e rendi l'alpe in veste bianca
che il sole ormai non mi tormenta
e colorando il capo in ricci
si contempla e sale
Pioggia ancestrale di piume leggere
Solleticate il mio viso in attesa.
Vermiglie foglie autunnali
Risaltano calde sulla nebbia opacizzante.
Le mie mani sporche di sabbia
Vibrano e come grida di gabbiani
Il cuore freme.
Salva l'anima da spine e rovi
Non ferirmi, non ancora
Che io possa sperare
In un turbinio di vento
Foriero di baci e languide carezze.
Note nocciola come frutti
Si frantumano sopra
Il muschio pensiero che ricopre
La mia essenza di bosco.
Solleticate il mio viso in attesa.
Vermiglie foglie autunnali
Risaltano calde sulla nebbia opacizzante.
Le mie mani sporche di sabbia
Vibrano e come grida di gabbiani
Il cuore freme.
Salva l'anima da spine e rovi
Non ferirmi, non ancora
Che io possa sperare
In un turbinio di vento
Foriero di baci e languide carezze.
Note nocciola come frutti
Si frantumano sopra
Il muschio pensiero che ricopre
La mia essenza di bosco.
Mi distrae dal caffè
e dal giornale del mattino
un brusio strano:
è un pregare sommesso
un parlare sconnesso
è un pianto improvviso
con qualche riso.
E' un funerale che passa
sotto il mio balcone.
Dall'alto vedo bene il corteo
della fede e del dolore
che più s'allontana dal morto
più perde spessore.
Succede.
La radio mi dice che oggi
sarà una giornata di sole
e di impegno sociale.
Per il sole lo spero per me
e per il rosso geranio sul davanzale.
L'impegno sociale l'ho visto passare
un attimo fa sotto il balcone
e francamente non so quanto vale,
Intanto c'è la vicina di casa
che sale cantando le scale
e sento il profumo del pane.
Bella è la vita che scorre
tra gli occhi e le dita.
Bella, bella da fare impazzire
e dal giornale del mattino
un brusio strano:
è un pregare sommesso
un parlare sconnesso
è un pianto improvviso
con qualche riso.
E' un funerale che passa
sotto il mio balcone.
Dall'alto vedo bene il corteo
della fede e del dolore
che più s'allontana dal morto
più perde spessore.
Succede.
La radio mi dice che oggi
sarà una giornata di sole
e di impegno sociale.
Per il sole lo spero per me
e per il rosso geranio sul davanzale.
L'impegno sociale l'ho visto passare
un attimo fa sotto il balcone
e francamente non so quanto vale,
Intanto c'è la vicina di casa
che sale cantando le scale
e sento il profumo del pane.
Bella è la vita che scorre
tra gli occhi e le dita.
Bella, bella da fare impazzire









