Ci si autofraintende.
Tutti.
Spesso.
Ciascuno coi suoi pensieri,
nei limiti che ci si autoimpone.
Ci si autocommisera.
Tutti.
Spesso.
Specie quando il mondo fuori
lascia un solco dentro, nel profondo.
E si smette di ascoltarsi,
O ci si ascolta troppo,
Finendo col fraintendersi,
non riuscendo a disciplinarsi,
a smascherarsi.
Credendo ad una propria bugia.
Questo non vorrei:
che succedesse a me, che succedesse a te
mentre mi stai guardando, ora,
mentendoci a vicenda,
fraintendendo ancora una volta.
Perché la vita va così.
Ci si autofraintende.
Tutti.
Spesso.
Ciascuno schiavo del proprio ieri
nei limiti che non ci si concede più.
Questo non vorrei:
ma siamo come le maree.
Tutti.
Spesso.
Ciascuno coi suoi pensieri,
nei limiti che ci si autoimpone.
Ci si autocommisera.
Tutti.
Spesso.
Specie quando il mondo fuori
lascia un solco dentro, nel profondo.
E si smette di ascoltarsi,
O ci si ascolta troppo,
Finendo col fraintendersi,
non riuscendo a disciplinarsi,
a smascherarsi.
Credendo ad una propria bugia.
Questo non vorrei:
che succedesse a me, che succedesse a te
mentre mi stai guardando, ora,
mentendoci a vicenda,
fraintendendo ancora una volta.
Perché la vita va così.
Ci si autofraintende.
Tutti.
Spesso.
Ciascuno schiavo del proprio ieri
nei limiti che non ci si concede più.
Questo non vorrei:
ma siamo come le maree.
Odoran di muschio,
le tue cupe giornate di pioggia
e il vento porta via con sé, ...
staccando dal ramo, l’ultima foglia.
Grigio autunno, che ti addobbi
con i fiori dei crisantemi
e, di brusio, ravvivi i viali dei cimiteri
dove restan mesti i pensieri.
Fai vestir chi è infreddolito
e va a rinchiudersi tra i muri,
dove i camini, riscaldando,
emanano i loro tepori.
Le caldarroste fai gustare
e, con il vin novello, le
si andranno a bagnare
per le sere rallegrare.
le tue cupe giornate di pioggia
e il vento porta via con sé, ...
staccando dal ramo, l’ultima foglia.
Grigio autunno, che ti addobbi
con i fiori dei crisantemi
e, di brusio, ravvivi i viali dei cimiteri
dove restan mesti i pensieri.
Fai vestir chi è infreddolito
e va a rinchiudersi tra i muri,
dove i camini, riscaldando,
emanano i loro tepori.
Le caldarroste fai gustare
e, con il vin novello, le
si andranno a bagnare
per le sere rallegrare.
E mentre piove
l'Anima mia Piange;
i suoi Singhiozzi
sono i Sussurri del vento
ed i suoi fremiti
sono i miei Brividi.
La casa è vuota
come il mio Petto,
tutto sembra ovattato
anche lo scorrere
del Sangue nelle vene
sembra più lento.
La sensazione
è di vedere tutto da Lontano
pur essendo Cosciente
di essere realmente qui.
Momenti di vita vissuta
in modalità Automatica
dove il Corpo
non è Governato
ne dalla Ragione,
ne dall'Istinto;
ma soltanto dall'Abitudine.
Vengo travolto ed annegato
dal Silenzio
fuori e dentro di me.
Resta solo una figura umana
Immobile resto
privo di qualsiasi Scintilla,
unica Testimonianza certa
che qui una volta
vi era uno Spirito umano.
Nemmeno un granello di sabbia
Sa dove lo porta il vento
Così sono io...
Senza meta e parole
Su tappeti di pensieri
Avanzo cercando equilibrio
Soffocata da profumo selvatico
E appassiti fiori.
Avanzo senza spiragli né appigli
Con gli occhi fasciati
Da sciarpe di seta
Nel mio incedere nel nulla.
Sorretta solo da edera e germogli
Troppo poco
Troppo vuoto, troppo niente
Solo fumo all'orizzonte.
Sa dove lo porta il vento
Così sono io...
Senza meta e parole
Su tappeti di pensieri
Avanzo cercando equilibrio
Soffocata da profumo selvatico
E appassiti fiori.
Avanzo senza spiragli né appigli
Con gli occhi fasciati
Da sciarpe di seta
Nel mio incedere nel nulla.
Sorretta solo da edera e germogli
Troppo poco
Troppo vuoto, troppo niente
Solo fumo all'orizzonte.
Che ci liberino dai congiuntivi
niente condizionale per i processati
i fissati per le regole della grammatica
condannati ai lavori forzati all’istante.
Per gli scrittori un buono pasto
in prigione, ai poeti l’estrema unzione
gratis nel prossimo decreto legge.
Col movimento degli analfabeti al potere
ci sarà da scialare, la stirpe dei comici
al completo già se la ride, le cornici
già pronte, c’è solo da dipingere
le tele della storia dei fuorilegge.
E magari cantare la canzone
dell’ecatombe, al solo costo
di uno scatto, c’è già il cantante
dall’ugola di carta vetrata, la pratica
è in via di definizione dai magistrati
e la sentenza liberalizzerà anche gli aggettivi.
La prima pioggia
Avanza in questo inizio
D'autunno che ha ancora
Ricordi d'estate .
E mi immergo
In questo sapore di umido
Per aver freddo
E potermi riscaldare nella tua forza
Dove non c'è tempo
Ne' caducità
E Dove le fioriture sono infinite
E noi diveniamo un fiume montano .
Avanza in questo inizio
D'autunno che ha ancora
Ricordi d'estate .
E mi immergo
In questo sapore di umido
Per aver freddo
E potermi riscaldare nella tua forza
Dove non c'è tempo
Ne' caducità
E Dove le fioriture sono infinite
E noi diveniamo un fiume montano .
Un rivolo di speranza fluttua tra i ricordi,
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
Di quando ti ho incontrata in uno specchio
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
Nessuno lo sente!
Questo sbattere lento
d'imposta nella stanza.
Il rumore del mondo
non riesce a zittirne il silenzio.
Ci prova il vento
tessendo spirali
e urlando nomi
di antichi fantasmi.
Ne rincorre le ombre, devoto.
Ma sono già spettri
degli spettri di ieri.
Nessuno mai
risponderà da qui!
Gli uragani non fanno paura.
Al cader delle mura non si muovono pianti.
Una sfinge osserva da lontano
mentre aspetta la sabbia a coprirle il sonno.
Una volta era un cuore questo spazio,
ora dimora di foglie avvizzite.
E sbatte meccanica una finestra
Or che anche il vento tace
nell'urlo del tempo.
Questo sbattere lento
d'imposta nella stanza.
Il rumore del mondo
non riesce a zittirne il silenzio.
Ci prova il vento
tessendo spirali
e urlando nomi
di antichi fantasmi.
Ne rincorre le ombre, devoto.
Ma sono già spettri
degli spettri di ieri.
Nessuno mai
risponderà da qui!
Gli uragani non fanno paura.
Al cader delle mura non si muovono pianti.
Una sfinge osserva da lontano
mentre aspetta la sabbia a coprirle il sonno.
Una volta era un cuore questo spazio,
ora dimora di foglie avvizzite.
E sbatte meccanica una finestra
Or che anche il vento tace
nell'urlo del tempo.
La passione vibra dentro me,
insieme ai miei gemiti,
sul percorso del tuo corpo.
Istanti di follia e sottomissione,
istanti di dominazione.
Il mio sguardo diventa
la porta d’ ingresso dell’ ardore.
La mia bocca ti attraversa,
ti cerca, ti desidera,
insieme ai miei morsi.
La tua pelle è il mio sentiero preferito,
grande desiderio carnale.
Le tue mani legate su questo letto,
aspettano impazienti
che io mi conceda a te.
Tu segui il mio sguardo,
mentre il mio fuoco si sprigiona.
Sono la lava bruciante di un cuore
pieno di pulsazioni.
Sono l’eros che stavi aspettando da tanto.
Sommergiti di me,
bagnati delle mie emozioni.
Sono la tua fonte impulsiva.
sono la carezza pura d’ amore!
insieme ai miei gemiti,
sul percorso del tuo corpo.
Istanti di follia e sottomissione,
istanti di dominazione.
Il mio sguardo diventa
la porta d’ ingresso dell’ ardore.
La mia bocca ti attraversa,
ti cerca, ti desidera,
insieme ai miei morsi.
La tua pelle è il mio sentiero preferito,
grande desiderio carnale.
Le tue mani legate su questo letto,
aspettano impazienti
che io mi conceda a te.
Tu segui il mio sguardo,
mentre il mio fuoco si sprigiona.
Sono la lava bruciante di un cuore
pieno di pulsazioni.
Sono l’eros che stavi aspettando da tanto.
Sommergiti di me,
bagnati delle mie emozioni.
Sono la tua fonte impulsiva.
sono la carezza pura d’ amore!
La sensibilità, penso stia diventando un pregio abbastanza raro
sono sempre meno le persone sensibili.
E le riconosci
Le riconosci perché si offendono,per una cosa detta male
Ma non credono ad un complimento fatto a cuore aperto
Riescono a vedere tutto ciò che c'è da vedere
All'interno di un quadro
In una persona
In una frase
Anche nel cielo,
Riescono a vedere la stella più piccola, quella che arriva subito, che ad occhio nudo è difficile da notare.
La sensibilità penso che sia uno di quei pregi che
O ce l'hai sin da subito,
O non potrai mai avere il privilegio di possederla.
sono sempre meno le persone sensibili.
E le riconosci
Le riconosci perché si offendono,per una cosa detta male
Ma non credono ad un complimento fatto a cuore aperto
Riescono a vedere tutto ciò che c'è da vedere
All'interno di un quadro
In una persona
In una frase
Anche nel cielo,
Riescono a vedere la stella più piccola, quella che arriva subito, che ad occhio nudo è difficile da notare.
La sensibilità penso che sia uno di quei pregi che
O ce l'hai sin da subito,
O non potrai mai avere il privilegio di possederla.
Nessuna pietà
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.












