porto lunare
in questo cielo di sguardo.
Raffiche di cuore
son fiammifero e silenzio,
lanterna e respiro,
tramonto e mattino.
Alfabeto d’inverno
s’accoccola al destino:
traccio passi di brina
fra le briciole di un sorriso.
Al netto dei giorni e delle notti
mi sento un uomo vano
alieno in un corpo
allenato ad essere umano
un volo distante
sulla fragile crosta del mito
sul guscio invitante
di una perfezione illusoria
il tutto
per non planare poi di sotto
in sconfinati abissi
dove bocche di mostro
s'apron pronte al pasto.
Sono
migliaia
di brevi metri
stesi orizzontali,
e non come prima
che i salti portavano
ad aerovie trafficate.
Assomigli a una mia
vecchissima poesia
Lady Scarfette,
di quando
il cielo
potevi
ancora
toccarlo
con la punta
dell'immaginazione.
Riesci a ricordarlo bene,
anche se, a guardar meglio,
adesso tu sei molto diversa,
oggi che le mie predizioni
non ti riscaldano più.
Ti sembrerà tutto
abbastanza
facile,
se per
arrivare
ai diecimila
basta mettere
la sciarpetta
da viaggio
e lasciar
che le
mie
parole
risalgano
le oscure vie
della memoria.
Leggermente
un po' più
povere
dell'originale
ma tristemente
molto più sole
e meno felici.
Andrà così,
ogni qualvolta
si mostreranno
all'aria rarefatta
della troposfera.
È finita.
È finita
a meditare della pioggia
e nel petto del sole
a bruciarmi il cuore
Sono nel mare
a purificarmi nel sale
e nello stesso momento
cavalco fulmini
per cadere addosso
a una terra che vuole esplodere
Sono sulla bocca del vulcano
a crogiolarmi nel fuoco
e nei deserti a giocare con la sabbia,
mani come piccole clessidre
per misurare in qualche modo
questo assurdo tempo
e poi sono su di te amandoti
Quando..
il canto della capinera
s'alza al mattino
sotto la rosea aurora
tutto tace ancora.
né ronzii d'insetti
né voci e suoni
il silenzio parla..
sottovoce.
nel verde degli alberi
si cela il cuore
come ragnatele i pensieri
disegnano forme
e s'alzano piano
sopra le menti ancora dormienti.
delicato cantico annunci
l'arrivo con leggera nostalgia.
imprimi le tue note
e il sole sarà presto
luminoso risveglio.
Su quell'orizzonte
macchiato di porpora
scie bianche di luce viva
trascinavano il giorno
nel suo morire!
Si confondeva
il tranquillo mare
adagiato e sonnolento
nel suo letto d'immenso!
Sorseggiavo
frizzanti desideri
mentre il sole
raccoglieva i suoi raggi
per nasconderli alla luna!
Quella notte...
la luna sorrideva divertita,
aveva scoperto del sole
i suoi raggi dorati,
poi
colorandoli d'argento,
come sinuosa amante,
si pavoneggiava
alta in cielo
mostrandosi degna
d'esser amata!
ed ogni momento era tempo per il tempo
e tu mi amavi come i vulcani le viscere della terra
Erano tempi fertili d'amore e ombre appese alle pareti
che la distanza non c'era se la cercarvi
Ora i comignoli serrano fumo
mentre il tempo disperde un'altra sigaretta
di inciampi lunari
alle porte del cuore,
d’azzurro fiore,
dipingimi d’abbracci,
d’amache di cielo
fra le aritmie del pensiero,
d’accenti del silenzio,
dipingimi di baci,
di foulard stellati
fra respiri di mani,
d’un naviglio di sguardi
fra le occasioni del domani.
Dipingimi,
amami, stringimi.
Il libro d’Isaia però non lo era
Mancava una postilla alla passione
Sarebbe finita così che dei tali nel ventunesimo secolo
Avrebbero messo le teste fuori la croce
E sopra ci sarebbe passata la strada, un pullman e una musica dolce
E sotto sarebbe cresciuto il grano e la rete veloce
Gli sguardi però erano già coordinati alle intenzioni
Dalla nascita dico, destinati a guardare vuoti e impostare le ossa
Non è splendido il rivoltarsi di lattina?
Mancava qualcosa al sacrificio
Come un respiro di topo in una stanza vuota
Dove il sole avvita le ombre
Una ad una nelle porte negli usci sulle sdraie
Mentre gli azzurri muoiono, infilzando mari e donne
Qualcuno stampa banconote false nel sole
E le nuvole corrono come furgoni blindati
L’operazione è conclusa con grande soddisfazione
Nessun resto dal distributore muto
=
Prendersela col le facce immerse nei lavandini, i rubinetti di altre vite passeggere
Prendersela con la mobilità inneggiando code alle cornette
Signori, era già previsto nel libro dell’Emanuele
Che sarebbe stato così
che si sarebbe verificata un’assenza di resto dal distributore di benzina
La Gerusalemme perfetta nelle mani delle gang
qualcuno è responsabile in prima persona di tutto questo?
Hopper aveva un occhio solo per prendere la mira e lanciare la biglia
ho scelto lui come operatore, chi altro, esente da psicofarmaci fa questo naturalmente
di predire ed avvitare colori a circostanze. La donna buttata giù dal letto
da una forza che risiede nelle lenzuola, è nostra amica
dobbiamo consolarne il flusso dalla bocca
la verginale impotenza di fronte all’angelo crudele
l’abbiamo vista mentre incrinava il silenzio
L’universo ingurgitava plastica per ruotare su una stecca da biliardo
come una ballerina di Toulose Lautrec zampillava piacere invece di afflizione









