Voglio l’anima




La nostra




Voglio un’arrossir di labbra

nel vibrarsi accanto

come carne su fuoco

ancora acerbo



Voglio i tuoi timori

le tue piume

le ali tese



I tuoi respiri

del silenzioso fare notte

quando ogni stella sogna luce

e muore il lutto

 
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Noto con stupore la luce del sole spegnersi

una volta avvenuto ciò rifletto

vertigini di azzurro vogliono prevalere

ove l'ombra è venuta a sbeffeggiarle

lentamente una corrente tiepida

arriva a riportare la luce pulita .
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Profilo Autore: freeword  

Questo autore ha pubblicato 30 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La bestia ti spia in ogni momento.
Esalta i bassi istinti;
eccita smania di potenza;
gusto di assaporare poliedriche voluttà.
Punto di forza della bestia:
creatura prodotta dalla fantasia dell'uomo.
La vessazione è la tortura dell'uomo buono;
sgambetto a chi ha bisogno del  bastone
per ambulare;
scandalo
che blocca il cammino sulla retta via.
La coda invidiosa
della bestia
insinua gli esseri
in odore di santità.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Com’è prezioso il canto

magico di virtuose sinfonie

com’è bello sentir suonare le parole

che lasciano una scia di candidi umori.

Com’è forte il suo potere

che nel momento del buio

rischiara la mente

non la lascia mai sola

anche se non c’è nessuno accanto

ci accompagna

con parole che paiono carezze
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Profilo Autore: Fabio Piana  

Questo autore ha pubblicato 110 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Metallurgico pensiero
m'attrae di volta in volta 
ad'ogni ora della notte
s'avvince nel tremare 
il sapore struggente dell'irrazionale impasse
sosta vietata a mitigar servigi
d'anni fui colto
poi scoperto mi raffreddai
ed oggi è quasi crepuscolo
l'affacciarmi di fronte al muro
nell'inchiodare poveri Cristi mai estinti
poveri madonne mai madri
e non più vergini
non esisto-dissi-ai non morti
non compresero l'insensata organza
e il suono vibrante della mia voce
non compresero perchè erano dell'altro mondo
quello dei vivi-dicono loro
quello in cui d'amore e d'altre storie si può 
andare a sbattere
ed in silenziosa ambizione
nel volgare tramonto di luglio
impasse fu la prassi
del guardarci andarcene via
e tu materialista metallurgica
tra pozioni e pozzini
hai inquinato le falde veraci
dell'amore impellente
tu esisti-dici-ti tocchi e mi godi
poi esci e corrodi il mondo 
che t'attraversa
qui, accanto al mio cipresso non ti voglio
vai più in la
accanto gli altri non morti
perchè li puoi morire

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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

China il capo adorno di fiori
mille profumi e cento colori
il tuo passo sotto gonne
che danzano al vento
sfiora steli e spine di rosa.
verde marea il prato
ti circonda come tela
e soffusi sono i pensieri
che giungono nella sera
un palpito dentro al cuore
ti ribalta il respiro
che si ferma in gola.
mesta regina tu cammini
sopra un monte e alta poni la fronte
lacrime calde fai cadere
lasci il segno e parti di cuore
senza neppure sfiorare un amore
salva con mano gentile
ogni speranza d'aprile

e regala colombe bianche
che accompagneranno
passo e le anche.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ho fatto un salto
indietro nel tempo,
quando tutto era diverso.
Quando il motorino
era un Califfo
e non faceva paura.
Quando avevo lunghi capelli,
somigliavo a Venditti
e me la tiravo.
Quando a scuola, il regolo
era quasi un computer
e le poesie...
andavano a memoria. 
Quando i genitori, 
i professori e gli adulti, 
si rispettavano... e basta!
Quando la morosa 
era una o nessuna
e non... centomila!
Quando le guerre
erano nei libri di storia
e l'azzurro del mare,
non era una tomba.
Quando le Rondini...
solo a San Benedetto
e il telefono
era solo al bar.
Quando i messaggi
si spedivano con l'elastico
e la fionda
era un'arma letale.
Quando un nudo di Donna
era un'opera d'arte
e ti fermavi a guardarlo
timido e sognante.
Quando... basta Loris!
Basta sognare,
è arrivato un messaggio,
sul cellulare! 
A proposito...
Ho fatto un salto
indietro nel tempo...
son tornato col sorriso!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Il passo leggero, un altro emisfero

del cervello, il tuo dentro il mio

e la libertà che provo, senza te

non sarebbe che la proiezione

di un sogno. Da queste nubi a strati

da cui guardo la terra, il primo

a sgombrare il dolore, poi il respiro

come soffio di baci e il profumo

a stordire ogni senso del reale.

E il tempo che potrei fermare

se non sapessi che c’è altro ancora

nelle tue ninfee e nell’anfora

che racchiude il nostro trasgredire.

Sento che mi abiti e che l’alveare

dei pensieri è in caduta verticale, fumo

a schermo di un altro giro

d’eruzioni della pelle, - avremo-

è il futuro che non conosco, ma i greti

delle tue acque sono il girone

del paradiso già scorso. E se

mi stupisco nell’invocare la carezza di Dio

è perché del tuo amore ho bisogno davvero.


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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E’ dura la lezione di delizia
il quanto emesso è lo stesso assorbito 
l’atroce dolore trasmuta in piacere
stranezza d’esistere in forma di bello


la spina rotta è pari all’erba divelta 
e non prova alcun dolore il pescivendolo
nessun piacere sfugge al fondo nero del lavoro 
così il sangue può scorrere sulle mani
e nel cuore la stretta retrocede a sussulto di bimbo

ma i pescivendoli non sono poeti
solo l’indifferenza può reggere il peso di cadaveri nel ghiaccio
dove sono i poeti? Chi ha detto che retrocede a freddo la parola?
devono immaginarsi un Gulag per affrontare l’impiegato delle poste
uno al giorno per poter scrivere un verso
come se il desiderio del pettirosso fosse raggiungibile
scrivono d’amore, immaginano poetiche esenti dal peccato

l’assorbitore del bene emette male, pensano ad un guasto momentaneo
un tecnico verrà presto a riparare l’antenna condominiale
ma non c’è nessun guasto!

Neanche un po’ d’allegria ritorna da uno schiaffo alla parola
Lo svanire nel nulla di versi, commerci, vittorie

Ed è sempre tranquillo il mare della luna
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Profilo Autore: fintipa2  

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Tutto dalla parte della vita
E dell’amore
Guillaume  Apollinaire
Ovvero:
      Della poesia elettrica e mille battiti senza più ore.

Alta la tensione e slanci alati
 evviva tutti i moti accelerati
Ma ben venga se dici anche scellerati.

Ti attraversano persino  le ginocchia
Scatenano la corsa estrema della mente
La colonna vertebrale scrocchia.


 Il treno è  partito e già arrivato
Ha attraversato anche i divani
L’avvenire era  tutto nelle  mani.


 Peccato .


 Svanì d’un tratto il senso
Il mondo  è diventato un gran bestiario
Di religioso credo irreligioso.


Nell’epoca che scorre forte
 Di rombi e di boati è rimasto ben poco di gioioso
E così tremante il destino dei fiori
il destino del vento
Non è rinascimento
nell'epoca oscura.


 Non sono quelli i  versi di fresca stesura.


Serve rilanciare un‘avventura
una ragione ardente
un amore  carnale , struggente
 infinitamente dolce
terrestre
 nelle sue sfumate variazioni 
anche celeste.


E basterebbe programmare
un destino  storico più agreste
un movimento tellurico
un futurismo lirico.


Firmato
Guillaume Apollinaire
Ovvero:
  Dello spirito che raggiunge il sogno
E le bionde sfere.

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Profilo Autore: Hera  

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Su una terrazza, qualcuno
sta suonando un Sax.
Quasi ne avverto il pianto.
È la notte di Lorenzo.
Dal cielo fuggono le stelle
per sfuggire a miliardi
di occhi curiosi e perversi.
"Se vedi cadere una stella
il tuo desiderio si avvera"
L'uomo: eterno Sciacallo!
Sempre pronto a gioire
di ogni fine.
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Profilo Autore: Ibla  

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Oltre quelle parole, il silenzio della notte,
amica mia di sempre, ardore vivo,
ma sconosciuto a chi da essa non sa farsi abbracciare,
poema scritto con le stelle.
Tutto muta, nella immutata consuetudine,
mi porti ad assaporare il tuo piacere, m’intingi l’anima.
Ferrato giorno, sconfiggi il silenzio e il buio
trascinando a disperdere i sogni tra il baccano quotidiano,
occhi rivestiti di veli neri,
come volessero portare con sé la notte per farla conoscere al sole.
Non guardo il beffardo crepuscolare che non sa decidersi con chi andare,
lasciandosi dalle ombre trascinare, tra le tenue luci della luna.
Della notte, assaporo così il profumo.
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Seduta come lei sa essere
di lato o di profilo
comunque mai frontale,
la gonna a rombi alati
che volano via
lungo sentieri modificati.
La scena è a bocca aperta
eccetto qualche strepito
e file di zeta che sfarfallano
sulla calvizie del professore.
Nuvolette, nuvolotti sparsi
sulle cime delle teste
sui casotti, sui paraggi,
le prime vanno in sottrazione
e sotto gli altri,
a sopportare il peso della frazione.
Poi la vedi ritornare, la ragazza,
con le sue chincaglierie avvitate ad arte,
seduta come lei sa essere sudata
con le gocce sue cadenti
a rallentatore,
che piovono sul sottosuolo
infiltrandosi nel sottosopra,
dove le storie sono storie
e sono facili da raccontare,
storie di lombrichi che brulicano,
storie di storioni inerti,
storie di come si parta senza arrivare,
di come da un punto casuale
ci si arrampichi sulla parete occipitale,
ci si apposti per bene sul davanzale
per vederla
come lei sa vedere.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

Questo autore ha pubblicato 20 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Da dove vivo io
Vedo aerei librarsi in volo ogni giorno
Ma è quando la notte cala
Che la scocca metallica e le luci
Fanno dell'oscurità
Un rumoroso passatempo
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Sponda d’oralità e di frulli 

la mente, paradigma dell’erranza

intorno all’indelebile profumo

di un fiore indico marmoreo



dove il cielo s’impianta

abbandonarsi, offrirsi

ornamento dei giorni

aquila che sorvola macchie, 

mancanze -saette d’oscurità.


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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