Visione onirica in due “ottave” di quinari sdruccioli a rime alternate abababab cdcdcdcd.


La gatta miagola
sul tetto in fregola,
graffia la sagola¹
sopra la tegola,
lì la mandragola
(dannata pegola²)
mina la fragola
senza più regola.

Frattanto sfrigola
dietro la pergola
nell'olio spigola
mentre si bergola³
del buon Caligola
bevendo spergola,
la panca cigola
con la sua vergola°.


¹: corda intrecciata;
²: sfortuna;
³: chiacchiera;
°: “lista sottile di seta o d’oro, tessuta insieme al drappo o a esso sovrapposta per ornamento”… praticamente nel flash la panca era di legno con i bordi nastrati da una rima dorata, poi l’odore della spigola fritta ha distratto il sogno da cigolii e miagolii e dovevo essere più veloce della gatta e smettere di rimare per non restare a bocca asciutta.

18/03/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Mi scuso per non essere all’altezza
Non si preoccupi signore
Non le faremo mancare nulla
Posso chiederle un bicchiere d’acqua?
Nessun problema
Note appassionate di Bright Mississippi
Aleggiavano tra il soffitto e il cuore
Di chi aveva voglia di ascoltare
Una donna dai capelli lunghi lisci e neri
Con gli occhiali da sole
E un vestito rosso svolazzante
Attraversò la sala del locale
Con un balzo felino
Raggiunse il tavolo dove si trovava
L’uomo di carta
Come stai?
Bene e tu?
Uno di questi giorni potremmo scriverci
Per quale motivo?
Un insolito tramestio invase la sala
Cosa sta succedendo?
Saranno i soliti scocciatori che vogliono aggredire
Chi ha il coraggio di attraversare le dune del tempo
Purtroppo, le vittime d’un tratto spariscono
E dove finiscono?
Non ne ho idea
Me lo sono sempre chiesto
Andiamocene da qui
Ti andrebbe di andare a passeggiare tra i rovi?
Potrebbe essere spiacevole
Sempre meglio che fissare i nostri sguardi
Su questi bicchieri di cristallo
Paura dei riflessi?
Non mi sono mai abituato a parlare con le ombre
Anche se mi rivolgo a loro per un po’ di tregua
Andiamo
La donna cinse l’uomo di carta con un braccio
Da lontano sembravano due innamorati
Da vicino due sconosciuti ancora più lontani
Una volta fuori
Salirono su un piedistallo di fango
E si guardarono attorno per scorgere i rovi
Dei loro inestinguibili desideri.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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L’ora ha sbriciolato i denti
sul bordo del crepuscolo-
un morso di luce stantia
che fermenta nelle ossa.

Il corpo, centrale elettrica in tilt,
sputa scintille di melatonina:
ogni neurone un trasformatore
fuso nel cortocircuito.

L’aria è garza imbevuta di ozono,
appiccicata alle ciglia,
mentre i minuti si fanno larve
nella clessidra dell’addome.

Sotto l’epidermide, orologi a cucù
si azzuffano con le vene —
il sangue batte quarti
in un fuso mai sincronizzato.

La primavera è un nastro incastrato
nel mangianastri del campo da calcetto,
una cassetta sbiadita che graffia
aprile in loop distorto.

Stanotte il tempo non scade,
si incolla alle suole
come gomma da masticare fredda-
mastico attimi senza sapore
fino all’alba.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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(Haiku libero dalle regole tradizionali)

mustanghi in corsa
quei batticuori trepidanti -
il tramonto nelle tue braccia

30/3/25
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Avvinghiati in effusioni emotivamente confuse,

ansimanti i nostri corpi, affamati di pulsioni,

sudati, cosparsi d’amore per un impulso animale,

metabolizzati gli odori, i reconditi sospiri.

 

Atto d’amore e di aggressività sconvolgente,

personalità completamente cambiate,

coerenza lasciata in disparte a guardare,

eccitante gioco portato all’estremo.

 

Crollo verticale della ragione,

innalzamento dell’amore.

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Profilo Autore: ROTTURA FRANCESCO  

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Un fantasma s’aggira tra i poeti,
quel dell’Intelligenza Artificiale
che guidata in immenso suo scaffale
di poësia può far tutti profeti,
dell’umano sentir facendo strame
soddisfacendo disoneste brame.

Poeti quelli veri, certo intendo,
quelli che hanno un’anima davvero,
quelli che hanno un cuor sempre sincero
che vanno l’infinito percorrendo,
senza usar quella soffice magia
ch’è in poesia implicita bugia.

Non è question da poco quel che dico,
ch’è come di zircone far diamante,
e un genere inquinar già agonizzante,
che ha perso sue radici in suol antico
per far fiorire prosa verticale
a chi è convinto d’esser qual Montale.

So ben ch’evoluzione dello stile
in poesia sancito ha il buon diritto
di usare l’esenzion di quanto scritto
da rime, versi e metrica gentile,
tutto iniziò nel secol novecento
e tale poetar mai fu redento.

Eppur io son convinto che il rifugio,
laddove l’artificio non ci assale
sia sol l’intelligenza naturale,
che dell’artificiale il sotterfugio
dimostra nella sua incapacità
d’in ritmi e rime aver duttilità,
stigma soffice sol d’umanità.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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L’uomo formica
Chiese informazioni alla prima donna
Che si manifestò di fronte a lui
Dopo alcuni istanti imbarazzanti
Realizzò di non aver capito nulla
La sua mente vagava altrove
In un altro viaggio
Dentro un incredibile fumetto
La donna
Stufa di quell’essere multiforme
Lo abbandonò alla confusione
Invece di piangere
Anche se la sua anima era di plastica
L’uomo formica scelse di percorrere
La strada più diritta
Fermandosi in un locale ad ascoltare
What do you want to listen to?
Alternando la nebbia del tempo
Con bourbon e un effimero sentimento
Voleva carpire il significato della vita
I sorrisi e gli abbracci
Erano banali espressioni di circostanza
Nello spazio infinito del vuoto
Che avanza
D’un tratto dalla vetrina del locale
Intravide un vecchio a passeggio
Con il cane
Uscì di corsa
Nella sua folle impresa
Prese coscienza della follia
Che attanagliava la sua esistenza
Si paragonò al cane
Impegnato ad annusare il letame
Decise di eludere i convenevoli
Fermò il vecchio per abbracciarlo
Tutti hanno bisogno di sopravvivere
Alla maledizione di un ricordo
La sua dignità aveva le gambe corte
E un prezzo troppo alto per volare
Nel cielo artefatto del pattume
Il vecchio si mise a piangere
Il cane ad abbaiare
E lui disse che non era il caso
Di fare tanto amorevole baccano
Lui infondo era un semplice pupazzetto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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- Trascinati fuori da un corpo umano

La metamorfosi è in atto

Saremo tutti insetti in un barattolo -

           (Sintesi di una notte)

Siamo passeggeri

Un volo col risvolto nero
mi restituisce contorni imprecisi

e un buongiorno dislessico

Ma chi sono questi che tornano?

...ed intanto arriva aria sulla quarta corda
e lingue di plastica.

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Profilo Autore: Lilith50  

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Padre, la tua bocca sa di vino e dialetto
che ancora non si fa lingua,
parole che cadono come semi nella banca del fango,
prima che la città le divori.
Sei un fantasma del grano,
un uomo senza lettere, che scrive la vita
con le mani incrinate in impasti interessanti
che non interesseranno a nessuno.

Mi hai insegnato a contare le stelle
sul tetto di lamiera,
ma non hai capito i numeri
che ora bruciano nei miei schermi.
Boomer, millennial: due bestie
nella stessa stalla,
che si leccano le ferite
e poi si mordono la coda.

La tua nostalgia è un bicchiere vuoto
rotolato sotto il letto,
il mio rancore un muro di latrati mai inviati.
Ci amiamo a schiaffi,
in silenzi che sanno di minestra fredda
e telefonate interrotte.

Quella volta che mi chiamasti "traditore"
Oppure "dottore", non ricordo
-era dicembre, pioveva-
il tuo fiato era acido come l’aceto
che usavi per pulire le ferite dei cani.
Ho sepolto quel giorno in un solco
dove nemmeno Dio scava.

Eppure, quando dormi ubriaco sul divano,
ti somiglio:
la stessa tempesta negli occhi,
lo stesso sangue che cerca una foce
tra montagne di errori.

Siamo due analfabeti, padre:
tu non leggi le mie parole,
io non decifro il tuo pianto.
Ci incontriamo al margine del mondo,
dove il passato è un cane randagio
e il futuro un lampione spento.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Quiete si allarga
e sai ascoltare i rumori antichi,
ricordi le voci, e i cantici
distesi sopra i muri
rovinati dal tempo.
Solleva il peso che a volte
asciuga la bocca,
e ti fa adombrare.
E neppure i disegni sulle
labbra che evocano chiarore 
possono sostituire questa calma.
Lontananze si nascondono
sotto la luna è il vento porta via
tutte le parole gettate,
lasciando solo echi.
Nulla resta e le tue mani
abbandonate cercano riparo.


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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Tre quartine di ottonari a rime alternate.


«A mie no serviti a nenti»¹
dicon l'urla del mattino.

Certo non fonoassorbenti
le pareti e poi vicino

troppo è la mia chiusa stanza
alla fervida cucina
per tener viva speranza
di giornata un po' carina.

Che sian figli o che sia moglie
il rinfaccio è sempre quello
e svaniscon rare voglie,
mi rintano nel baccello.


¹: ”A me non servite a niente”.


17/03/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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L’inverno ci trova impreparati
a cogliere i resti di un amore
che troppo eccitati costruimmo
al sole e all’onda d’una bella estate.

Consumo grigi a passo molto lento,
una ringhiera come primo appoggio
e le mie spalle che ti narrano di già
l’esordio dei ricordi e dei rimpianti.

Orizzonte mutato in un meriggio,
mi concedo alla vista offuscata
di case, strade e palazzi, in attesa
che trovi presto la mia via di casa.

Conterò i lampioni uno per uno
prima di giungere a quei grattacieli
menati da mani di nebbia in ascesa
al pari di steli di rose troppo spinosi.

Sbiadito, come albero sguarnito,
sarà il tuo volto perso nel vuoto,
protetto dal vento che intanto s’alza
mentre va giù il nodo dell’addio.

Ti fisserò nel cuore, come quando
ti conobbi in quella notte d’agosto,
mani in tasca a frugare nuovi amori
e bella principessa in bianco e nero.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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I raggi del sole son più inclinati,
I lampioni si accendono cadenzati,
Per le vie gente che torna a casa,
La strada di auto a fari accesi si intasa.

Allora fai un bilancio della giornata,
Trascorsa senza alcuna impennata,
Piatta come la pianura padana,
Volata come un soffio di tramontana.

Una di' trascorso nell'oblio totale,
A far qualcosa di banale,
In TV il solito telegiornale,
Tra morti guerre e qualche frana alluvionale.

Se avessimo un tempo infinito,
Ogni tanto ciò sarebbe anche gradito,
Ma con i giorni che non sono a ripetizione,
Tutto ciò è fuori da ogni ragione.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Comincia
Sempre così
Quell'attimo di insicurezza
Che sembra passare
Se solo ti lasci andare
E poi il vuoto
La caduta libera
Ma inattesa
Che fa male
Le mani aperte
Il dolore al ventre
E ti sembra di perdere
Ogni volta
Qualcosa di speciale
Mentre ti accorgi
Che non sei nulla
Rispetto al tempo
Al mondo che attende
Il tuo corpo
Riverso sul pavimento.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Oh Escherichia, 

escherichia coli,

tu che c'infetti 

dall'equatore ai poli

abbi pietà, orsù,

non farci male 

con quell'odioso 

spasmo intestinale!

Non infierire,dai, 

coi tuoi tormenti

noi che manchiam 

dei lattici fermenti!

Risparmiaci di andare 

troppo spesso

ad ogni piè sospinto

dentro al cesso!

Se poi non puoi impedire

questa cosa

fai che la cacca olezzi

almen di rosa!

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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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