Non sei sporco di luna
come giglio della terra,
il rosario della tua pelle
è inchiostro di carbone,
tela d’insulti e frustrate,
mondi di sguardi senza diritti
consumati al mercato degli schiavi.
Lacrime di sangue e fatica
imbiancano campi di cotone
come schiaffi di nuda miseria
a compiacer il volto dei padroni,
ma l’orologio della storia
truffa scarti d’uguaglianza,
spezza i rintocchi di mille catene,
ma questa umanità,
ancora di Dio acerba,
del suo stesso dolore
sarà per sempre serva.
Per la Giornata internazionale contro la discriminazione razziale
Tre quartine di ottonari monorima.
Finché dura è amore eterno,
poi diventa pianto e inferno
che ti svuota dell'interno
e ti spoglia come inverno.
Fisso appunti sul quaderno
o sul tablet più moderno
mentre lascio al malgoverno
vecchio involucro mio esterno.
Il pensiero è subalterno
al dolore a centro sterno,
sfoglio foto e spesso alterno
bei ricordi e pianto odierno.
02/03/2025
che sai di Social e Tecnologia,
che sai di Spazio e Quantistica,
Hai mai visto le lucciole?
lasciava cadere Stelle
e intorno era tutto un pulsare
tremulo e gentile...
L'aria era tersa e pulita,
si coltivava la terra,
senza usare veleni.
Fragile Meraviglia di Luce,
come sottile tappeto,
si adagiava su prati,
siepi ed arbusti
a coprirli di velato respiro,
lasciava l'anima attonita
a chiedere a Madre Natura
se fossimo degni di tale Bellezza!
Ora le lucciole non si vedono più:
l'Uomo si è scoperto indegno
di tanta Bellezza! L'aria tossica
ha ucciso le fragili luci,
ma se tu saprai porre rimedio
agli errori delle passate generazioni,
allora la sera, tutto intorno a te,
il prato si accenderà di tremule luci:
il Cielo tornerà a far cadere le Stelle!
Tutti puntuali ogni mattina,
Vicini come perfetti sconosciuti,
sempre ogni dì per pochi minuti.
C' è la ragazza fissa sul suo telefonino,
C' è colui immobile come un manichino,
Tutti a dar un occhio in fondo alla via,
Paion come aspettare una funivia.
Compagni di una fetta di giornata,
con cui non v'è mai una chiacchierata,
sguardi tutti tesi e corrucciati,
in pochi metri quadri come anestetizzati.
Da lontano il bus si scorge finalmente,
arriva già pieno di altra gente,
saliti alle precedenti fermate,
tutti a dar vita alle lor mattinate.
L’aquilone del tempo
ancora vola nei ricordi
ed ho in tasca i tuoi consigli
come scrigni di farfalle,
nei miei occhi i tuoi sorrisi,
accesi come parole,
nel freddo della notte.
Un padre siede accanto al tuo cuore,
regala i suoi passi alle stelle
perché il cielo ti abbracci dentro,
legge con te il battito del mondo
come l’aquilone del tempo
che ancora vola sul nostro volto.
Primavera dice: "Nasci!"
ma l'inverno ancor minaccia
sulle spalle il peso schiaccia.
Perdi tutto se ora lasci?
Una rondine nel vento
mi distoglie dal tormento.
Siamo tutti al ciel protesi
come rami verso il sole
ci vestiamo di parole
per, nel cuor, restare illesi.
Sol chi orecchio sa usare
può capire e decifrare.
Fredda soffia la paura
sulle primule giulive
che comunque restan vive
e si godon l'avventura.
Forse è questo il trucco solo:
vivi l'oggi e fai il tuo volo.
risalta sulla neve che
lenta scende ovattando rumore.
Silenzio che scuote come
frastuono, che esalta le vene,
sotto pini alti e fermi.
E cammino con passo fermo,
dondolando i fianchi,
che esaltano il cammino,
portano sulle spalle un anno in più,
come fardello, ma sorrido,
sotto il cuore ho nascosto
un tesoro che mi dà la forza,
quella, che riesce a elevare
il mio spirito in cammino.
Quella che mi fa amare ancora,
senza perdermi.
E sono apostrofi di cuore
le geografie degli sguardi suoi,
quei capelli disordinati
grigi come cielo d’aprile,
un volo d’altalene ed aquiloni
le sue mani forti e gentili.
Un padre ricama stracci di felicità,
la casa perfetta è nei suoi abbracci,
abbracci che un figlio non dimentica mai
perché un padre ed un figlio
sono autori della stessa dolce storia,
frammento lucente della stessa stella,
stessa impronta sulla sabbia,
amore sconfinato dello stesso amore.
QuasiSonetto (ché le due quartine hanno rime diverse e non dovrebbero, schema non standard ABAB CDCD EFE FEF), endecasillabi a maiore in rime alternate.
Duemilaventicinque: quali sono
quelli fondamentali tra i valori
che portansi quest'anno sopra il trono?
Giustizia, competenza o forse amori?
Umorismo, rispetto o trasparenza?
Entusiasmo, onestà o correttezza?
La famiglia quest'anno va in tendenza
più con ipocrisia o agiatezza?
C'è una scala valori, questo è vero
ma studiando la storia attentamente
la volatilità non è mistero
e a ogni generazione tanta gente
si lamenta con tono troppo altero
che la nuova non ha cura di niente.
28/02/2025
nello scorrer silente della sabbia,
angusta dimensione del suo spazio,
clessidra che in ampolle due l’ingabbia.
Nascosta tra le pieghe del linguaggio,
segreto in reticenza custodito
e simbolo d’un’anima in ostaggio
e ossimoro qual infimo infinito,
clessidra col suo tempo rappresenta
un invito a goder l’avaro istante
che la caducità nostra rammenta:
l’Essere è, il Tempo è lestofante.
M’è difficile vivere il momento
suprema dell’istante apoteosi,
ché l’esser ha nel tempo quel tormento
di poeti e filosofi in simbiosi.
Chimera è trasformare il tempo in sogno
e il dì carpir, toccata e fuga lieve,
o in lirico affrancarmi dal bisogno
di questa dimension che incombe greve.
Recondito mi fingo quel desio,
viver l’Essere in autenticità.
Ma naufraga nel Tempo l’esser mio
e in Esistenza approda a verità. (*)
perchè,cazzarola
i vivi non t'ascoltano
la poesia è una puttana con un occhio solo
un'incudine di pazzia
dove battere con tenacia
la forma rovente della normalità
nel buio
che costringe ad immaginare
spicca la bocca come crepa
in una faccia di cemento
e appare il sorriso soddisfatto
del falsario
tanti,privi di ruolo
annegheranno nel mare
altrui









