rimane mezza.
La mezza parte che scruta dall'alto,
che resta mezza lesa,
che deve brillare il doppio,
che sempre strappa sillabe di stupore,
che solitaria si cerca intera,
che segue una scia perdendosi nel vuoto -
Una mezza parte più leggera
e che vola più in alto,
che si rincuora al pensiero del suo tramontare,
e che già sa che tornerà intera -
Una mezza parte, ché l'altra, è già
nel mondo del sogno.
Ho assaggiato l’universo,
sa di fiore, sa di estate,
sa di giochi da rifare,
sa di storie da inventare,
sa di nuvole e pensieri,
sa di mare, sa di abbracci,
sa di tuffi e tanti salti.
Ho assaggiato l’universo,
sa di neve, sa di amore,
sa di baci ed aquilone,
sa di foglie in mezzo al vento,
sa di barche e di canzoni,
di sirene e tanti pesci,
sa di tempo e di silenzi.
Ho assaggiato l’universo,
sa di sole, sa di danze,
sa di rondini e farfalle,
sa di zucchero e cemento,
sa di sguardi e tanti sogni,
sa di bimbi e tanti cuori.
Quattro quartine di endecasillabi a maiore e quartina finale di settenari, dentro ogni quartina rime perfette incrociate, mentre tra quartine diverse semplici consonanze.
Rileggo a caso e tutto pare assurdo:
son mie queste stronzate? Ma davvero?
Magari quando scrissi ero sincero,
ma adesso parmi lègger testi in curdo
e poi le rime manco fossi un bardo
a raccontar del proprio fato amaro…
macché destino… sono solo un baro
che senza carte ha fatto troppo azzardo;
se quale fu la posta non ricordo
(forse guardar negli occhi lei che ammiro
e sorridendo mozza il mio respiro)
certo son che il mio gioco fu balordo.
Scopro le carte, il nulla e quindi perdo,
brucio con il presente anche il futuro
e solo e zoppicante in quel tratturo
andando vane lacrime disperdo.
La notte ancor s’attarda,
persiste fredda sera;
m’ha ucciso la chimera
questa vita bastarda.
14/03/2025
allor ch’ogni emozion parea gioiello
da serbar nello scrigno del pensiero
qual prezioso gradevole fardello
ad arricchir di scritti il mio cassetto,
di vita vagheggiata qual leggenda.
Nessun amore mi facea difetto,
nessun dolor o esistenzial vicenda
che negassi a narrar quale eroismo
d’un giovane poeta affascinato
che riecheggiava ancor romanticismo,
di “sturm und drang” erede defraudato.
La vita proseguì, qualche sconfitta
non tante a dir, e tante le vittorie,
e il cassetto ricolmo andò in soffitta
alla polvere esposte le mie storie.
Poi mia passion per te, col tuo mistero
che nella vita fu gradito morso,
m’accompagnò in quell’erto arcan sentiero
per oltre quarant’anni insiem percorso.
Vi fu un lungo silenzio delle muse
ch’eran di te gelose, mentre tu
le detestavi come vecchie intruse
nel mio vissuto che non c’era più.
Ma richiamato fui dalla foresta
esule leon vecchio e non più abile,
quando tacque di vita la tempesta.
Divenne allor segreto inconfessabile
ripercorrer le antiche praterie
a rinnovare sogni ed emozioni,
ruggiti sublimati in poesie,
dell’anima virtuali traduzioni.
Squillano le trombe tra trilli di uccelli,
in un mondo impestato da mille clamori,
eco di campanacci sui colli delle mucche,
sui tetti il canto di piogge inesistenti
echi di metallo nei cassoni di ferraglie,
sbatte e rimbomba la lattina nel dispenser,
lentamente risuona un cancello arrugginito,
un asino raglia ad un treno che sferraglia
nella fucina un fabbro, tra bagliori e clangori,
ammalia col maglio tra incudine e martello
tintinnano le forbici nelle mani dei barbieri,
mettono paura nei cieli i bombardieri.
Sonetto in endecasillabi a maiore, a rime alternate ABAB ABAB CDC DCD, giusto per cazzeggiare un po’.
Ricordo ancora quando il mio obelisco
agli occhi suscitava ammirazione
quando qualche fanciulla in tempo prisco
di maneggiar cedeva a tentazione.
Non tante estimatrici, che arrossisco
troppo in fretta per farne collezione
ma le due che compagne definisco
non pensarono mai all'astensione.
Ora invece se guardo da supino
quel che rimane resta orizzontale…
s'alza poco convinto nel mattino
ma torna a cuccia e pensa «Ma a che vale
se non c'è più nessuna a far giochino»…
Mi sa che questa rima è uscita male.
13/03/2025
Siedimi accanto poesia
e baciami le vertebre
come luna d’estate,
abita i miei sensi
intrisi d’anima
fra passeggiate di parole
vestite di rose e pensieri.
Siedimi accanto poesia
ed accendi silenzi disperati,
ubriaca gli angoli vuoti
di storie irrisolte e strofe d’amore,
confina con le mie labbra mute
e poi, come forbice di mondo,
cuci sulla mia pelle
lo sguardo più bello che indossi.






