A quale pagina troverò

quella parola per cominciare,

e rivestire con strati di neve

le lunghe tavole

disabitate

oblique come porte
fuggono dalla mia sedia
verso le cortecce dolci
dell'amore-tutto.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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« È la metafora di chi, dolorosamente, vuole mantenersi estraneo e al di fuori dalle meschine vicende del mondo; e abita in una sorta di palafitta, eretta al centro della scena, lontano dalle vicende che si svolgono sul palcoscenico, e lì morirà nel mezzo della commedia, tornando a parlare poco prima di morire, solo per esclamare: "Per favore, un poco di pace!"» Cit.
 
Ho smesso di parlare, perché il mondo non mi ascolta più,
ma mi piace guardare le bellezze di un tempo, farsi brutte;
mi piace essere la voce di dentro, il non affiliato, l’ostinato,
l’inconcludente Zi’ Nicola con  il suo muto bagaglio di idee.
E anche oggi si festeggia qualcosa in questo reo quartiere,
forse una comunione, una partita, una giusta scarcerazione,
una cresima, un matrimonio, l’arrivo di una partita di droga.
È questo l’orizzonte di riferimento, la chiassosa voce di Napoli,
Vincenzo ´o chiatto, Ciruzzo ´o milionario, e il re mirabolante:
ci sarà sempre disordine nel rione, lo scoppiettio pirotecnico
dei fuochi artificiali, il suono che rompe il silenzio, il subbuglio.
E ci sei anche tu qui, come lo sguardo del sorvegliato speciale
che ammira lo spettacolo dal balcone di casa, quasi commosso.
Rispetta almeno tu, questo mio sordo cieco silenzio, e aspetta,
che torneremo a vedere le stelle, prima o poi, qui dal Vomero.
 
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Profilo Autore: Charlie  

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Vidi quel vecchio sul dondolo stanco,

una paletta inanimata sul grembo teneva

e quella piccola mosca che sulla mano posò

con la paletta schiacciò, chissà se qualcosa provava.

 

Morendo la mosca nessun suono emetteva,

il vecchio pensava "Non si può chiamar neanche Morte",

è bastato un secondo secco che il dolore ignorava,

piccola mosca, piccolo urlo di strazio, dannata sorte.

 

Piccola mosca, flebile Crac! e nessuno più ne parlerà,

come te a miliardi in questo mondo di vincenti,

nessun si chiedeva cosa fossero i nei della società,

il Paradiso è dei grandi, non importa se ti penti.

 

Perché nello schianto la piccola mosca ruggiva

ma non si sentiva perché i giganti fan rumore,

piccola macchia nera che non peccava e gemeva,

piccolo il corpo, ma d'un uomo il dolore.

 

Schiacciando la mosca si colpì anche la mano,

così si accorse che una paletta fa male,

e se nel piccolo insetto la vita ignoriamo,

con gli occhi troppo grandi per le verità osservare.

 

Il vecchio si rese conto in quello squittio

che a quella mosca dei grandi sogni strappò,

che aveva sputato in faccia a qualche dio,

così sollevò la paletta e un colpo si sparò.

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Conosci l'amore
ma non sai cos'è
il perdono, lo confondi
tra miriadi di stelle
che attendono di essere
amate mentre il vento
si inclina al tuo cielo
grigio, di illuse speranze
quando pensi d'esserti liberata
da quelle prigioni, dove
urlare non puoi
e raccontare nemmeno
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Prati incolti, profumo di fiori selvaggi liberi nel sole,
vorrei farne un cuscino e riposare li,
adagiarmi carezzata dal sole e dal vento.

Respiro quel sapore antico della mia infanzia,
le voci dei contadini nei campi,
e quella semplicità fatta di niente.

La merenda con pane e pomodoro, all'ombra di un olivo,
con i colori caldi di papaveri negli occhi
e nelle orecchie il cantar delle cicale.

 
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Profilo Autore: TOSCA  

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… facce bestiali su specchi si trasformano!
Vanno a galoppo su centauri tisici,
vanno a caccia di frode idropica
per cibarsi col vezzo aulico …
In essere o non essere ,il dilemma si espande
se nobile sia ,lodato il fingitore ,
lancia il dardo e ferisce il cuore ;
dall’iniqua fortuna miseria trae .
E’nel gregge muto il dolore !
la lacrima spande veemenza ludica,
favorisce la vendetta ai bestemmiatori franchi;
con l’arma combatte i sofferti triboli .
Lungi da me urla la folle arpia!
che a sentir il suo dire aspetta il vincitore …
Vede la sua figura pietosa e sola;
vede te nuda , madonna e sposa .
Figure d'ogni immagine vien scolpite
si confondono tra giudizi e bellezza rosa,
di scarsa saggezza ne esalta la goffaggine ;
vanta l’eleganza con parole che gemono.
Beata colei che veste il bianco!
Riuscirà ad ottenere la sua anima pura ?
Indossa l’abito trasparente ;
indossa le grida della capra munta.


 
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Profilo Autore: poetanarratore  

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Posso forse scusarmi
per non avere capito
ritardato dal vento
ecco i fiori di Thiarè
ho portato con me
i giorni magici
e pure il sole
che sulla pietra aspettava

ho chiesto al cielo
di raccontarmi tutto
anche il passato
di farmi scoprire
le pazzie di primavera
ho portato con me
la coppa della meraviglia
per stupire ancora
cuore e mente

ho indossato il mantello
fatto di polvere di stelle
ho raccolto la mia anima
per offrirla a te
sulle note delle campane
del nuovo solstizio
volteggiando e danzando
in magico valzer

 
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Passa il tempo dall'antica clessidra scandito
giunta è l'estate, il pianeta inondato dal sole
gira e gira, notti e giorni si alternano
in un moto perpetuo
Osservo la tua viva immobilità,
varia l'espressività del tuo viso
dalla solarità che ti distingue,
alla tristezza che rende i tuoi occhi
ancora più belli, ed in quel mare mi perdo incantata
Quando giunge la sera nell'intimità
del buio baciato dal leggero luccichio di una candela
penso ,un altro giorno è compiuto,
sparirà nel passato insieme a mille altri giorni
col suo profumo di lillà e lascerà una scia di ricordi
da intrecciare in una treccia colorata,
da scorrere come un rosario per rivivere
il passato, per non dimenticare mai
Un nuovo giorno l'alba porterà
altro tempo dato in dono a noi
dalla vita, aggiungereno altri fiori
alla treccia dei ricordi, alcuni avranno sfumature
di grigio, si sa, ma la luce tornerà ad illuminarci
l'anima, se lo vorremmo, se dal buio
non ci lasceremo tentare, dal suo falso calore,
dalla sua finta sicurezza ….
Sarà una battaglia ardua che solo con l'amore
si potrà vincere per vivere al meglio
il tempo che ci è dato di avere










 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Ciò che scrivo e ciò che penso qui e come un tozzo di pane duro, non più adatto al pasto.
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Profilo Autore: oasiall  

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Odisseo
odono gli orecchi,
è lui
mi chiama!
 
Approda
presso i feaci
ma desta
il corpo e l’intelletto
che irti scogli ti aspettano
tra le spume
di questa notte.
 
Poseidon
tuo padre,
 nitrisce,
mentre mi essicco
in questa terrazza al sole!
 
Vai Simonide
cavaliere di Zancle,
un giorno
ricordi nei boschi Pegasus?
 lo incontrasti!
Lui veemente di ribellione
ti invitava
ma non era il momento.
 
Ora
lotta e vai,
vola!
Lo sai fare,
Pegasus ti trasforma,
e lo ricordo bene!
 
Vai
occhio verde
che Demetra
 prepotentemente volle!
Vai Simonide è
il tuo tempo.

 
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Profilo Autore: Simone Doria  

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Stanotte non vedo la stella
Nascosta da nuvole scure
Che coprono basse e sicure
La mia tentazione novella
 
Davvero non vedo la luce
Di quella stellina preziosa
Che in questa stagione di rosa
A caldi pensieri mi induce
 
Pensieri che prendono posto
Nel cuore proteso al sospiro
Dimentico di ogni respiro
E di ogni ricordo riposto
 
La cerco nel cielo impaziente
Ma lei non mi vuole apparire
Mi fa veramente soffrire
In quanto la cerco fremente
 
La supplico stella stellina
È l’ultima forse occasione
Per questa mia tarda stagione
Di avere una perla carina
 
Ma lei si nasconde ridendo
Lasciandomi a terra supino
Nel tetro mio oscuro cammino
Soffrendo distrutto e piangendo. 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Spesso le frasi che mi detto
sono quelle che temo,
mi sfugge il senso,
il sentirmi solo un elemento
che cerca attinenza con il resto
è il sintomo che a quel luogo non appartengo

Le mani sollevate,
come quelle preghiere recitate,
mentre un colpo di vento,
nel giusto momento
apre, sbatte finestre,
e spegne candele,
sembra voler difendere
quella che non è solo fede,
ma un'invocazione di comprensione
e un sincero dispiacere.

Ricordo quel solenne gesto,
a cui faccio spesso riferimento
a volte mi chiedo,
se le risposte le ho già dentro,
in quel che sento,
o per destino, un segno,
come quando ascolto una canzone
e reputo migliore
un'altra interpretazione,
per intensità di immedesimazione.

E' quello che mi danno anche le persone:
cercano di dammi tutte sé stesse
nel male o nel bene
cerchiamo la stessa intonazione,
ma l'interpretazione dell'amore,
non è universale per tutte le coppie.....

Riavvolgerei questo pensiero molte volte, 
leggeri all'infinito sempre le stesse parole,
farei un'analisi accurata del passato,
per vedere se mi son persa qualcosa,
per capire in cosa ho sbagliato,
quello che ancora non mi è chiaro,
ma sarebbe come il dedalo della mia mano.

 
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Profilo Autore: Cristal Ros  

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C’è chi mi ha regalato ingressi omaggio ad un incrocio

chi ha messo sul parabrezza, un buono sconto

e invece tu, senza rendertene nemmeno conto

mi regalavi un sorriso, in cambio del mio broncio

 

C’è chi ha messo un invito nella cassetta della posta

chi un campione di profumo nella mia bustina

e invece tu solo standomi vicina

mi regalavi un sorriso senza farlo apposta

 

C’è chi mi ha dato forse per avere dopo

e chi mi regalava solo perché aveva in mente uno scopo

invece se ti guardo in questa notte non lo trovo

altro motivo che sia…

 

l’amarci troppo

 

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Sarà bello vederti uscire,

poterti tenere sulle mie mani,

guardarti fragile e non capire

cosa sarà il domani.

 

Sarà triste in certe sere,

quando ti chiuderai in camera a piangere

e sentirò singhiozzi soffocati dal cuscino

e ti lascerò la cena accanto al comodino.

 

Sarà uno spauracchio per il cuore

quando farai ritorno a notte inoltrata,

quando ti sentirò far piano sulle scale

con tua madre ai piedi del letto alzata.

 

Sarà dura fregarmene altamente

quando inizierai a rispondermi male.

Quando indosserai delle cuffie per non sentire niente

credendo che nessuno capisca il tuo dolore.

 

Sarà un casino dirti cos'è il mondo,

stento a credere che anch'io l'avrò capito.

So solo che ogni tanto toccherai anche il fondo

perché l'amore non sarà finito.

 

So che mi chiederai come nascono i bambini

e sarò goffo nell'usare le metafore più strane,

magari ti parlerò di esseri simili ai girini

e tu mi dirai "Che c'entrano le rane?"

 

A quel punto capirò quanto sei informata.

Saprai usare il futuro come una spada il cavaliere.

Ma credimi per imparar la vita

dovrai lasciare il cuore in balia del mare.

 

Sarò orgoglioso in certe domeniche di pioggia

nel vederti addormentata sopra un libro aperto

o quando correrai in costume su una spiaggia

con il sole finalmente lasciato scoperto.

 

Non so ancora il tuo nome né chi sarai da grande

né chi sarà tua madre ma di certo sarai un dono.

Non smettere mai di fare le tue domande

e non credere mai a chi non crede nel perdono.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Enigmatica la sera
profumata di un vento estivo
il suono di un piano
si confonde con l'erba

atroce tortura
il rimpianto stordente
di una vita passata
ai margini di una nota

di cose pensate
non vissute
di visi sbiaditi
in una foto

suona i tasti
la malinconia
di vita pensate
non consumate

racchiiuse
in lacrime cadenti
su mani ansiose
negli ulltimi spasmi
di una sinfonia
afona
ai colori
della vita.
 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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