notte non riesco a dormire.
un brivido corre sulla
schiena, il cuore vibra
per amor tuo, sento
freddo e fuori piove
cerco la tua mano
sul mio petto, mi
perdo in silenzio tra
le braccia tue ,
respiro dentro
al tuo respiro
fino al sorgere del sole..
Hai mai ascoltato e parlato con la mente?
chiudo gli occhi,
mi concentro a pensare
ed ecco:
Si apre un sipario,
scena prima
atto primo.
io e te..
sono solo gli occhi
che sbattono le ciglia,
solo le nostre menti
che si accarezzano,
non le mani.
un duetto,
un parlare continuo,
un raccontarci,
ma le nostre labbra
non emettono alcun suono.
Poi il sipario si chiude,
si accendono le luci
gli occhi si riaprono,
la mente..
smette di sognare.
https://www.youtube.com/watch?v=5R-09YOIwJM&feature=youtu.be
Di candide marmoree figure
Sorriso di angeli celesti
Coperti di un azzurro trasparente
E voce di sussurri di sorgente
Che salta fra sassi evanescenti
Per dire addio al mondo
Ed andare sul retro di una grata
A pregare per noi peccatori.
Dolcissima fanciulla dai capelli
Più ricci di una nuvola del cielo
Saluti sorridendo la tua mamma
Il babbo i tuoi fratelli e te ne vai
Al chiuso di un convento
Senza lacrime ne pianto ma dolcezza
Che sprizza dal fiore dei tuoi anni
E lasci questo mondo dove tutti
Ancora domandandoci perché
Alziamo gli occhi al cielo per capire
L’arcano tuo divino e continuare
A chiederci il mistero dell’eterno.
dedicata ad una ragazza di 22 anni laureata in psicologia che ha scelto di entrare in convento di clausura
Hai detto basta, hai chiuso il libro
la storia non ti interessa, ora sei spirito libero
forse ancora una pagina, avrebbe risolto il tuo dubbio
che è rimasto vivo in faccia, pelle d'esempio
e dinanzi allo specchio, ti vedi strana
qualcosa che avevi letto, ti soddisfava
ma hai deciso lo stesso, di non conoscere la fine
ma porti addosso, una curiosità, gentile
e guardi quel libro, di tanto, in tanto
forse sai che dovevi dedicargli, altro tempo
ma non lo hai fatto, perché, in fondo, già sapevi
che avrebbe turbato i tuoi pensieri
ma ora c'è polvere, sulla sua copertina
e li che giace, dorme, tra i libri di cucina
ma quando senti che hai dentro, un forte languore
corri lo apri, poi lo chiudi, il libro... del nostro amore
Stendi le tue bianche ali
nel cielo limpido e turchino,
Simbolo di libertà e di poesia,
volteggia nel sole e nel vento,
plana dolcemente e fatti cullare
dalla dolce brezza marina.
Lancia il tuo grido stridulo
e potente sui flutti spumeggianti,
sulla sabbia dorata, sugli scogli
Impervi: vivi per la tua libertà,
per la tua gioia di volare,
di planare, di cantare.
Su quello scoglio bruno,
lambito dall'onda spumosa,
guardavi accecato il sole
specchiarsi nel mare.
Ti guardavo: com'era bello,
superbo, altero...
Quando mi hai scorta
hai indugiato un momento
poi sei fuggito nel cielo...
No, Dolce Gabbiano,
non hai capito il mio intento,
non ti avrei fatto del male,
non volevo legarti a questo scoglio
né chiuderti in una gabbia dorata:
volevo soltanto tu m'insegnassi a volare
Per poter vivere insieme,
nel cielo, nel sole, nel vento
la nostra Libertà!!!
Siamo immobili finalmente,
ancora in tempo per l'inevitabile.
Tu, così piccola, che mi guardi
e dici cose che non sai dire.
Io, così impavido, che ti guardo
e dico cose che non so ascoltare.
Sono il caldo del sonno profondo,
la completezza, ma anche l'assenza;
sono il vin santo e sono il tabacco,
un padre capriccioso, un bambino.
Sono Hypnos, quello di Endimione,
e amo i tuoi sogni diurni soltanto.
Io che da sempre ho paura del buio,
stringo i pugni, stringo gli occhi,
e prego affinché tu dorma leggera.
Sei nel pieno dell'età che non torna,
ed io non saprei dirlo quanto ti amo:
ma ti amo almeno quanto ti invidio.
Ho camminato sui miei passi
anche se stanca mi appoggiavo
per ripartire trascurando
il mio tempo.
Ma tu oggi hai fatto morire
le mie emozioni e ucciso
la mia intimità
solo perchè non sai ricordare
le attenzioni continue restando cieca
nel tuo egoismo.
Ho camminato
donando la mia persona
e la mia gioventù
vivendola solo a metà.
Sono stata bambina
ma agli occhi tuoi sempre grande
e quando
volevo stare nel mio mondo
tu sapevi come farlo morire.
Con la morte nel cuore
piango, piango perchè con i gesti
ho donato tanto, quel tanto
che non è servito a niente.
che non so legarmi l’anima
una risposta di verbi sgonfiati
-non ero la sola corrente contraria
tanto frastuono
nel rilegare fiabe
inventate con voce a spiraglio
l’esilio nel disordine
(come so comprendermi: io c’ero)
o è sapore di terra alle mani
scava, larva, nel domani
Il calendario al chiodo è di nuovo vergine
nessun proposito -tesoro -corpo non esploso
niente giustifica
la troppa attenzione
alla sopravvivenza
Se poi del tempo
ho fatto sillabe
impagliate in una gabbia
esposta ai venti
perché sembrasse
libertà
Che questo girotondo
di crisi e contro crisi
Finisca con sorrisi
Di bimbi soddisfatti,
Che cessino i misfatti
E regni l’alleanza
Racchiusa in una stanza
Di fiori e buonumore,
Che siano le ore
Di gioia e di allegria
Con tanta poesia
Ricolma di dolcezza,
Di pace e tenerezza
Che cantino i poeti
E siate sempre lieti
Nel nome dell’amore
Perché di fiore in fiore
S’accendano i colori
Con tutti quei fervori
Di sogni e fantasia,
Respiri di armonia
Per l’anno che verrà,
Auguri ad ogni età
Di grandi e di piccini
A nonni e nipotini
A mamme ed ai papà.
Auguri a tutti….Nanni
fino in fondo
nelle mie possibilità
per non cadere illusa
c'è speranza che illumina
ma fioca
per non bruciare poi
nella delusione che corrode
Provo a muovere un passo
resta sospeso e barcolla nella certezza
intinta un pò nel dubbio
e il momento che arriverà
zigzaga tra il possibile
e l'impossibile
E capita
che non si concretizza un pensiero
la momentanea amarezza
lascia spazio alla rassegnazione
consapevole del probabile insuccesso
l'umore velato di tristezza
plana per poco
ma non sprofonda sottoterra
l'esperienza muta e cresce
si trasforma in incentivo
che esorta a continuare
muovo un altro passo
per avanzare
E capita
che si concretizza un desiderio
l'emozione esplode e pervade immensa
regala soddisfazione e convinzione
all'anima
alla mente
all'ego
sensazioni indescrivibili
di essere e potere
c'è coscienza piena
delle propria capacità
Nel forziere della vita
la ricchezza è esperienza maestra
accumulata nelle conquiste
di trofei o medaglie di cartone
si custodisce e saggiamente si spende
senza perdere di vista
per troppo tempo
l'immancabile realtà
fatta di buona e cattiva sorte
e coi piedi a terra
si cammina
senza inciampare nell'apparenza
Voglio essere il puntino distante
la terra vista da un arcobaleno
la barchetta in balia del mare
un aereo che plana sul tropico.
E sogno di essere lì con te
a guardare, a scrutare il mondo
dalla tua prospettiva segreta.
Dove tutto sembra più piccolo,
dove la vita è solo uno scherzo,
e noi, visibili solo da lontano,
sembriamo ancora nuovi.
Sen to che èilmo mento giu sto.
Sono tutte ombre le mie parole
chiuse dietro una porta della sala da pranzo,
una sembra lo spazzettone felpato,
le altre fanno pensare a delle scarpe nere,
ai pattini dismessi della lucidatrice
- stanno al buio immobili per dieci ore al giorno -
ed io che ne sopporto volentieri undici
oh, esagerato che sarà mai,
in fondo si può sempre giocare sul tappeto fatto a maglia
tra le arance e un soffitto da notte di Spagna,
oppure piangere stando in equilibrio sul nasino,
sul tavolino da thè
a veder passare il mezzadro
- quello che sa tutto dell'amore segreto del prete -
e che porta ogni ultimo dell'anno in cucina
una grossa cesta di verdure colorate.










