
Non ti basta più la notte...
ora vuoi anche la luce del giorno,
ti muovi deciso e sicuro
signore e padrone dell'universo.
Goccia dopo goccia,
ti sei abbeverato del mio sangue,
guardi con i miei occhi,
hai tolto il mio respiro,
fai pulsare il mio cuore,
nella mia mente,
domina il tuo pensiero...
E come non bastasse,
hai trafitto i miei arti
con filo spinato di malvagità...
Ed io...
come marionetta,
danzo sulle note
del tuo macabro valzer
da troppo tempo ormai...
Ma sappi...
che la mia anima
non l'avrai mai.
ho riposto i sogni
che ho fatto,
pochi sogni ma grandi
belli,intensi
come un lembo di mare
hai portato la freschezza
il profumo del mandorlo in fiore
come un'onda impetuosa
mi hai sommersa,
ma io ora non ho piu'
la forza di riemergere,
lasciami andare via
sarei l'onda
che trascina e porta con se
tutto negli abissi.
Lasciami andare via
con tutti i miei sogni,
perduta nei tuoi occhi
nella tua voce
che mi dava la gioia di vivere
portami nel cuore
assaporami come un pezzetto di dolce
ma solo un pezzetto
anche il dolce
può dare l'amarezza
se gustato quando si è troppo sazi.
dimentica quell'attimo
e ricordami
come un angelo
io poserò la mano sulla tua spalla
e ti saro' sempre vicina
addio
mio angolo di sogni.
dalle offerte
paghi due prendi tre...
dagli happy hour in centro
e
anche da quelli
in periferia...
dalla paura
di rimanere
soli...
dalla trasgressione banale
di una scopata
in un parcheggio...
dalla democrazia....
dalla fiducia
nei compagni...
ci salverà
e ci butterà
nella discarica del re dei topi....
difendendo le riserve dall'alta velocità..
innamorandoci ogni giorno
di una persona
diversa
rimanendo
con le viscere altrove
in un altrove preciso
sfrattato
occupato
sgomberato
con il magma
si difende
la riserva
si distrugge
e
si
rimette
in piedi...
Ho dita lunghe abbastanza
per manovrare accuse e
modellare attese.
Zingara presa e marinara
pazienza.
Nelle mie quotidiane preghiere
intreccio speranze e bestemmie
e avvito insolente il digiuno
alla fame.
I cerchi dell'albero
di cui sono frutto
hanno diametro incerto
e conoscono l'ascia.
C'è un cane che piscia
su ogni mio nervo
e chi si stupisce se sono scontroso.
Lasciatemi in pace
e tornate a pregare,
quel dio che ha lasciato
il Titanic affondare.
Sera di vita propria
isola silenziosa
sorprende il canto
di un merlo veloce
un fiore sta morendo
è la sorte dell’erba
va tutto liscio
l’ombra di pace assorbe
Ho idea di un libeccio
che arriverà dal nord
forse è tardi
per sentirsi normali
Come per sempre
Oggi mi metto con la faccia al vento
apro le braccia
come quando arrivi da un viaggio
indosso il mio sorriso della festa
aspetto calmo, cancello i miei pensieri
socchiudo gli occhi
fisso un appuntamento con il tempo
per stare qui per sempre ad aspettarti…
Abner Rossi
***
Como para siempre
Hoy me meto con la cara al viento
abro los brazos
como cuando se llega de un viaje
me pongo mi sonrisa de fiesta
espero tranquilo, borro mis pensamientos
entrecierrro los ojos
fijo una cita con el tiempo
y estarè aquì siempre para esperarte…
traduzione di Patricia Vargas

Si apriva un libro con pagine all’ indietro
e fumo denso disegnava grottesche parole
poi scese l’orizzonte tagliando come un vetro
l’immagine scomposta di uno storpio sole.
Sadico vento posava le fauci sulle colline
guardando ciò che ancora pulsava a stento
mentre il mare vendicativo beveva le vigne
del destino umano sulla croce del tempo.
Sentii il rauco vagito della luce rovesciata
in uno squarcio che prolifica polvere nera
un cosmo all’arrivo dell’ultima fermata
che annullava il creato così come era.
di giorni e istanti ormai sfuggiti
un soffio, un bacio sul tuo mento
sveglierà in te ricordi assopiti.
Sentirai profumi di petali dimenticati
che semineranno dentro te rugiada
velando l’eco nei passi dimenticati
sull’uscio di una spoglia e cieca strada.
Ti attenderà uno strascico sgualcito
dove leggerai la tua favola sfinita
e mettendo dinnanzi alle labbra il tuo dito
zittisci la signora, sei pronto per l’infinito.
Una giovane ragazza posa per una foto,
linee morbide,
le mani grassocce,
labbra carnose,
un'espressione dolce,
sotto un arco di fiori
appeso in primavera ma fiorito adesso.
Un giorno,
la ragazza nella foto
sarà mia madre.
perderà il suo splendore giovanile.
fatica e sudore.
Soffrirà,
ma lei
vivrà per l'amore
che io li darò
nel resto della sua vita.
Il suo viaggio non è ancora iniziato,
guardarla negli occhi,
vedere come brillano,
che bramano per il futuro,
di felicità e divertimento.
In qualche modo,
se solo potessi
la metterei in guardia,
le direi dell'insidie della vita
ma io non sono che una cosa della notte
non ancora nato,
in attesa ......
Le mie prime righe non sono ancora
state scritte,
io sono solo pensieri,
alla deriva ....
Pacificamente dormo,
in silenzio,
mentre posa per la sua foto.
Un giorno, quando lei se ne andò
quando morì,
in questo momento
scrivo una poesia
della sua
fotografia.
Un Foglio di pensieri bilanciati
Vuoti, spazi bianchiSeparati da linee blu
Sosterrà il nero.
di essere il fratello maggiore che torna dai campi.
Ma ora mi accorgo in realtà
che ero io a guardia dei porci
mentre sto camminando verso casa.
Chiederò perdono al Padre
mettendo il mio orgoglio tra le sue carezze,
i miei sguardi tra i suoi occhi.
Mi lasciasti andare
come un gabbiano
lascia libere le sue ali
per avvicinarsi al sole,
come un albero di fichi
sbattuto dalla bufera lascia cadere i frutti
non ancora maturi.
Quanto era scomoda Signore
quella Croce
che Ti teneva tra le sue mani
come se fossi farfalla.
Su di lei Te ne stavi in equilibrio
come un passero su un filo di grano.
Nascesti senza alcun debito
ma pagasti per tutti,
sei stato Madre per noi;
che il mio cammino
non Ti lasci mai di spalle.
Etsi omnes scandalizati fuerint in te,
ego non….
Sono sordo da un orecchio, quello destro,
molto più in basso, poi, compresso fra la tibia
e il perone,
si trova l'accesso alla nostra amicizia
ricoperto dalla terra o contaminato dal sangue
infetto,
delle mie dita da chitarrista metal,
che si insinuano per negarti al gioco,
per annusare e tossire
delle mie idee anarchiche
che tu vigliacco,
condividi solo quando piove.
Entra se vuoi e controlla tu stesso,
non c'è limite al rossore della mia vergogna
nè pagine senza inchiostro sciolto
e nel dubbio si consuma il tempo
e i ristoranti aprono e chiudono
e conoscono il mio profilo
come la mia coda di sangue
e il passo incerto di amico rinnegato.
Ti vedo sfumare in una luce gialla
quando conto gli anni
impressi come spine sui miei talloni sporchi.
E non ho niente da fare
e non ho niente da dire.
Non lo nego, mi manchi,
perchè anche io ho smesso di pregare
e perchè oggi l'ultima goccia di buonsenso
ha solcato le mie tempie
sotto forma di sudore.
BREVISIMA
ver surgir el sol
y las desilusionadas sombras desaparecer
detràs de una pared de palabras
donde tambièn escondo mi vida.
Abner Rossi
°°°
BREVISSIMA
vedere il sorgere del sole
e le ombre deluse scomparire
dietro una parete di parole
dove nascondo anche la mia vita.
fra scorci di luna lontana
il triste pensiero.
S’abbraccia il calvario
più luce non chiede
s’arresta in istrada l’amore cocente
subitaneo vibra il volo di farfalla.
S’acquieta il tempo
in solchi scoscesi s’affanna
e corre il gabbiano
acciuffa dall’alto ambito cibo.
Delizia d’amore sbocciata al tramonto.







