Lei
Appoggi le tue parole
su fine carta
che trasuda 
il tuo profumo.
Pensieri
trasformati in segni 
da decifrare.
E lacrime di commozione
rigano le mie guance
e
sbavano le curve
di nero inchiostro incise.
Lui
prenderò 
questi fogli
e vi custodirò
le mie passioni,
il mio amore,
i pensieri,
le preoccupazioni,
e poi ne farò 
uno scrigno
per il tuo cuore.
Sara dolce
averti con me
sarai messa
su un trono
e con me sarai
Regina
ed io il tuo re.

Copyright @ Anna Codelupi
& Giuseppe Buro 9 set 2012

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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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A volte…
ma davvero poche volte
smetto di amarti e provo
ad odiarti.
Vedere il fiume che scorre
da due lati opposti
provando gli estremi
delle emozioni umane.
E mentre ti guardo
ti odio con un amore immenso.

A volte..
ma davvero poche volte
muoio di notte.
Per potermi svegliare altrove
e in quell’altrove vedere
 se tu ci sarai ancora amore
tanto che ritrovo i tuoi occhi
in ogni vita passata.

A volte…
ma davvero poche volte
mi dimentico di me stessa
e provo paura per un’anima
lasciata in un angolo pure da me
tanto  che cerco nell’alba
un suo grido, un suo lamento.
Poi mi accorgo
che non posso dimenticarmi
di me stessa
se tu vivi dentro di me.

A volte…
ma credimi poche volte
smetto di volare
e cammino tra l’umanità.
Poi mi accorgo che nel
mio cammino
non tocco mai terra
perchè sorretta sempre da te.

A volte…odio l’amore
provando paura,
ma poche volte davvero…
perché siamo umani
anche io e te.
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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T'amo mia bella t'amo
 più di quanto io amo Iddio
 ti giuro amore mio
che a te sarò fedele
 e dello stesso amore
amami pure tu.
 Accettami così
 perché sono certo
che è così che alimenteremo
la nostra esistenza.
Non moriremo di fame
perché vedremo i rami
dell’albero della vita
carichi di frutti,
e poi avremo il coraggio
di tendere la mano
e coglierli.
 L’amore può condurci
all’inferno o in paradiso,
so che ci porterà
sempre in qualche luogo,
 un luogo
che non conosciamo,
 ma che presto sapremo.
 Cosa importa
se ci saranno ombre,
 la tua luce
farà brillare i nostri cuori,
 ogni amarezza scomparirà,
 non darmi pena al cuore
 e dello stesso amore
 Amami pure tu.
 
Copyright @ Giuseppe Buro & Mena Tucci
 3 set 2012
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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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Su un a parete dipinta di rosa
o su una spiaggia di cenere e pigne
un dio furioso attraversa i suoi limiti.
Lo si intravede al calare del sole
nascondersi timido dentro un pinolo
oppure appiattito su mura di cinta.
Talvolta il suo pianto non ha la misura
e i suoi occhi proiettili feriscono l’aria,
lo prova il rancore che serbo quest’oggi,
che i sogni stirati, un risveglio han prodotto.
Lo prova il rancore che serbo dal basso
per dei, per pallottole, per pigne e pastelli.
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Profilo Autore: Charlie  

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Sul davanzale secolare del giorno
pieghe di luce scompigliate .

Nulla vi sia intorno
solo il buio nel suo declino.

Un fascio difensivo delle ultime stelle
rimedia altrove fuoco vivo
e alterna  ombre di tamburi sulla pelle.

L’artiglieria fidata della luna spossata
posa sull’albero
 il corpetto del crepuscolo vanitoso.


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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Stelle nel cielo profondo dei tuoi occhi,
soave promessa d'Amore,
espressione di un "oltre"
che dimora dopo l'infinito,
essi sono il volto dell'anima,
preludio di Speranza
e lieti albori senza  fine,
nella fragilità
del mio piccolo cuore.
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Profilo Autore: Paolo Annibali  

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Me voglio fa na casa
miezo a lu ciardine tuojo
e po laggià arredà
cu rose prufumate
e pe camino tengo
sulamente a te
pe me scarfà 
ce starraje tu
cu li carezze
toje
ammore mio
sarraje tu a regina
de sta casa
assieme a te
viaggio che penziere
e o' core mio
sarrà a casa toja.
O' saje che si p'me
si nu profumo 
e rose fresche,
n'addore 
e primmavera
nu culore 
blù marine
e na ventata 
e giuventù
chest si tu.
E mentre suonne
te guardo
sonn't a me
songo io 
l'ommo ca fa p'te.

Copyright @Giuseppe Buro
6 set 2012
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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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  8/9/2012
 
Tanto io corsi per inseguire un giorno
Che fosse tinto dall’oro del sole.
Lo cercai in ogni luogo, qui attorno
E anche lontano, ove mai vuole
                  
alcuno entrare, io so, per gran paura.
Oggi che più non cerco il sol, l’inverno
Che spoglia e poi nasconde la natura,
consegnandola quasi ad un eterno
 
castigo, è il tempo che più amo:
si specchia il mio cuor in ogni suo ramo
 
disadorno e sopraffatto dal gelo.
 
 
 
 
 

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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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E' tanto che ti osservo
e molto ti ho guardato.
E' tempo ch'io m'arrenda
e che io veda.
Un uomo tra quegli uomini
che hanno condotto il tempo,
e sbarrano ogni passo a occhi
che inoltrano gli sguardi dove
ogni oltre e altrove è nominato
invano.
Esisti e stai.
In uno spazio ribattezzato
dal tuo corpo il luogo del suo tempo.
Esisto e sto.
Come colei che osserva
poche fondanti forme che pronunciano:
Quattro colori in croce,
luce che piega panni e poggia
capo penna pugnale l'arco morto
del braccio, la via dal volto al nome
tuo e a quello di colui che ha per me
veduto.

Fu voce arrotolata come serpente avvolto
in proprie spire: un'impunita torre di babele.
Ingorda costruzione, invero, di univoci vocaboli.
Avvinti a loro stessi, immemori dei sensi che
chiedono parole dissonanti  e sconosciute.

Mi avvolgo in te,            Mi affido a te,                 Mi vedo in te,
svolgendo insieme         soffiando insieme           scorgendo insieme
il tema, la trama,           il suono, il respiro,          il tratto, il volume,
il componimento.           l'affiatamento.                 la forma del vento.

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Profilo Autore: fabio brogini  

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Due pesci legati
l'un  l'altro
destinati
senza incontro
nessun destino
rinnegato
o deciso.
Verso il basso
nel buio l'uno,
verso l'alto
la luce l'altro,
in un mare
senza senso,
al dolore
di un'amore
vinti
arresi
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Una festa
nel paesello gioviale
tra le montagne
Una bancarella
circondata dal verde
fiorita
da girandole dai mille colori,
il soffio del vento
ruotava veloce i petali
un arcobaleno
nasceva intorno
Desideravo quei colori,
un uomo rimasto bambino
figlio di Dio
nominato "diverso"
mi guardò
i suoi occhi gioiosi
vogliosi di vivere,
mi sorrise
un sorriso luminoso
un po' sdentato
ma radioso come
il sole
Un tuffo al cuore
la serenità mi colse
l'uomo rimasto bambino
mi dono il fiore
dai mille colori
un bacio sulla guancia
e nel suo vociare strano
un grazie di immenso valore
Ripresi il cammino
con la luce nel cuore
più amore in un batter di ciglia
da un chiamato "diverso"
dai normali
più diversi
di quel figlio
"di un Dio minore"





FATTO REALMENTE VISSUTO AD UNA FESTA IN UN PSESE DELLE MIE MONTAGNE ....
NON DIMENTICHERò MAI QUELL'UOMO RIMASTO BAMBINO MA CON UN CUORE GRANDE GRANDE

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Si arrampica
scala la montagna
più alta
con gli scarponi chiodati
mentre scotta la pelle
rossa di sudore
che slitta perennemente
sul suo viso tirato
indisturbato dal tempo
dispettoso
naufrago nel cuore
travolto
dalla furia impazzita
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Profilo Autore: poesie profonde  

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I fidanzati sono come due affluenti
che pur tra mille intralci,
a volte quasi insormontabili,
procedono affiancati
per poi riversarsi gioiosamente
in un grande e tumultuoso fiume,
il Matrimonio, ivi potranno incontrare
altre avversità ma il loro nuovo vigore
le renderà meno ardue, concedendo loro
di contraccambiare ciò che li ha congiunti,
dirigendosi con una lieta corsa
nell’abbraccio dei flutti
di quello sterminato Mare ch’è l’Amore.
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Profilo Autore: Paolo Annibali  

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Sorvoli

che sia sempre in discussione e mai neghi l’essere derivato
da una sintesi che sembra stupefacente, sciocca l’ilarità tesa
di nervi gode l’ossatura e scema nei riflessi di sguardi dentro
 
l’iride, irradiami l’iride ed iride impazzita sarai musa per stolti e me
in un amore sporco di sponda in sorte roteando in assenza d’attrito
si intima la resa mentre ti amo e non mi guardo nei gesti quotidiani.
 

Mentre ti amo e non mi guardo

indietro nel colostro del senso almeno
ci sarà un perché se l’attrito ci unisce
in identificazione fetale ci si plasma
ai piedi di madre terra sempre fertile
nei nostri viaggi a rianimare passi di luce stai
di nuovo all’ombra poi sei travaglio e sentiero
 

Nei meccanismi difensivi

scissa ogni tutela primitiva in manifestazioni
dissocerai presunzione dagli impulsi a catena
dall’improvvisazione di ogni abbraccio il tuo io
nella non integrazione la rimozione del fallimento
il sollievo nel portare un nome proprio, patologia           
separata tra diversi strati del sé non integrati
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Profilo Autore: scoria  

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porto le carte
del tirocinio
per farle firmare
dal prof
di latino

persi già
un giorno
di vita
per perdere
una firma
e Dio solo sa
quanti altri
ne perderò

è successo tipo così

"però mi serve una penna
che io l'ho lasciata
di sopra nello studio"

"certo, ecco a lei
pilot g-tec-c4"

"cosa?"

"no, la penna..."

"ah, ok
ma durante il tirocinio
hai solo assistito
l'insegnante?"

"no, ho anche spiegato
una volta"

"ah, bene
e cosa?"

"Foscolo
ma mi è stato detto
di non svilire
le cose che spiego"

"perchè
che hai detto?"

"che
checchè se ne dica
dopo i dolori del giovane Werther
le lettere di Ortis
sono poca cosa"

"e ha ragione
non si fa
firma quà"

venti minuti dopo
all'esame di tedesco
della mia ragazza
gli sussurrai
per non far rumore

"we
ma questo affianco a me
è gay?"

"non lo so
penso di no"

intanto un ragazzo
a me sconosciuto
salutava verso di noi
dal corridoio
così sussurro
a lei

"ehi
quello è quello
che ti ha spiegato tedesco
in pullman...
è frocio?"

"mmh
penso di sì
lo sai, scrive
fa teatro e..."

"è proprio frocio"

dopo circa cinque minuti
la prof chiama un ragazzo
dal fondo dell'aula
all'interrogazione
così guardo lei

"è gay?"

lei non risponde

"ci sta qualcuna
tra le tre prof
che è tedesca?"

"sì
la prima
a sinistra"

"se alzo la mano
e le faccio
ma perchè
ce l'avete con gli ebrei?"

"non fa il cretino!
comunque l'altra
è polacca"

"ah
e se dico alla tedesca
quella cosa di prima
e alla polacca
come ve la passate
ad Auschwitz
si offendono?"

"madonna..."

tre minuti più tardi

"pss
ma quel ragazzo
dietro di me
chi è?"

"uno che venuto
ad assistere l'esame"

"è fro...?"

"no no!
è fidanzato!"

"con un ragazzo?"

"abbassa la voce
e fammi ripetere!"

erano
tempi brutti
quelli di Fisciano
ma in un modo
o nell'altro
dovevano
passare

lontano

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Profilo Autore: Kenji  

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