Ciao Dio,
scusa se ti do del tu, ma mi viene meglio parlarti ….
so che ci vorrà tempo
prima di avere una risposta
hai un sacco di lavoro
che poi lavoro non è
ma amore per i tuoi figli
I tuoi figli che invocano il tuo aiuto
nella disperazione di questa vita
quei figli che in te credono
veramente, si affidano al tuo abbraccio
e ti aspettano pazientemente
Quei figli che fanno soffrire i loro fratelli
non solo nelle guerre
nella delinquenza, ma nel governare
questa nostra patria,
quanta tristezza viviamo or ora
vedi che alcuni figli tuoi si uccidono
perchè via d'uscita non vedono,
è peccato il suicidio ma
son certa che li perdonerai
tu capisci il dolore
sai quali limiti hanno gli uomini
sei Dio ….
Nella tua Parola dici
“dai a Cesare ciò che è di Cesare
e a Dio ciò che appartiene a Dio”
sinceramente credo che Cesare
stia esagerando, sta chiedendo troppo
cosa ne dici, noi siamo esseri umani
il desiderio è solo di avere una vita terrena
serena senza pretese, una famiglia
un po di gioia e certo anche un po di dolore …
nell'aspettazione della vera vita
che hai in serbo per noi vicino a Te,
ma ora permettimi qui è diventato un casino
Caro Dio nella tua infinita bontà
metti una mano sul cuore di Cesare ed i suoi seguaci
perchè siamo veramente alla frutta
Grazie caro Dio sono certa che leggerai questa lettera
io mi affido a te ti chiedo perdono
sono un po Caino anch'io ….
a presto ciao Dio ….
Spero di riuscire a trattenere il respiro,
quando il freddo intorno a me diventerà insopportabile cercherò di resistere, di non riemergere.
Quando le correnti mi trascineranno via, le lascerò fare, non avrò paura.
Resisterò in questo mare dove a volte non riesco a scorgere alcuna costa,
dove la solitudine a volte ti assale.
Cercherò di rimanere in silenzio il più possibile per non attrarre pescecani che potrebbero sbranarmi.
Te l'ho promesso che resisterò, ci proverò con tutto me stesso.
Rimarrò sott'acqua e tratterrò il respiro fino a che tu
con la tua barchetta non mi sarai vicina,
solo allora riemergerò per riabbracciarti,
per poter urlare tutto l'amore che ho in gola.
quasi a chiudere la mente
farla dolce naufragare
allontanandole il presente.
Oggi è un'altra volta ieri
e mi spoglio del futuro
attimi di infelicità e tremori
messo con le spalle al muro...
Ho lottato con la storia
di una vita andata male
ora in fondo alla memoria
non invento più parole.
E quelle che adesso scrivo
son usate e contan poco
questa vita la declino
ho pensato: non ci gioco.
Quanto male dentro l'anima
quante cose non son dette
nello spazio di una camera
non si può scappare via...
Ti ho lasciata il mio cuore
in una mano, e speravo,
confidavo nel tuo bene...
ma lei ancora mi appartiene?
Sangue del mio sangue
che scorri dentro le mie vene...
Oggi non ho più futuro
ma i miei occhi verso il mare
mi addolciscono la vita...
potrei anche naufragare.
Che stupido mondo
quello che si nutre
dell'uomo e della sua dignità
parla con i numeri
linguaggi di avidità
sordo alle urla strazianti di padri
imprenditori uomini deboli
che vivono col tormento nel cuore
e il bavaglio alla bocca
le mani legate dietro la schiena
ridotti in ginocchio in attesa
di un aiuto che non arriverà.
Questo è il nostro mondo
che gira da solo
lasciandoci soli
inascoltati
abbandonati
barricati nelle paure
che cercano sollievo nel suicidio
come fiume nero in mare viola
dove anche la speranza si da fuoco
divenuta ormai cieca muta e sorda
morta con la dignità
sbriciolata in ingranaggi spietati
di un sistema che si autodivora
che disconosce il padre
canibalizza il valore
si nutre e cresce nel dolore.
Questo è il nostro mondo
per il quale abbiamo sognato
combattuto battaglie di ideali
offerto eroi onesti e leali
travestito da un falso benessere
alimentato da giochi di potere
e torbide strategie di mercato.
VERGOGNA !!
Questo non è il mondo da lasciare in eredità ai nostri figli !
Sul limite del giardino
invecchiano i fiori spezzati,
agonizzanti e confusi,
misti alle eco dei natali sospiri.
Con loro riposano
le mie dodici rose.
Unico mittente,
unico indirizzo,
unico esito.
Uguali ed inutili,
come il coeficciente
di un amore
che tende all’infinito.
All’angolo delle situazioni confuse
si posa il rilievo del mio naso,
inopportuno come e’ sempre stato
risplendente di rabbia
e sofferente per le battaglie perse.
Con lui riposano
i tuoi dodici apostoli.
Unico mittente,
unico indirizzo,
unico esito.
Uguali ed inutili
come il coefficiente
di una guerra
che non ha conosciuto pace.
Ciclopico intestino
quasi destinato destino
ciclostilato floscio
ciclista dopato
ininterrotto coito genuino
cacca di bambino
lucido azzurro settembrino
sollecito postino
Carta
cartucciera
cartomante adultèra
arma
ambra
adunca unghia
maschera armatura
fica ficosa perla
prima dopo durante
intelligente cretino
politico animale
vendo venduto ombra
paese ombra cittadino
lungimirante ipovedente
tram trabiccolo suino
nascosto ippodromo fetente
palla pila pollo
stato statuto statale
stanziale stonato stanza
bisunto mondo laguna
anima polpo sangui-suga
fuga fuga fuga
maiale.
sogni e cuoricini,
sparsi come oggetti
abbandonati e mal ridotti.
Spegnete lo schermo
che inizia il film…
Luna, la luce non è tua
tanto meglio che la nube ti nasconda
Il mio corpo riesce a contrarsi
per produrre azioni vitali
Come una larva torturata dalle formiche
Il mio cuore si contorce emettendo le sue bestemmie
Affascinato, giovane esploratore,
dai coralli e dalle perle del mare,
ho toccato la sabbia
e i miei polmoni sono scoppiati.
Ingredienti segreti di una pozione diabolica…
e scoppia l’anima
e sono un’anima
e non sono nulla
un brandello di anima
e non sono neppure quello.
Cosa è rimasto di un respiro di ieri?
Un fiore appassito.
Cosa è rimasto del fiore di ieri?
Respiri sprecati.
Ore di battiti per sprecarne di nuovi.
Come vorrei che la morte mi cullasse
mi cantasse le sue parole
sopra un letto d’argento…
Ma lei non mi guarda,
il vento non mi chiama,
la pioggia non mi tocca,
il sole non mi scalda,
Paradiso e Inferno…
Cocktail mal riuscito.
Non odio, non amo le tue parole
osservo i lineamenti,
i primi, quelli semplici,
le forme di una bambola mozzata,
ma bellissima…
Ma il vento mi sferza,
la pioggia mi gela,
il sole mi scotta,
Paradiso e Inferno…
Cocktail mal riuscito.
E la signora mi nutre di ipnotiche novelle
E non mi tocca…
Venderei il mio cuore al mercatino dell’usato,
per poi pagare tutto per riaverlo,
dipinto a tratti di antichi colori.
Il lupo è morto senza lieto fine…
Dono bisturi infetti agli assassini
per farmi sanguinare
e sogno un medico.
Vorrei che il tempo mutasse col mio umore.
Vorrei che nulla accadesse.
Mi ritrovo perduto e immobile su un trono di ghiaccio
Vorrei che il mondo intero piangesse per me.
Ma no,
non sarebbe mai abbastanza…
L’ultima lacrima ghiacciata tutto offusca…
Memoria…
Coerenza…
siete la mia eterna,
benedetta,
Maledizione.
in dolore
a che serve proseguire
nella scala dei valori
rimanendo soli
a contare le ore
che si disfano
nell'affanno doloroso
senza un perchè
che chiede compassione
riposandosi e respirando
momentanea salute
nell'inseguire un'altra
confusamente
nel voler acciuffare
la vita non avuta
Ansia,
tensione,
batticuore,
ti guardo
e sento che la mia testa
sta per scoppiare.
Le tue parole,
scorrono sotto i miei occhi,
niente di particolare,
nessun calore,
ma son le tue parole,
scritte con la tua mano
che scorrre veloce
e arriva al mio cuore.
nessun calore,
nessun accenno,
ed io le scambio,
le vedo,
le leggo
solo con gli occhi
dell'amore.
Voglia di piangere,
spaccare questo schermo
e poi...
strapparti il cuore.
Piangere,
voglia di piangere,
ma
non son le lacrime
che tu senti,
a far
ammorbidire
il tuo cuore.
Sei tu
la mia dolcezza amara
la mia assenza presente
il mio gioioso dolore
Sei tu
la terra della mia poesia
il fuoco della mia fantasia
l'aria della mente mia
l'acqua della malinconia
Sei tu
per cui io sono
la mia spiritualità in vita
il mio riempirmi dentro
la mia fame e la mia sete
la notte nel giorno
dove piango il sogno
il bacio all'anima
perduto nel tempo
la parola ascoltata
lenta amplificata
Sei tu
la mia morte che vive
quando non sei presente
Sei tu
la malattia inguaribile
di una guarigione malata
il mio specchio riflesso
che non rimanda ragione
il sole della mia ombra
la pioggia sulla mia pelle
Sei tu
il mio giorno più bello
l'attimo , l'istante
di felicità invadente
amore mio furente.
sostanziosa cultura
non si mostra a tutti
ma si fa sentire
tutte le volte che c'è l'incontro
tra il cielo e le nuvole
tra l'acqua e la terra
tutte le volte che l'occasione
invoca il suo canto.
Idealizzato all'infinito
diventa popolare per le masse
di azzurro, chiuso in un cuore
alter ego, sua immagine immedesimata
uccello suicida, morente per amore
ilare uccello calunniato
uccelletto, uccellino, uccellone, uccellaccio
pene dell'inferno, fustigatore
d'incanto portatore spensierato.
E' nell'abilità del poeta
e del suo animo sensibile
far dell'uccello, poesia tangibile.
Mi volto in continuazione
cercando disperatamente
anche il più impercettibile
difetto
la minima differenza,
un qualsiasi segno
che distingua un essere da un altro
ma ovunque cada il mio sguardo
vedo gli stessi volti
gli stessi capelli e abiti
le stesse parole
le stesse idee
come se le loro anime
fossero il prodotto finito
della fabbrica dell'uomo qualunque.









