Figlio che ho conosciuto
con gli occhi già spenti
e che mai ho potuto vedere 
muovere i primi passi incerti.
 
Tua madre, giovane fiore
t'atteso per tutto il tempo
e, come un dono d'amore
ancora oggi ti porta dentro.
 
Ed il cuore, il mio cuore
soffriva a tempo pieno,
scandendo ogni secondo greve
mentre io, morivo piano piano.
 
E cadi, ti rialzi
e cammini tra pezzi di vetri
di bottiglie rotte, a piedi scalzi:
vai avanti e poi t'arretri.
 
Cullato per otto mesi
da madre ventre,
neanche un giorno vivesti 
ma lei ancora ti sente.
 
Francesco mio, tu eri un sogno
il più grande materializzato
l'attesa del nostro "cigno"
il più bel progetto realizzato.
 
Ma la vita a volte è dura
e ti lascia senza respiro
essa ti mette tanta paura
che vorresti smetter di esser vivo.
 
Ed i dottori che non comprendi
parlano con termini inusuali
ma tu, da padre non ti arrendi
e prendi a pugni tutti i tuoi mali.
 
O mio bambino mai fatto uomo
al quale io non ho mai parlato
parlarti adesso, dopo tanti anni
sai, ha ben altro significato.
 
Caro figlio mai nato,
adesso avresti venticinque anni
ed un padre consumato
nel vivere tra mille affanni.
 
Caro Francesco, Francesco mio
ormai sono tant'anni
che come Angelo vivi con Dio
e da li guardi i nostri affanni.
 
E tuo fratello, forse più di noi
avrebbe voluto averti accanto
per raccontarti di lui, più poi
perché asciugassi un po' il suo pianto.
 
E da quel celo, Francesco mio,
che tu ci aiuti ad andare avanti
e a te, tesoro che chiedo io,
di consolarlo nei brutti momenti.
 
Amore mio, dolce fiore d'estate
piccola stella di un celo puro
cucciolo atteso, pian piano, a rate
tra mille progetti per il futuro,
dormi sereno con loro accanto:
Angeli a difendere il sonno eterno
di voi bambini che mai hanno pianto
lontani anni luce da quest'inferno.
 
Per me però è come se fossi
qui tra di noi in ogni momento
perché tu figlio, a leggeri passi
In noi allora entrasti e non passa il tempo.


 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Mi hai offerto allori e roghi per bruciarli…
 
Sussurri ancora speranze e delusioni…
 
Guarda dove arriva l’amore di un padre…
L’amore di un padre per il  figlio
dicesti un giorno…
Guarda dove finisce la corsa…
ci sono adesso al baratro
e ho bisogno di ali per volare…
 
Padre,
che ne sarà del tuo figlio malato…
Provo pena per lui…
Per quel bastardo
che le sirene ammaliano
e le fiamme avvolgono incendiando…
 
Dimmi,
che sarà del tuo sangue,
sparso tra le sue lacrime di uomo…
 
Sono la tua vergogna…
 
La tua sinfonia stonata…
 
Perdona il trovatello
allattato dalla lupa
e divorato dai suoi figli…
 
 
Perdona il bambino
che per tornare dal bosco
ha scelto il sentiero più lungo,
senza erba né  fiori,
per i troppi passi che lo hanno già segnato…
 
sento ogni dolore…
L’atroce contorsione di una madre
che partorisce in lacrime una croce sanguinante…
Avverto ogni suo grido…
Ora che,
freddo,
tremo nel fango…
Padre,
come farò con queste misere ali
a scavalcare ogni tentacolo
che allude al mio declino?
 
La luce è fioca
ai portali del mio sogno…
Ma tu ci sei
e ancora danza il cuore…
La luce è debole…
 
Padre,
perdona il figlio che non ha niente…
spezza le sue ali vili e disgustose…
 
Perdonami.
 
 
Anche il sole ti ha cullato…
Lo sai piccolo mio?
Ti ha benedetto col suo primo raggio
Perché te ne stai solo?
lontano dal viaggio
che seguitava il vento e l’alto fiume…
Dove sono la spada e l’elmo del guerriero?
Dove sono i seguaci più puri?
E dov’è egli,
con cui forgiai la luna e rivoltai le stelle?
Persi, lontani, mutati da ogni tuo sbadiglio…
Le ombre oscurano i miei passi
e tu sei già smarrito…
Figlio mio, ti donerò le ali
ma continua a baciare la fata del lago,
parti subito e impugna la spada
che da troppo hai lasciato nel fiume dei sogni…
figlio,
la tua luce scopre amica ogni vergogna
ed è ora che con essa inizino a temerti…
Piccolo mio,
guarda dove arriva l’amore di un padre
per il figlio,
per il suo unico figlio…
Lo senti che il tuo cuore già ribatte
e un coro gli fa eco…
Hai il mio perdono.

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Profilo Autore: Kenji  

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Oggi è domenica,

le chiese sono gremite 
di uomini donne e bambini
che pregano in tuo nome
e che si stringono le mani
in segno di pace ed affetto:
"...tanto, poi niente ci rimetto
e tra la gente grande è l'effetto..."

Io, vorrei vedere le chiese gremite
quando si parla di persone avvilite
di uomini che sono senza lavoro
di bambini che non hanno ristoro.
Io, vorrei che da li il prete dicesse
che la nostra chiesa a volte non fa bene.

Non fa bene
quando fa partecipare alle sue messe
chi tratta la vita come poltiglia.

Non fa bene
a benedire il lestofante
e chi va in giro ad ammazzare,
e gli usurai che taglieggian la gente
e chi da politico fa il criminale.

Non fa bene
non permettendo l'ingresso
nella casa del mio Dio e di Cristo
ad un suicida per disperazione
perché..."contro la vita è il gesto"...
o quando Mina ha chiesto per il suo
Piero Welbi una negata messa
che a Pinochet venne concessa.

Non fa bene
non contrastando forte la sua pedofilia,
quella che meno t'aspetti
e che lascia dolore e profonda una scia
 nei preti più retti.

E poi vorrei che avesse sempre il coraggio 
che quella volta ha avuto Peppino
che pur consapevole del suo svantaggio
è andato avanti, affrontando il destino.

E poi vorrei che tutto quell'oro 
che spesso vedo nelle chiese
venisse fuso per dare un futuro
a quelli che hanno le vite sospese.

E ancora, vorrei che andasse quel prete
tra la sua gente a portare il vangelo,
quello di Cristo che toglie la sete,
a chi derelitto già merita il celo.

E poi, 
dagli uomini che vivono male
spesso con uno stipendio da fame,
dai bambini soldati del mondo,
da chi vive nello squallore più profondo,
dai poveri anziani che non hanno 
più un soldo per campare,
dai giovani che ormai sanno
che non c'è futuro da realizzare,
da chi vive dentro un vagone
della mia immensa stazione
la sua vita di barbone,
nella più nera disperazione.

Io potrei continuare l'elenco
ma non credo sia il caso di andare avanti
e poi son certo che a qualcuno lo manco
perché, di poveri Cristi c'è ne son tanti.

Ecco vorrei
che quella chiesa che si da da fare
non fosse solo un flebile segnale,
piuttosto la regola della mia religione 
che del mio Cristo ha visto la Passione.

E vorrei poi, che quando è Pasqua
che significa " passare oltre"
ci fosse davvero nel senso Cristiano,
la volontà di alzare la coltre
che spesso si cala come un sipario,
sulle quelle vite che sono un calvario
e finalmente la Resurrezione,
viva il suo vero significato,
quello che, Gesù con la sua sofferenza
mi ha insegnato:

"la mia, degli ultimi è la chiesa
e che a loro sia sempre la mano tesa".

 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Ma tu, tu comunque vada...

portami nel tuo intimo pensiero
e fammi attraversare per davvero
l'attimo che è solo per noi
come se io e te, fossimo due eroi

di una battaglia che non avrà  mai vincitori
perchè noi due, siamo pieni di errori.
Noi, non possiamo stringere nessuna verità
ma quest'Amore  togliercelo nessuno  potrà.


Ed io t'amai senza mai riserve
e ancora oggi ho tutto quel che serve
da questa vita e da questo tuo Amore
che vive dentro me senza far male...

Ed io così vorrei, ma non è vero
l'amore mio mi resta nel pensiero
e il tempo, il tempo non guarisce le ferite
almeno queste, lui  non le ha mai guarite...


Però ti prego di non farmi ancora altro male
e lasciami senza che io capisca che mi vuoi lasciare
sai, ho una gran paura  di non farcela a comprendere
che un altro il posto mio se lo vuol prendere.


E Amore mio, io te lo devo dire,
quella  lacrima sospesa al ciglio
è una goccia di sangue del mio cuore
che sbagliò la strada...

ed è la mia...

E tu, comunque vada...


























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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Guardo il mio cuore

trasudare dolore

che va a morire

in fondo ad un'anima

sempre più fragile

folle mi chiede

dove può sentire

le tue carezze

lì dove l'amore

va a dormire

lasciando scorrere

profondo calore

lento nel cuore

divenuto letto

e scritto d'amore



 

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Respiro l'aria fresca del mattino

per rigenerarmi

dopo una notte tra il sonno e la veglia

per affrontare un altro giorno

senza te

Splende il sole oggi

ma non mi rallegra se lontano sei

tu con uno sguardo

mi dai la forza di andare avanti

con una carezza

cancelli la stanchezza dal mio viso

la tua voce calda

mi accompagna come una musica

Il tuo abbraccio una calda coperta

come riparo dal freddo

dell'anima

come acqua limpida che disseta

l'arsura dei momenti di troppa fatica

Come una ragazzina al primo amore

aspetto il trillo del telefono

rigirandolo tra le mani

come fosse il tuo corpo tutto da accarezzare

tutto da baciare

e ti copro di parole ti racconto la giornata

di te voglio sapere

ti dico che mi manchi che ti amo da morire

torna presto ed ancora ti amo

E quando quel clik maledetto

ci separa per un altro giorno ancora

continuo a ripetere li da sola

ti amo … mi manchi … torna presto ….


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 504 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mi state dietro quando parlate,
quando associate le parole e comunicate
Mi state dietro quando camminate
Mi state dietro quando fumate
quando comprate le sigarette
Mi stanno dietro le vostre risate
il vostro umorismo, le vostre occhiate
Mi stanno dietro le canzoni che ascoltate
i vostri testi, le emozioni che provate
Mi state dietro quando giocate
quando parlate, criticate
Mi state dietro quando odiate
nella tortura e nella vendetta
Mi state dietro quando amate
quando baciate, nei regali che vi scambiate
Mi state dietro quando chiamate
sia nel "pronto" che nel "chiudo"
nelle risposte che formulate
Mi state dietro nelle ballate
quando inciampate e vi fate male
quando vi urtate
Mi state dietro quando scordate
le cose belle e le cose brutte
E mi state dietro quando scopate
con amore, senza amore
Mi state dietro nelle ubriacate
nei cibi buoni, nelle pisciate
Mi state dietro nel mondo
nell'universo, nel tempo libero
nel tempo perso
Mi state dietro nelle inferriate
di qualsiasi prigione
Mi state dietro nelle sudate
sotto il sole, sopra le stelle
e mi state dietro nelle sfuriate
in paradiso, all'inferno, in estate
Mi state dietro ovunque andiate
e agli occhi di DIo
Mi state dietro...
 
E in fondo al culo me lo schiaffate!

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Profilo Autore: Kenji  

Questo autore ha pubblicato 157 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Certe sere
avrei voglia di non tornare
per rinchiudermi in una prigione
che chiamiamo casa
sentire le stesse lamentele
e mangiare una minestra riscaldata.
Certe sere
sarebbe meglio partire per una crociata
dare il sangue e la rabbia
per qualcosa in cui si crede
invece che tornare
come una pecorella stanca
sbadigliando e inveendo
contro un tuo vicino, contro un fratello.
Eppure è questo che mi sono costruito
è questo che ho da sempre agognato
ma non pensavo che aggregarsi
fosse come suicidarsi
non pensavo che fare una famiglia
sarebbe come alienarsi.
Il lavoro, i debiti e l'affitto
una scopata come fosse un tuo diritto
un bicchiere per anestetizzarsi
crearmi uomo
e poi perdermi nei miei stessi intarsi.
Certe sere
valgono meno di uno sputo
lo stesso che ingoio e rimane sospeso
tra l'ugola e il cuore
tra l'equilibrio di andare e rimanere

nella perplessità della mia unicità

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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

Questo autore ha pubblicato 287 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Se avessi la spontaneità di un pennello,
la profondità di un blu oltremare
e la sensibilità dell’occhio di Van Gogh,
volerei alto su questo cielo violato.
Se fossi fluido come un mi cantino
e straziante come il pianto di un neonato,
proverei a posarmi sul delta del tuo intuito,
annacquerei il mio orgoglio
e diluirei coraggio e paura nel cocktail del destino.
Se avessi visioni più vicine all’alba
ed un cuore da un battito più rassicurante,
marcherei un confine fra realtà e fantasia,
camminerei con te lungo i sentieri immaginari
dipinti nel mio trance da divenire.
Ti ruberei al sogno universale,
per chiuderti nell’egoismo protettivo
della più dolce e armoniosa delle mie tele.

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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Si spegne lentamente la fiamma
che vive ancora in me

nessun desiderio, non è un dramma

siamo tutti ormai spenti,

ora anche io e te.

Sporcizia soffoca il nostro futuro
puzzolenti topi ballano con il nostro domani
siamo davanti ad un invalicabile muro
e scaviamo con ormai scheletriche mani.

Ho buttato l’ultimo vestito di fantasia
seppellendo la bambola con nome felicità
le scarpe che mi facevano volare le ho bruciate
ho addosso solo gli stracci della misera realtà.

Coloro di nero il mio viso bianco
riflette la luna, ed io sposo l’oscurità
non c’è più niente in un mondo così stanco
qui regna soltanto la stupidità.

A piedi nudi nella notte mi incammino
e sulla strada incontro il pianto desolato
porta sulle spalle il peso della falsità
lo sorreggo e abbracciandolo
con sguardo ormai spento
strisciamo verso la fine dell’umanità.


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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

Questo autore ha pubblicato 276 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Tra una parola e l'anima
il fiore dell'agave s'innalza
d'oro mosaico nel sole,
ne seguo la riva di scogli
nel vento a piedi nudi.

Qui il mare getta alte le onde
su limoni ad arco nel cielo
e sulle scale dell'ultima sposa
che è discesa in veli d'abisso.

Sulle scale disfa quel gruzzolo di gigli
nella spuma frizzante
e si ritira vedovo sul fondo
a gustarne il succo.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Come potrei sapere in qualsiasi altra parola;
come avrei potuto conquistare la fiducia dei vostri indovinelli
e salire le scale dei vostri santuari trascurati
la sacerdotessa riluttante
cantò nelle ombre
sul nascosto altare
per un sacrificio che avrebbe risposto
l'empietà di una vita?
Se io non ti tocco lì,
se non senti il ?? Mio respiro sulla nuca
come il vento su un lago,
e il tuo sangue
non si trasformi in un quartiere a luci rosse
senza uscite di emergenza
al pensiero di essere accarezzata
sull'altro lato della pelle,
dall'altra parte della tappezzeria,
o vibrazione
come una nota in un diapason
che aprirà la porta oscura del tuo splendore
dove tutto è ben nascosto solo a tratti
dentro un barattolo pieno di lucciole
senza coperchio.

Come echi perduti e ombre folli
alla pienezza che zampilla dentro di lei
getta le palpebre come lettere d'amore.


 

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Profilo Autore: fabio brogini  

Questo autore ha pubblicato 287 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La solita vita
solita storia...
Il treno che parte
C'è andata e ritorno.
Ricordi com'eri?
Son passati vent'anni
ancora i capelli
non erano bianchi.
Vedevi la vita
in modo diverso
non v'era pensiero
che assillava la mente.
La solita storia
percorsa ogni giorno,
ormai sei stanca
hai bisogno di pace.
riposa un pò
dolce signora
chiudi gli occhi
sogna...
Una storia che cambia.


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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 726 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 
Amor che or t’aggiri
Tra esuli speranze, sospiri
Forte quando la sua  immagine
Ritorna! E riempi le mie pagine
 
Di chiare tinte inebrianti;
e al ciel elevi lo spirito mio
schivo, che dopo tanti
anni riarsi nell’oblio,
 
per lei torna a sognar.

25/9/2011
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

Questo autore ha pubblicato 61 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


io ti guardo e vedo me
è come
guardarsi allo specchio
io ti ascolto
e tu sei il mio eco
come un boomerang ritorni
i tuoi pensieri
sono anche i miei
tu ed io
una cosa sola
 

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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