Arriverà la neve
i gigli andranno
a dormire
e si risveglieranno
in un nuovo mattino
a cantare
l'aurora
che aspetterà
il conto salato
da pagare
tra segni
vistosi
accompagnati
alla porta
per accedere
ad una speranza
in delizie positive
ammirando il cortile
del divenire
delle calde parole
raffreddate dalla brina
nel riarso di intimo
momento
del lascivo scoglio
superato
Dipingo col pensiero giorni di follia
per studiare l'incognita perplessa
l'ovvietà della vita rende sterili
si desidera annullare limiti d'invenzione
apro il sipario al teatro delle stranezze
e rido fino al traguardo del sogno
lì mi aspetta il drago della fantasia
e brucio banali disegni di un destino
lasciato agire indisturbato fino al finire
di un viaggio che mi vede tornare
in camere affollate di fantasmi
nella ricerca inutile di qualcuno
che mi parli di te.
Poco prima di dormire, la gente cataloga le proprie incertezze,
annidandole nelle braccia di ciò che è stato:
onde di possibilità che travolgono i loro sogni.
Ancora, loro pensano, arriverà quell’attimo,
il riunirsi dopo giorni di separazione:
e dondolandosi in questa pace, si addormentano.
Io invece apro la porta, e c’è una pausa goffa:
qui, fra il battito del cuore e le pause dell’orologio,
convergono una decade di momenti e di sentieri infiniti.
Prima di parlare, la mano ancora sulla porta, tu mi guardi
sorridendo: il colletto della tua camicia è aperto
e la luce trasforma la tua pelle liscia in un’ombra ammaliante.
È proprio in quel momento, quando mancano le parole,
quando i ricordi scorrono come sangue nelle nostre vene.
È la somma di te, che mi secca la gola.
Significato non scorgo in una parola sì tragica,
un termine che assai riflette l’immensità dell’universo,
fin quando non è, possibile non è la sua spiegazione.
Lei giunge allor se causa di essa fu cosa drammatica
ma se l’ora giunta non è, l’epilogo tradiscesi diverso.
Di caso in caso, d’essa, tra noi vivi, non si trova interpretazione.
Soltanto se è destino o purtroppo tragico è l’evento,
costretti siamo a lei pensare con triste tormento
e si deve con essa far presentazione e, in un momento,
eccola, ci preleva e ci conduce da Lui nel firmamento!
Modo non trovo e di ciò mi ritengo fortunato
di trovare in lei un’amica pel nuovo mondo
perché, com’io credo che esiste l’aldilà,
terror mi affligge quando a lei penso con tanta ansietà.
Quand’eccola d’improvviso, nel momento meno appropriato,
fosse lei solo una musa e non un funesto evento!
Giunge, ti prende e ti porta, ma non lo fa per molte volte,
perché lo fa una, determinante e cruenta: la chiaman tutti "morte"!
Ci hanno
generati, nutriti e cresciuti.
Educati all’amore e al rispetto
ignorando la scommessa
del futuro
Genitori nella vita
talvolta assenti
nello scorrere del tempo
Un capitolo che si chiude
un altro si riapre.
La vita avanza, si diventa anziani
“ peso morto”
espressione che è un insulto
Vivono di vecchi ricordi
di ingiuste guerre
di dolorose perdite
di amare delusioni
di giovanili amori
Finchè in loro
riflette una luce
vivono
Curvi sul corpo
con sorrisi spenti
tendono mani tremanti
a voler toccare
i nostri cuori.
Bambini smarriti
che chiedono in cambio
un abbraccio
da chi deve loro tanto.
Sogni e speranze
filtrano svanendo,
fra fiochi spiragli
di vento e vapore
e alla deriva nel cielo
ondeggiano lenti ,
lontano dal sole .
Così da sempre,
fra prati di stelle,
l'orsa maggiore
ogni notte attende,
che gendarmi e poeti
in una sol illusione
si confondan mansueti
e se dal giogo sente
che il suo carro è pieno ,
allora lenta se ne va
per un altro cielo.
V'è poi un orsa
dal carro minore,
dei vinti e dei vili
che in vita han pagato
per i grandi e i superbi
l'imposto tributo,
dal tempo e il destino
ed un padrone Creato,
ma procede l'auriga
di passo opposto e veloce
per un cielo lontano
ed un viaggio atroce .
Destini opposti
la vita impone
e invidiosa la morte
ripete l'errore.
un'ombra
in movimento
cammina
vivendo
di colpo
nel ventre
del suo amplesso
pericoloso
che non fà mai estate
trasformandosi
nel randagio
che è
bisbigliando
rodendosi dentro
sul letto di crimini
commessi
inesorabili
per quell'aspetto
che un criminale sempre resterà
anche se basta dirà
alle mani assassine
Quanti addii in una vita
tanti quanti sono i cari
una ruota ripete il giro
la morte chiede dolore
porta la lacrima con sè
... un bacio alla memoria
e il ricordo che vive
in una foto con sorriso
di una vita ormai finita
resta tra le mani chiuse
una preghiera allontanata
da un cuore sfinito dal male
irriconoscente al richiamo
di chi resta suo malgrado.
C’è quel qualcosa
che non conosce barriere di tempo
Né sole né nubi
né il bello o il suo opposto
Quel qualcosa che stravolge e sconvolge
Annulla in un attimo tutto
Quel qualcosa
di cui ci chiediamo da sempre il perché
E ci trasforma nel vuoto
nel niente da cui venivamo
Lascia il pianto e momentanei ricordi
Non c’è mente o pensiero
che la sappia accettare o capire
Extrema ratio
la si può solo desiderare
quando svanisce la voglia di vita
Parlar d'amore
fa bene al cuore
quando sei triste
con lei lontana
sogni d'amore
tutte le notti
rigirandoti dentro il letto
spicchi di luna
riflettono il viso
vedo una luce
è il suo sorriso
Amore guarda
il sole è vicino
svelami il segreto
prima che io vada
son solo un sogno.
O realtà
dimmelo adesso
smetti un istante di aver paura
io sono vero
non da inventare.
Metti la mano
qui nel petto
senti...E’ il cuore
batte davvero.
Spezzo legami d'odio
e mi avvicino alla luce
nessun motivo mi riporta indietro
lì dove si è seduto il mio cuore
ad aspettare che il tempo muoia
... sono stanca di dimenticare
quel vuoto di libero arbitrio
chiedo perdono al dolore
e lascio che l'amore pianga
le coincidenze della vita
sono scritte nella sabbia
e il vento del destino si diverte
a cancellarne le orme
non merito il vuoto
riportami a casa ...
Intaglio i miei versi su pagine spiate
con lama rovente di sanguinante inchiostro
sospiri di poesia disegnano spartiti per un pianoforte
lasciato agonizzare dimenticato in fondo al mare
mentre in cielo un gabbiano danza in libertà
... e si fa beffa di un mondo lasciato a piedi
tremante di brividi per il freddo inverno
mi ricorda che la vita resta sospesa nella morte
dove abbraccia un grande silenzio bianco
illuminato dalla candela di un Natale trascorso
senza porre resistenze a un orologio svuotato di ore
chiudo la porta a chiave ai recalcitranti ricordi
e spengo l'ispirazione ribelle a una memoria restia
scartando immagini di un'anima assopita.
In punta di piedi cammino con il sole nel cuore
stringo forte quella nostalgia che cresce piano
e fiorisce nella primavera di un'anima aperta
all'ascolto delle storie di un passato caro
... mentre i ricordi piangono e sommergono
come l'alta marea la barriera corallina
proteggendola dal tempo e dall'usura
sento la tua carezza sul mio cuore
sordo al richiamo di una infanzia felice
di una bimba cresciuto stretta al petto dell'amore
mi nutro si sensazioni per non cambiare
per la paura di non riuscire più a vedere
tutto l'amore che mi hai insegnato e che so di avere.








