Tu che sai di primavera
ci starei una notte intera
con te
quel bocciolo colorato
che sfiorala tua bocca
sai cos'è!
La mia mano ti sfiora
non sai più cosa dire
e di corsa ti prepari
per andare via
poi mi chiedi
se il trucco va bene
ti guardo negli occhi
e dico
amore resta qui
Far l'amore fa bene
qualche volta però
ti puoi fare male
quando incontri la donna dei sogni
ma sparisce in un attimo
tra la gente di quella stazione
ed io ci ho messo un minuto
a star male....
Sarcastico... dormiente... stupido destino beffardo
mentre ti sputa addosso dolori e morte
e spara nel cuore sofferenze spietate
ingenuo chiede al tempo di dimenticare
mentre affonda la lama nel pensiero
affiorano ricordi cadaveri portati in braccio dalla memoria
ferma la voce alla menzognera realtà
ferma lo sparo di un dolore senza pietà
che sia clemente il tempo di morire
senza chiedere lamenti e perdono
ci vuole troppo coraggio per andare e lasciare tutto
ricordando la ferita di un'ombra di felicità
senza più vita dormi sepolto sotto le lacrime dei cari
il viaggio è iniziato verso la terra dei morti
mentre ti accorgi che varcando la frontiera
non ci sarebbe stato ritorno
gelato smette il dolore ... e tutto tace .
Me ne andrò da questo tempo
che più niente ormai può dare
per nascondermi all'ombra
d'un giorno d'avvenire ,
dove attender potrò
che dal remoto innanzi giunga
e con mani di brigante
allor mi getterò ,
con rabbia e con rancore
sul mio destino
al suo passare.
TU,
poesia
meretrice in cerca di amanti audaci
nei simposi offerti alle folle affamate
in odissee infinite
in scambi di vita e di morte
temeraria mai stanca
ti offri sfacciata
e ti lasci adulare
dal giovane ignaro
che siede all'angolo della solitudine
ma non sanno di te
debole donna
di lembi vestita
d'ogni tuo dolore
d'ogni passione che uccide
il nero della notte
Tu
emissaria di luce
che trascini nel vuoto dell'eterno
l'osmosi d'istanti
e poi sparisci
e poi perisci
anima infausta
o mite guerriera
che dal tempo fuggi
e nel tempo mio
torni ad amarmi.
Io scrissi per te tante parole
Per risvegliar la tua passione,
per schiarir un’ombra che vuole
solo e sempre il buio. Senza ragione
forse, amasti quei miei brevi scritti,
cui tu desti il valore di poesia.
Scorsero così, come melodia,
Nei meandri meno cupi e afflitti
Del tuo cuore. Ma lì da sola,
io so, ben poco dura la parola!
Un’ora forse… un’ora o poco più.
24/12/2011
inutili sono le mie parole
inutili sono i miei pensieri
corrono corrono sensa in'idea e un perché
la mente ragiona, ma nulla connette
mi sento chiuso nel fango
fra coloro che con prepotenza vogliono vivere
e quelli che non hanno di che vivere....ahime! non so che fare...
tutto ciò che dico è inutile come questa poesia
che trova in ognuno di noi un cuore arido e corrotto ma
ma con tanta voglia d'amare e di amore
Vogliamo correre, correre... ma dove
quale è la strada che ha senso!
quale è la giusta via!
la via è un simbolo scolpito nel nostro cuore
reso poi cieco dall'orgoglio ...oppure...
divisi siamo: uno contro l'altro
tutto appare delusione, persino tu uomo
che corri inutilmente ponendo fine alle tue ambizioni
come pure affranto e deluso poni fine alla tua esistenza
....ora a che serve poetare o gridare luce alla luce
all'alba, al tramonto, al sole all'amore ....
quando trucidare la natura e il prossimo
è gioia di questi tempi..... dove pudore rispetto
hanno perso il suo valore......e il sole la sua luce
e la poesia le sue .......note
LUNEDÌ, 21 FEBBRAIO 2011
Soave melodia riporti a casa quella strana malinconia
di un velluto rosso disteso in un cuore divenuto cattedrale
dove pregare un dio senza amore avvolta in un dolore sacro
smetto di parlare nella penombra di candele accese
immolata alla speranza perduta di ritrovare la ragione
catacombe di memorie sotterrate dal tempo
dolce solitudine di un vuoto annegato nella carne
eppure sentire ancora una strana magia
nel pensare alla mia luce lungo le scale della vita
non si interrompe un viaggio senza motivo
nella baia dell'anima attracca la mia poesia
chiudo gli occhi alle parole e do voce al pianto.
dirsi solo addio
senza mai capire
di poter soffrire
E se fosse il cielo
a scrivere parole
direi a lei
milioni di pensieri
Se fossi solo
come in un deserto
parlerei col vento
per fermare il tempo
Come forte pioggia
tempesta dentro il cuore
questo desiderio
che mi affligge tanto
Se fosse facile
dire solo aspetto
non chiederei di lei
ogni momento...
Mi fermo a cercarti
tra gli odori della legna
arsa e dei camini,
tra le pagine di luce sperse
tra finestre chiuse, affacciate
sui vicoli antichi e deserti.
La voce delle pietre
che si affollano nel centro
risuona come un tonfo
inascoltato.
Perfino il sudore dei
campi e l'odore della paglia
sulla via del ritorno
è incolore e lontano.
Dove sono le grida dei bambini?
E le ciance delle donne,
e i cappelli dei vecchi
timorati di Dio?
Come gli antichi mestieri
che si accalcavano nei borghi
così il focolare tuo si spegne
svuotato degli amori
e le fatiche della gente.
Nell'aria una campana
scandisce il dolore
di un paese che si spegne.
Sostiamo distanti scrutando
il giorno che va via
divisi da questo buio, ciechi,
spogli di parole
senza l’ardire, di muovere le paure
con pugni in fondo al cuore
capaci solo a farci male
usando senza fine
frasi che non trovano posto
seguendo infinite ragioni
e stupide pretese
tra vecchi e nuovi orizzonti
con la paura di scendere
nel supplizio che ci attende
mai affrancati
da questo vincolo afoso
che ci opprime
E gli disse
aspetta...
Non avere fretta
voglio solo esser
un po più sicura
cominciò così
a spuntare il sole
dopo che la pioggia
bagnò il suo cortile.
E gli disse
amore...
L'erba del mio prato
morbido lenzuolo
per il nostro amore
vienimi a cercare
dove c'è la luna
vedi quella stella
la più luminosa
prova a immaginare
quanto può valere
vivere da stella
liberando il cuore.
E gli disse
amore...
Vienimi a cercare
sono solo a un passo
dalla prima luna
si alzò forte il vento
proprio in quel momento
e fu trasportato
verso il suo destino.
Dal camino spento ronzano
calabroni morti
nebbia di cunicoli
s’insinua al palato
Ma io resisto
attratta da un senso di finito
Irrinunciabile prova
imparare a pensare di sbieco
Sotto la veste un nodo
trattiene i muscoli
alla luce, dò segni di (ben)essere
per catarsi scenica
Del lieve crampo
non mi disturba il dolore
piuttosto un oscuro sbadiglio
manda in sabbia il muro di creta
Certezze espiatorie
in un falò
di fumo…
Un passerotto sbatte contro un vetro
una, due, tre volte ... fino a sanguinare
non curante del pericolo
in preda ad una frenesia di morte
sembra non avere più nessuna voglia di vivere
strana la natura come affronti la morte
senza resistenze sembra rassegnata
ma non è così ... è saggia nelle sue scelte
consapevole che c'è un inizio e una fine
accetta la realtà senza opporsi ...
con una impercettibile leggerezza dell'essere.
Gocce... di pietra perse nel tempo
cadute tra un passo e l'altro.
Massi ... di lacrime versate per
pagare le nostre emozioni.
Luna solitaria
trai dai miei pensieri parole
e scava su carta le mie
lacrime.
Lasciami scorrere in questo tempo
ascoltando il mio eco
sussurrato tra valli,
prenderò quel sorriso
che l'eco riporta
tra mille carezze
di essenze
nel vento.






