L'autunno
ha scarabocchiato l'estate
gettando i colori negli occhi
dei giorni pensati.
E non sai
in quanti domani ti ho acceso
alba muta di una voce
ascoltando l'eco di un bacio
e ad occhi chiusi
toccarti lontana nell'angolo della vita
col tuo corpo, mio
nella metamorfosi di un sogno.
Ascolta
dai tuoi orizzonti
il mio guardare
e bevi di me
il tempo che non sai.
Sogno,
sogno di essere
nel mio letto
e sogno…
irrequieto e il mio dormire,
galleggio fra sogno e realtà
il tempo si dilata
dimensione eterna.
Lenta cade la neve,
passi lenti
impronte cancellate dal tempo,
ma ancora visibili nella memoria.
Rimasta ferma la recinzione,
rinchiude il campo innevato
ormai i volti scomparsi non guardano
più attraverso il reticolato
con sogni di libertà.
Concentrata su me escludo spazio e tempo
sondo l'infinito, divago,
senza scopo né meta la mente viaggia, spazia, visita.
inarrestabile
gira films nuovi,
legge vecchi copioni
ripassa scene antiche
matura nuovi pensieri
riformula i vecchi.
instancabile,
perennemente la mente va,
come ape vola di fiore in fiore
per trarne il dolce nettare,
come farfalla
in perlustrazione alla ricerca di cibo.
Esclusivi e infiniti spazi per me
escludono te
separano NOI.
E canto un canto triste.
E di te mi raggiunge un pensiero
proprio qui
dove avevo esiliato il mio cuore
E sei pioggia di mare disciolta nel vento
che conosce
e mi sfiora le labbra
Sei poesia sussurrata tra un bacio
e il silenzio
Nostalgia che mi veste di te
Dell’odore di glicine e fiato,
d’una rondine
il volo negli occhi
Greve la quiete fa tacere le grida
di cuori lesi dall’avverso invasore,
che, di rosso macchiò l’amica terra
costellando campi di corpi vessati
tra singulti, d’innocenti giovinetti
e madri, dal viso vestito di lacrime
alla ricerca di un volto familiare,
tra i corpi cosparsi come frasche
e non vi è nessuna dolce musica
portata dalla nostalgica brezza
a conforto delle grida di dolore.
Descrizione
A tutte le vittime innocenti, senza distinzione di razza.
Una giornata particolare per lui
Un incontro qualsiasi per lei
Sabato alle ore sedici
Il primo appuntamento nella piazza di Campo de' Fiori
Lui si è presentato con un mazzo di fiori
Ahimè
Una gemma che si è seccata prima di sbocciare
Un fiore che non ha bisogna di farfalla
Una farfalla che domanda perché io
Un super io che ha raggiunto l'io
Un io nel circolo dei matti
Il mondo dei matti è un paradiso per sé
In quel paradiso sempre c'è lei
Ogni sabato alle ore sedici
Sempre nella piazza di campo de' Fiori
c'è un matto che si presenta con un mazzo dei fiori
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* Io e super io secondo la teoria di Freud.
Tu che conosci il mare la potenza del destino
sei riuscita a prendermi a non lasciarmi andare ,
a scacciare le tenebre dal cielo
valicare con me l’inferno e il paradiso
l’oasi del nostro amore .
… tu che conosci me conosci il mare !
Esco da questo inferno quello tuo ;
fuori c’è il gelo la tua luna la spiaggia è vuota
resti sola come un cane e nessuno più ti potrà sentire .
in questa stanza
con quattro pareti
che mi circondano
come mura
di una fortezza medievale.
Non ho amici
con cui dialogare,
non ho qualcuno
con cui ridere,
con cui godere
delle meraviglie del mondo.
Non ho nemmeno
i miei sogni,
fuggiti via da me.
Tutto mi spinge
ad un disagio
infernale.
E allora piango,
Ombra
sono i pensieri
un’ombra
che si sforza di rincorrere
il tempo nello specchio
riversando una realtà
che la ragione
non fa coincidere
con l’armonia
che in sottofondo
piano si perde
facendo riemergere
l’inquietudine
di un tempo che fu
Di mille sguardi vuoti
"Shoah, il dolore della memoria"
Occhi smarriti e vuoti
pieni di sguardi di mille sguardi vuoti
marchiati, col sangue dell’ inchiostro
Mani che scavano altre mani
tra silenzi e lamenti di cuore
Preghiere in fuga oltre i muri e la fede
Piccoli piedi senza nome, e senza Dio
Senza scarpe in ginocchio,nel fango,
e nella neve.
A pochi passi dalla vita
A pochi passi dalla morte.
Maria Grazia Vai
…..per non dimenticare
" Perchè è tutto così
difficile rimanere qui,
...aspettarti mentre il tempo
passa,
mentre mi cingi il sangue
e lo tramuti in rivoli di
roventi lapilli;
perchè dall'ombra delle
mie notti emergono
i tuoi occhi che,
il più bel fiore
del mio giardino.
L'egoismo,
la superficialità,
hanno deviato
le mie attenzioni,
i miei pensieri,
ed ora
verso lacrime di ghiaccio.
Non posso più
godere
del suo profumo
inebriante,
della sua bellezza
eterna,
della sua vivacità
primaverile.
Lo cerco
con insistenza,
I passi riecheggiano nel viale,
alberi avvolti nella nebbia,
lasciano trasparire la luce
di lampioni che cercano
di rompere l’ultimo sussulto
di una notte che imprigiona
le ore del mattino.
Nella nebbia
fermi alla fermata
della corriera
avvolti in cappotti
in sciarpe e berretti
la nebbia confonde distorce.
E se
rincontrassi i tuoi occhi
nel tempo dei tuoi occhi
e fermassi il sole,
quando il sole, colora, smeraldo
il riflettersi del mare
se ricordo il grano
al tempo del grano
e al tempo di noi
di quei giorni
ho sguardo
di tutti i tuoi sguardi
e il tempo
del tuo tempo negli occhi.





