Avvolte s'incontrano
insite strade bandite,
son forestiere accanite
del nostro sol quanto.
Osservo avvilito
sulla sabbiosa battigia
incerti dell'onda
maculata di provvidenza.
Lei,abietta
vuol rendere illeggibili
splendidi passi travagliati
di un cammino insieme.
E son proprio essi
che ci fan correre
verso la speranzosa,imminente risacca.
Non è dolce la notte
che si nutre del buio
Non si cura di occhi
spalancati sui muri
dove corrono
come ragni furtivi
ombre di strada
tra alberi spogli
in attesa di gemme
Non ha pietà la notte
che avvolge vischiosa la mente
sconvolge il pensiero
in distorte realtà
Ridesta il dolore di amari ricordi
che il giorno manda a dormire
Fa piangere la notte
che col cuore scoppiato
sospinge in gole di rocce infuocate
Fa sanguinare la notte
che a colpi di frusta
arranca in cerca di un'alba
Fa sudare la notte
per dare senso a un nuovo sole
quando il buio diviene giorno
Non è dolce il giorno
che brucia sogni
sottratti a una notte
avara di tutto
La nebbia
velo che offusca le cose
non inutile
sicuramente fredda
che ti lascia impotente
è lì che ti circonda
non puoi afferrarla
non la trattieni
ti tocca
ti penetra nelle ossa
ti passa attraverso e tu,
non puoi farci nulla...
più calda è la giornata
più essa diviene
spessa la notte
insistente al mattino
Confina narciso
oltre la pietosa siepe,
scheletrica,assetata,
vittima d'ingiuria latente
Perchè solo armato
d'arguta trasparenza superba,
sguazzo soave e impavido
su gracili soffiate d'indulgenza
che detonano luci e ombre
di verità mai ubriache.
Luna piena sui ponti
e sul fiume
su tetti cupole e strade
Rami di platani
allungano ombre di abbracci
Larghe foglie tagliano l'aria
volteggiando pesanti al suolo
Andranno a morire schiacciate
dalle auto della notte randagia
E sparo a una luna indiscreta
che pugnala di luce
l'intimità della notte
Dalle finestre
fruga tra favole narrate nel buio
Nei misteri di chi dorme sereno
Oscurerò il sole all'alba
perchè la vita di tanti
continui i suoi sogni
Miii…
chi sciavuru ca sentu
d’aranci e di limuni
sciavuru di mari.
Minnagghiri lestu
ca casa vogghiu iri
nveci mi fermu
a taliari lentu
u mari sta terra mia.
Chi duci cumpagna
chi duci silenziu
lassatimi minnivaiu
sulu quannu
veni scuru.
Ramificano assonanze
d'amare trecce
crescono impazzite,
so' antichi specchi
di fresche membra
ingarbugliate scoppiettano.
Sto'riecheggiare
d'infiniti quieti conflitti
vestono il vecchio monte,
impalme al pallido chiarore
e stupito d'occasione
m'accosto nel bel mezzo.
Allorai chiedo,
tiepido è il dipinto invernale
o tenere impressioni
celano dietro assonnati sentieri,
spiato dal rustico borgo n'sveglia
sul rigagnolo verso una foce
per stravaganti mari impetuosi.
Con sguardo innocente
boccioli strappati.
Dedicata alla piccola Yara e Sarah
Mix cervello estensioni,
paradisi pragmatici in radioestensioni,
cercando nova sete
per attingere ipnotiche simmetrie.
Ricerco,cavalco,destreggio
nevrotiche penombre di sballate simbiosi,
mentre alla sosta squattrinati rifornimenti
fanno attendere infermo
l'etichetta della disdegna risacca.
E allora banchetto
afose stragi neurospaziali,
linea di confine per alcuni sociale
Ho guardato il cielo
era pieno di stelle,
ma tra tutte
eri tu la piu bella!
Forza mi dai,
calore ai giorni miei
e in questo giorno
tuo speciale una stella
è a te vicino!
Buon compleanno a te
e colui che ti amerà,
fortunato lo sarà
e di te si illuminerà!
Nel silenzio dei sensi
medito.
Sguardo mesto,
smarrito nella vuota meta
dall’inverno, del tuo corpo.
Nell’oscuro, singhiozzi
discorsi privi di sapore,
movenze insensibili
angosce a lungo taciute,
affollate, da impronte
di un amore dissolto
affine a pietre tramontate
che modellano tra noi,
pareti di dolore.
Nessuno si desti in questa notte di quiete
dove i miei occhi
lambiscono una pagina bianca
e l'odor di vaniglia
riveste il mio corpo d'un dolce sapore
mentre le vesti di seta
scivolano nella sedia di legno
dal troppo inquieto sentirti.
Ti cerco senza vederti
ti bramo senza toccarti
e solo adesso posso narrar di te,
poesia.
Anima gitana
vita randagia
nelle strade allagate di sole
La città si veste da giorno di festa
Famiglie nei parchi
Cavalli di legno di mille colori
senza meta galoppano in giostre
La vita randagia vaga da sola
gusta il suo andare
Si posa su viali di periferia
su palazzi di mille finestre
Su vite sbiadite
Le nubi spengono il sole
che si accende di nuovo
Strade eleganti
piazze da cartolina
fontane sussurrano al vento
pini cantano favole eterne
L'anima randagia
mangia quel film
divora immagini
ritrova la quiete
in un giorno di festa
E' un silenzio che pesa
all'animo mio,
pezzi di felicità incompresa
di un grande amore,
grande come l'infinito del mare
che sbatte le sue onde
sullo scoglio.
E' il tuo silenzio che mi rattrista
che fa sentire il vuoto intorno,
smarrita, vago per le vie della città
aspettando che il tuo silenzio
svanisca nel nulla.




