Intrappolati dentro a sagome preconfezionate da scartare
manichini esanimi con dentro un battito costante,
perpetue certezze sovvertite da nuove antitesi del tempo.
Anfratti di vite vendute con pochi centesimi
come tesori mai trovati in fondo alla botola segreta.
E la delizia si chiamava amore
di quello che armi per non restare ucciso
dalla stessa spada che accarezzi
nel mentre nutri la tua terra di lacrime
e pulsioni fertili che scavano zolle sotto ai piedi,
sotto l'asfalto povero di cemento
ricco d'illusioni scomparse per le vie
che conosci
che sai di non appartenere.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
Trenta secondi di fortuna… Per raccogliere l’eco delle tue pulsazioni.
Dal televisore, immagini retrospettive,anticipano gli eventi.
Lei chiude la porta alle sue spalle.
Trine e merletti, essenze che passano con fiumi d’’inchiostro,
attraverso un pennino. Carte intrise di parole…
Battiti che cadono nel vuoto…
Nella mia mente, c’è ancora qualche fotografia.
Proiezioni remote di un nuovo addio,senza partenza.
C’è lei. Ancora dorme nel suo letto.
Drappi e broccato, profumo di rose bianche.
Riattraverso la nostalgia dei tuoi sguardi.
Il prezzo di trenta secondi di fortuna.
Appisolato mobile,scaricato da fanatici arti riflessivi non solo d'inerzia rilasciata,mi tuffo insieme a intuizioni evasive dal razionale teatrino montato in fretta,immerso nel tranquillio graffiato e annegando poi,dentro cesta attinte a incessanti proliferazioni neuronali...
Scorgo come minatore di sorprese settimanali progressivamente ricevute perchè aperto un mansueto salotto da maglione fatto a mano,di quei assuefatti di luce soffusa e meritando ironico vetrine di partenopi luminoteche,entro risucchiato armonico nella sbarbina bajour,rivestita alla moda con epifani merletti.Salutata la signorina dal casuale evento che d'apparenza passeggia,sbuca lui,enfatico sazio,competente a pieni giri d'attrazioni furtive:soggioca bastardo,più con ammirazione d'introfulazione psico-accavallata che bravi sghignazzamenti da scena di terrore a galla,rimanendo indifferente all'uscita del luminoso tunnel d'acute travisazioni assillate..
evitato e temuto
esaltato soltanto nei sogni muti
Sconosciuto e adorato in silenzio
mai confessato
Indicibile amore
Tormenta e rinfranca
nei giorni bisognosi di fiabe
che inventano vite diverse
percorrendo le solite strade
con un sorriso nel cuore
Corre la vita
turbinio delle ore
lavoro non da respiro,
famiglia, che occupa
ore scivolano nell’oblio.
Sogni rinchiusi dietro
a palpebre socchiuse
respiri silenziosi
che paiano singhiozzi
soffocati d’amori tormentati.
Nascere crescere nella consapevolezza
da percorso già scritto tempo,
incurante dei sogni dei desideri,
lotte per ottenere diritti
che dovrebbero appartenere
da sempre.
Un muro d’ignoranza,
che corre su un filo
da un continente all’altro,
veli che coprano un viso
solo occhi ardenti
che gridano libertà.
Volti scarni di un continente
che conosce morte e odio
una madre d’africa
che tace ma il suo
silenzio è un grido di dolore
per il figlio che muore
di fame, di malattia e d’odio,
Un corpo minuto
tradizioni secolare
obbligate ad avere
solo pochi figli
è maschi, una figlia sciagura,
occhi a mandorla
che gridano il diritto
di amare e ogni figlio e ogni figlia.
Volare come donna
come amante
come figlia,
come madre
volare sognare
vivere con la forza
che solo tu donna
che solo noi donne
sappiamo d’avere
MARZIA ORNOFOLI
08/03/11
l'eterna promessa
A te che hai colpito
a morte un amore
con un gesto compiuto
senza consapevolezza
ma che fu la causa di troppo dolore.
Eppur non riesco a provare rancore
e ancora sgorga amore dentro di me
poiché tutto fu frutto di fragilità
per questo ti amo: sei più infelice di me.
Colori di abiti appesi animati dal vento
Voci di donne
Grida di bimbi
Nuvole tagliano il cielo di maggio
Lentamente si svuotano strade
Stanchi ambulanti ripongono merce
E' l'ora deserta
Il vuoto avvolge gli ultimi banchi
s'allunga su scorci di solitudine
Il silenzio ingoia passi affrettati di donna
Fermo immagine di un ciclico rito
Vorrei, possedere più pazienza
perdere parole nella sofferenza,
riversare negli sguardi, la passione,
riposare, nei silenzi della tua ragione.
Vorrei, vivere nelle tue vesti,
calcar le orme, dei tuoi gesti
provare a essere, fragile mimosa
immaginarmi sovrana e sposa.
Colmar, vorrei le stagioni da DONNA,
come rosa, dal profumo che non inganna,
esser oggetto di Poesia e …Madre
dal gran vigore, tra immagini leggiadre.
Semplicemente e fortemente,
per un istante, vorrei esser DONNA.
Odio l’alba ingenua
Sfogliar margherite
Baciare serpi
Sfoltendo rimpianti
Disprezzo le stelle
Scheletri del buio
Anime del cuore niveo
Che trafora l’imbrunire
Disdegno l’oceano
Dove balla la solitudine
Cantici ignorati
Cintati lontano dal battito
Mi reco in letargo
Destatemi a carnevale
Tra i sussulti e le risate
Muoia spleen per un dì
mentre noi due balliamo in un universo di normalità apparente.
Taci mentre il clavicembalo continua a suonare in quell’ambiente,
un sapore di neve e di sangue imperversa nelle mie vene,
insieme al colore nero, morte e distruzione regnano “emisfericamente”
la tua mente e il mio corpo. Non c’è corrispondenza.
Io potrei odiarti come potrei non amarti.
Ogni lacrima che versa il vento, tu riesci a farla diventare sangue rappreso.
Hai un potere oscuro, conosci la tua vita, conosci la mia vita, in parte.
Non sei di proprietà del clavicembalo, sei proprietà del balletto.
Apparentemente un tango, ma cantato.
Ho paura della tua nobile veste.
Ti versi un cucchiaio di acqua di rose, ne intingi il tuo dito e lo porti sulla mia bocca.
Mentre la musa Tersicore si appresta a farti ballare in un movimento liscio, ben definito, io mi verso negli occhi dell’assenzio per assaporare il dolore. Sai come sfidarmi, ma io non mi lascerò abbindolare dal tuo fascino.
Cogli il tuo fazzoletto caduto in basso, forse sarà l’ultima cosa che
riuscirà a fare il tuo povero corpo, ma quando io prenderò il sopravvento nel tuo cervello, ogni tuo meandro e ogni tua vena sarà mia.
Ogni goccia di sangue, ogni tuo difetto, ogni tua sensazione sarà mia.
Fammi vivere l’incubo di essere te. Non vorrei essere nei panni del vento.
Povero vento.
Dagli un’altra possibilità per vivere, non farlo piangere.
Ti prego.
Aumenta i passi, aumenta la voglia.
Un’esplosione e poi il sangue cola veloce dal tuo occhio fino al tuo braccio.
Che Tersicore possa farti capire con il tango ciò che vale la pena vivere.
Il vuoto imperversa nella tua stanza.
Il vento piangerà ancora di più.
A noi,nudi e scaldati di silenziosi capacismi,urlano imperfetti di sinottiche trasparenze,sprofondanto travagliate preziosità,coprendosi nella gelida nebbia con franche radici assetate del magistro terreno umido di fatiche sol sincere.
A noi, sazi di morsi sclerati,vaghiamo come elfi sovrani nella nostra reggia foresta di un anno insieme,incontaminata,radiosa,fatata accresce aurea,all'ombra del viscido paesaggio elegante di pezzenti perbenismi.
A noi,che brindiamo sghignazzanti,menomale, di fanciulle riconcilliazioni,inebriati sediamo sulla riva del virtuoso e quiete laghetto,nutrito da impetuose sorgenti di bruciate e pure passioni.
Quanto, e ancora tanto c’è di te
nel lento scorrere della mia vita
ormeggiata a margine del tuo cielo.
Quanto lontana la tua mano
prima ad un passo dal mio cuore?
Ci sarai e saremo ancora
non soltanto le orme vuote
d’un alba alla deriva
Ma il vento che si fa respiro
sfumando nei colori della malinconia.
Domani, forse - avrà i tuoi occhi
il mio mattino
L’azzurro che mi sfiora,
anche se non ti vedo
Domani, saremo cielo e nuvola
E pioverà amore,
dai miei dentro i tuoi occhi.
men che non si dica,
intrappolato glaciale abissi stellari
ma proprio per questo
non fin troppo lontani.
Un indaco bagliore
se pur neraceo andante
rupper un'ipnotico silenzio
ambasciatore acortese d'esistenza.
Ma se proprio volar devi
quel silenzio,nell'incredulo
gia fertile terreno al maggese,
disciolto come zucchero
in radiante ma anche essa proibita
soave linfa che d'esistenza tacque.
… appare sconvolta la signora delle stelle
ha troppo usato il suo cuore per amare,
sei tu dunque tutta da rubare
questa sera al chiaro della luna?...
Sei la signora delle stelle !
Che indossa l'abito di gala,
per dar luce ai tuoi pensieri
ai tuoi occhi spenti che riflettono sul mare,
a far rivivere di nuovo quella emozione
che un tempo fu magia …
… sei tutta da bere donna !
In due coppe di champagne,io e te soli,
mentre il violino suona emani i tuoi sospiri
i tuoi profumi naturali di femmina virile
di una santa che al capezzale attende …
…. tanta è l'allegria che esalta il sentimento:
Un passaggio bello della vita è arrivato,
non scordarmi vita mia
io per te ci sarò ancora …





