E sì, c'hai ragione, sono un coglione,
ascrivo mie colpe al resto del mondo
quasi ciò bastasse a rendermi tondo
se quadrato o rombo fu formazione.
È soltanto un'ottica aberrazione
che mi fa sembrare più furibondo
quando in confusione netta sprofondo
per un chiacchiericcio a ripetizione
che rimbomba in testa mentre tentando
sto di accomodare un altrui problema
e il brusio noioso va martellando.
Certo una reazione del tutto scema
che il disagio va pure incrementando:
d'esser io coglione prova il teorema.
09/04/2024
Sempre quando
Meno me lo aspetto
Con quel sorriso
Ammaliatore
Rimango legato
Alle incertezze
E non mi bastano più
Le parole
Per stringere la pace
Con i miei sentimenti
Un giorno si
E un giorno no
Sono lì
Accanto a te
Col pensiero del vento
Sono lì
Ad attendere quel volto
Poi mi chiedo
Come al solito
Perché lo faccio
E le domande
Permangono
Mentre le risposte
Tardano
E nel mio cuore che pulsa
L’anima brucia.
Petali d’anima
scrivono ai tuoi occhi
rapiti da un cielo d’inverno
ed allora esisti in questo eco,
in questo solstizio di vento
firmato dal pensiero.
Bozzetti di cuore
scaldano risiere d’orizzonte
come lanterne di brina
un campo di girasoli
e ti aspetto in un desiderio,
in questo uragano d’eterno
che ci stringe in una sera:
nevicami accanto
ora che son pianto di battiti
sazio dei tuoi sguardi.
La mia solitudine sto sconfiggendo
restando a parlare qui tutto solo:
rincuoro me stesso sempre mentendo
ma tutto in silenzio, da bombarolo
che in grande segreto va ripetendo
il piano esplosivo e poi fuga in volo.
In fondo capisco che sto facendo
progetto che vale men d'un fagiolo.
Perché per riuscire occorre esser forti,
combattere, urlare come dei matti,
non pirla falliti simili a morti…
Io non ho più numeri ben adatti
a far da efficaci e saldi supporti:
ho perso e riperdo dicono i fatti.
08/04/2024
Per volare
Ma dubitava di se stesso
Ininterrottamente
Era sempre stato un tipo difettoso
Fin dal principio
Ogni giorno
Lottava per ricominciare
Una vita indecorosa
Volava e cadeva
Cadeva e volava
E intanto pensava
A quel fragile timore che coglie
La maggior parte delle persone
Non riuscire più ad avvicinarsi
Alla luce del sole
Che dolore
A volte farneticava
Per il battito d'ali di una donna
Dolce
Inarrestabile
Ansimava per quel libero arbitrio
Nell'aria della notte
Dove il mondo nascondeva
I suoi peggior difetti
Sotto un manto di indefinibili stelle
A cosa serviva volare
Nell'imperturbabile scintillio del tempo
Se non poteva condividere
Il suo corpo
Con l'anima di un torbido desiderio
Avrebbe voluto piangere
Ma il silenzio era così forte
Da opprimere qualsiasi intenzione.
mentre la salsedine stria il tuo viso,
dici che quel mio sentiero
è solo un' immensa prateria.
So che non vedrai dai miei occhi,
allora seminerò gelsomini
ai margini d'un sogno
affinché tu lo possa sentire
e ti verrò a cercare tra i vuoti delle tue paure
facendoti scudo con le mie.
Ma ora distanti
in questo tempo che sgretola
quel ch'è stato,
vagheremo imparando a lasciar andare,
imparando a morire,
per poter nascere ancora!
Ed è qui nel respiro del primo pianto
che si farà forte l' odore
della prima - vera
E ti disegno in un raggio di luna
perché sei cicatrice di sguardi
che bacia il mio esistere
come un firmamento di battiti
fiorito fra le nostre mani.
Così, sull’uscio del mio cuore,
si sbottona l’anima mia
mentre il cielo,
violino infuocato di solitudine,
riposa in un abbraccio
quando anche l’universo
s’accoccola nel nostro destino
come pioggia di girasoli
intinta in un diario di stelle.
nel labirinto astruso
dei contrastati desideri
tra le insidie celate del web,
solerte si annidava
simile a un raffinato cacciatore,
l'illusione di un amore platonico!
Una perfida apparizione ingannevole.
Nutriva l'anima di sorridenti sogni
in gemme di speranze negli sbocci
di quel malinconico autunno,
sospesi tra le distorsioni
delle immagini che pian piano
che quel qualcuno tesseva
nella trappola di vento,
e l'irrazionalità delle parole
che come navi da guerra
partivano per colpire il cuore!
Sul palcoscenico del social network,
sbocciavano colorate emozioni
come una interminabile fila indiana,
come bei fiori di plastica
in un giardino di cristallo,
innaffiati dai veri sentimenti
ma illuminati da luci artificiali
che offuscavano la cruda verità,
con le loro fragili illusioni!
In quel oceano di false
approvazioni e condivisioni,
nasceva un connubio passionale
dall'intensità di un fuoco di cerino,
costruito su messaggi enigmatici
e belle emoticon criptiche,
che celavano l'intimità
e la pura essenza di chi erano!
Ma in breve quel sogno
si tramutò in un crudo incubo!
La maschera si scioglieva
tra i battiti della tastiera
al calore delle contraddizioni,
e la verità si rivelava nelle espressioni
più recondite dell'anima bugiarda,
scavando ferite profonde nell'anima,
tradendo la fiducia e l'innocenza!
L'amore platonico si svelava
per ciò che era e non era affatto!
Un'illusione in trappola,
un inganno subdolo e malevolo,
che privava l'anima e il cuore,
lasciandolo solo annegare
nel dolore e nel disincanto!
E così la bellezza virtuale
si dissolveva come vapore,
come effimera illusione
nell'abisso gelido della realtà,
dove la verità risplendeva
in tutta la sua verace intransigenza!
E quell'amore platonico
svaniva nel nulla,
come un miraggio sbiadito all'alba,
lasciando solo lacrime
e orme di rimpianti.
Sulla sabbia del luttuoso silenzio
ai bordi del mare della tradigione,
dove onde di lacrime continuavano
a cancellare quei segni inobliabili
in altre notti da raccontare,
a quei tasti della artificiosa vita
che come neofita confida
come fede da coltivare
per un pugno d'amore,
nella caparbia continuava
a scrivere nuove avventure
alla smodata ricerca
di un nuovo porto dove approdare,
poiché l'alchimia dell'anima
non svanisce nel tempo,
come non svanisce
neppure il tarlo del vizio.
Non ci siamo mai mossi
se non per quei pochi millimetri
che a volte separano le nostre labbra
e per l’attrazione dei nostri occhi
prima di stringerci e fiorire
in abbracci che limitano a noi soli
una rispettosa, bruciante appartenenza.
.
Eppure dal nostro piccolo spazio
abbiamo costruito nuove galassie
dato respiro a individui originali
che ci perpetueranno in piena libertà
nati così saggi per amore e follia.
.
Non è forse questo il mistero
che ha permesso che da un fuoco,
unico nel suo ribollire universale,
tutte le potenzialità si riunissero
per poi separarsi per un nuovo gioco?
.
E la scienza cos’altro è se non
passione, amore e follia allo stato puro
in un approccio senza alcuna certezza
ed anche senza un tempo-spazio
dove alcune nuove geometrie vivono
e che gli amanti riproducono in ogni attimo?
.
Mi chiedi se andremo ancora per sempre?
.
Non lo so, ma possiamo provarci
se, intanto, ci prendiamo per mano.
Ricordi la notte
in cui il cielo stellato
ci rubò promesse e desideri?
Quando sconosciuti,
sentimmo l'amore
accarezzarci piano.
Fu tutto chiaro
in un istante.
Luminoso e intenso,
non ci fu un bacio,
un abbraccio o una carezza,
ma solo stelle,
a fare di noi l'immenso.
Usciva dal tepee, fiera,
e guardava negli occhi il tramonto.
Quando il sole le regalò l’ultimo spicchio,
Raggio di luna accennò un sorriso.
Nell’ora scandita tra il giorno e la notte
pose sull’erba una peonia smorta.
Io vidi luce sul suo volto addolcito
e mi accorsi che si inchinò alla luna.
Le anime si riconoscono tra di loro
attraverso le vibrazioni, non attraverso l'apparenza.
Impara la tua arte
e mettila a portata.
Quella passione che avvolge
e non ti fa sentite
il rumore del tempo
e neppure
quell’essere di passaggio.
Sai, la vita
che abbiamo trasformato
in un campo minato
trattiene a stento
comunque meno
se al tuo posto hai radicato
per fiorite primavere
e fortunate estati
in raccolta dei frutti
d’autunnali ambizioni
e rifugio d'inverno.
Pronto a partire
come tutte le mattine
per il monte degli ulivi.
Vado a salire
ho con me tutte le spine
dei sentieri su pei clivi.
La croce aspetta
erta dritta in mezzo a tante,
per sfigati tutti in coda…
Ma che disdetta:
resto solo oltre il tornante,
c'è nessuno che m'inchioda.
08/04/2024
Mi perdo sempre
Ogni giorno
Ogni istante
Dicono che
Non bisognerebbe
Mai
Volgere lo sguardo
Al passato
Dicono che
Ogni lasciata
E’ persa
Dicono che
Non c’è amore
Senza inganno
Allora io
Sono nato
Per morire d’amore
Per ricordare
Quello che
Non posso dimenticare
Per sognare
Il tuo ardore
Quel desiderio
Irrinunciabile
Che avvolge i miei sogni
Ogni notte
Come una stella cadente
Sono un nostalgico
Sono il passato
Destinato a naufragare
Nel mare del tempo
Mentre tu vivi.







