Chi vive accanto
A un'anima speciale
Sopravvive allo spirito
Della gioia e del dolore
In ogni anfratto dell'universo
Non potrei aggiungere altro
A chi sa sorprendere
Ogni respiro come il vento
Quando giunge inaspettato
Sulla pelle di un corpo desiderato
Rendendolo partecipe
Della gioia che può contenere
Un cuore vivo per sempre
Immerso nella luce del sole
Riscaldando le fondamenta
Di una casa in cui alberga
Sempre e soltanto il freddo
Non potrei aggiungere altro
Se non un bacio lontano
Quanto l'esilio immenso
Come lo sbaglio di essere nato
E qui mi fermo e mi arrendo
Perché non posso
E non voglio dire altro
Al muro che mi sta accanto
Testimone dell'oblio che avvolge
Inconsapevolmente
Le sponde insormontabili
Della mia futile ragione
Ma il sogno continua
Oltre l'ignoto di uno sguardo lucente
E nell'aria respiro il mio amore.
A un'anima speciale
Sopravvive allo spirito
Della gioia e del dolore
In ogni anfratto dell'universo
Non potrei aggiungere altro
A chi sa sorprendere
Ogni respiro come il vento
Quando giunge inaspettato
Sulla pelle di un corpo desiderato
Rendendolo partecipe
Della gioia che può contenere
Un cuore vivo per sempre
Immerso nella luce del sole
Riscaldando le fondamenta
Di una casa in cui alberga
Sempre e soltanto il freddo
Non potrei aggiungere altro
Se non un bacio lontano
Quanto l'esilio immenso
Come lo sbaglio di essere nato
E qui mi fermo e mi arrendo
Perché non posso
E non voglio dire altro
Al muro che mi sta accanto
Testimone dell'oblio che avvolge
Inconsapevolmente
Le sponde insormontabili
Della mia futile ragione
Ma il sogno continua
Oltre l'ignoto di uno sguardo lucente
E nell'aria respiro il mio amore.
2 commenti
Sarà capitato anche a voi certamente,
Di andare in ospedale in passato o di recente,
Fare magari un prelievo al mattino,
E poi avere alle nove un certo languorino.
Proprio all'uscita della sala accettazione,
Si sente inebriante un odor di colazione,
Poi essendo a digiuno dalla sera precedente,
Tal profumo si amplifica nella tua mente.
Vai diritto in cassa a fare lo scontrino,
'per favore un cornetto e un cappuccino',
Con il pezzo di carta in dotazione,
Ti rechi veloce al sospirato bancone.
Ecco servita in men che non si dica,
La brioche con cioccolato condita,
Lo stomaco torna al suo livello normale,
Esci sazio e soddisfatto dall'ospedale.
Di andare in ospedale in passato o di recente,
Fare magari un prelievo al mattino,
E poi avere alle nove un certo languorino.
Proprio all'uscita della sala accettazione,
Si sente inebriante un odor di colazione,
Poi essendo a digiuno dalla sera precedente,
Tal profumo si amplifica nella tua mente.
Vai diritto in cassa a fare lo scontrino,
'per favore un cornetto e un cappuccino',
Con il pezzo di carta in dotazione,
Ti rechi veloce al sospirato bancone.
Ecco servita in men che non si dica,
La brioche con cioccolato condita,
Lo stomaco torna al suo livello normale,
Esci sazio e soddisfatto dall'ospedale.
Mi scavi e mi scarnifichi
Come una mano di acqua marina
Nelle rocce
Succhi la linfa vitale dal mio collo
Come un'ape sbarazzina
Fa col miele dolce
Con mano musicale pizzichi
E poi lasci le mie corde a mollo
Con chirurgica passione mi scruti le viscere
Lasciandoci appassire, bruciare, ricrescere
La nostra giovane vita passa
Per tutti i nostri floreali stadi
E sui tuoi capelli ondosi e radi
E sulla tua carcassa nera, bianca e rossa
Quando i corpi sono immersi nella fossa
Potrà l'eterna luce svegliarli?
Quando i sepolcri sono ormai pieni di fiori
Potranno i morti destarsi in gloria
Con una nuova carne?
Con le ossa ormai calcaree, bucate e calcificate
E col dolce ombelico che cessa i suoi
Fertili odori, senza umidi respiri dai nasi
Senza più una bocca da sfamare
Di dita e di saliva
E senza seni, capelli, gambe, braccia o faccia
Potrà uno spirito mormorare ancora
E fuggire da questo corpo corrotto
Morto e annegato in mare?
Come una mano di acqua marina
Nelle rocce
Succhi la linfa vitale dal mio collo
Come un'ape sbarazzina
Fa col miele dolce
Con mano musicale pizzichi
E poi lasci le mie corde a mollo
Con chirurgica passione mi scruti le viscere
Lasciandoci appassire, bruciare, ricrescere
La nostra giovane vita passa
Per tutti i nostri floreali stadi
E sui tuoi capelli ondosi e radi
E sulla tua carcassa nera, bianca e rossa
Quando i corpi sono immersi nella fossa
Potrà l'eterna luce svegliarli?
Quando i sepolcri sono ormai pieni di fiori
Potranno i morti destarsi in gloria
Con una nuova carne?
Con le ossa ormai calcaree, bucate e calcificate
E col dolce ombelico che cessa i suoi
Fertili odori, senza umidi respiri dai nasi
Senza più una bocca da sfamare
Di dita e di saliva
E senza seni, capelli, gambe, braccia o faccia
Potrà uno spirito mormorare ancora
E fuggire da questo corpo corrotto
Morto e annegato in mare?
Ottave di settenari rimate in schema ABABABCC.
Mi manchi amore mio.
Il tuo vocale ieri
ridotto ha il brontolio
dei miei grigi pensieri
con un “esisto anch'io
in mezzo a moschettieri
cui porgere un saluto.”
Riascolto compiaciuto.
Son solo sei secondi
ma è proprio la sua voce
che sempre dà profondi
batticuore e non nuoce
ai sogni vagabondi
in cui da tempo cuoce
il mio sognante cuore
per lei pieno d’amore.
L’ascolto e la riascolto
pensando alla risposta
in cui mi son dissolto,
alla mia voglia opposta,
ma son sfigato e stolto
(non è realtà nascosta)
e, mentre mi vergogno,
altre risposte sogno.
16/04/2024
Mi manchi amore mio.
Il tuo vocale ieri
ridotto ha il brontolio
dei miei grigi pensieri
con un “esisto anch'io
in mezzo a moschettieri
cui porgere un saluto.”
Riascolto compiaciuto.
Son solo sei secondi
ma è proprio la sua voce
che sempre dà profondi
batticuore e non nuoce
ai sogni vagabondi
in cui da tempo cuoce
il mio sognante cuore
per lei pieno d’amore.
L’ascolto e la riascolto
pensando alla risposta
in cui mi son dissolto,
alla mia voglia opposta,
ma son sfigato e stolto
(non è realtà nascosta)
e, mentre mi vergogno,
altre risposte sogno.
16/04/2024
Un altro bicchiere
Scaraventato,
in frantumi,
mille frammenti,
pezzi d'un puzzle distorto
Non so quando tutto è iniziato.
Cado, sfinito, osservo quei resti.
Nella dispensa
restano solo bottiglie vuote da
offrire, per ubriacarsi ancora
di dolore, per sentire qualcosa.
Mettiti comoda, porto da bere.
Scaraventato,
in frantumi,
mille frammenti,
pezzi d'un puzzle distorto
Non so quando tutto è iniziato.
Cado, sfinito, osservo quei resti.
Nella dispensa
restano solo bottiglie vuote da
offrire, per ubriacarsi ancora
di dolore, per sentire qualcosa.
Mettiti comoda, porto da bere.
E son solo facce
facce minacciose
facce ambigue
facce coperte di folto mistero
facce che non sanno cosa sia
esser umano davvero
facce anonime
facce tutte uguali
facce che di umanità non danno più segnali
facce oscure come un antro spaventoso
facce che non sanno più fare un sorriso gioioso
facce inselvatichite e non più amiche
facce omologate
facce foderate
facce impellicciate...e
ascelle depilate?!?
facce di terrorista
facce di pirata
piace spegnere il cervello per illudersi di essere bello
Può essere bella una faccia coperta di pelo???
Sul serio, vi chiedo davvero
ma che ci trovate nelle facce impellicciate????
facce minacciose
facce ambigue
facce coperte di folto mistero
facce che non sanno cosa sia
esser umano davvero
facce anonime
facce tutte uguali
facce che di umanità non danno più segnali
facce oscure come un antro spaventoso
facce che non sanno più fare un sorriso gioioso
facce inselvatichite e non più amiche
facce omologate
facce foderate
facce impellicciate...e
ascelle depilate?!?
facce di terrorista
facce di pirata
piace spegnere il cervello per illudersi di essere bello
Può essere bella una faccia coperta di pelo???
Sul serio, vi chiedo davvero
ma che ci trovate nelle facce impellicciate????
Hai mai visto un uomo morire,
Mentre la mano ti stringe prima di dipartire.
Un obitorio asettico al limite della dignità,
Fare da cornice a una vita che se ne va.
Hai mai visto una bara a stretto giro,
Riempirsi di un uomo senza respiro,
Vestito di tutto punto con un nuovo vestito,
Un rosario benedetto appeso ad un suo dito.
Hai mai visto un becchino entrare a passo lento,
Muoversi attorno ad una cassa con fare attento,
Chiudere con saldatura attenta e certosina,
L' amata salma vegliata per ore supina.
Se tutto questo è passato sotto i tuoi occhi,
Sai di cosa parlo e non facciamo gli sciocchi,
Tutto finisce e anche tu lo sai bene,
Siamo solo qui a lenir le nostre pene
Mentre la mano ti stringe prima di dipartire.
Un obitorio asettico al limite della dignità,
Fare da cornice a una vita che se ne va.
Hai mai visto una bara a stretto giro,
Riempirsi di un uomo senza respiro,
Vestito di tutto punto con un nuovo vestito,
Un rosario benedetto appeso ad un suo dito.
Hai mai visto un becchino entrare a passo lento,
Muoversi attorno ad una cassa con fare attento,
Chiudere con saldatura attenta e certosina,
L' amata salma vegliata per ore supina.
Se tutto questo è passato sotto i tuoi occhi,
Sai di cosa parlo e non facciamo gli sciocchi,
Tutto finisce e anche tu lo sai bene,
Siamo solo qui a lenir le nostre pene
Terzine di settenari a rime incatenate ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HIH IJI JKJ KLK LMLM.
Pensavo fosse amore
invece era un¹ … non vale!
Cerca di dar stupore,
mostrati originale:
cosa c'entra il calesse?
Non siamo su un finale,
nemmeno alle premesse,
sol dal mio lato è stato
tutto il grande interesse
mentre dall'altro lato
non dico indifferenza
ma certo non è nato
nulla ch'abbia parvenza
di qualche sentimento
oltre la conoscenza,
non accreditamento
di nessuna speranza,
del resto non fomento
valide ispirazioni
per chi voglia un futuro
ch'abbia soddisfazioni.
Son un brav’uomo, giuro,
ma questo è nocumento
che rende ancor più duro
ogni mio fallimento:
un pessimo partito,
neanche un appartamento,
dai debiti assalito,
inabile al lavoro,
nel cerebro esaurito²
e il cuore col sonoro
di porta martellante
(ferraglia, non cert’oro!)³
che pulsa non costante
forse per ricordare
quanto stia traballante…
Chi mi potrebbe amare?
¹: “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” è un film del 1991 di Troisi ed in quella frase il calesse rappresenta la delusione delle aspettative;
²: ancora non mi è stato diagnosticato l’Alzheimer, ma di certo tanto sveglio non debbo essere, lo si vede dai risultati conseguiti;
³: no, sto esagerando: i pezzi rumorosi dentro il mio cuore non sono di “ferraglia arrugginita” ma di puro Titanio rivestiti in fibra di carbonio; ad ogni modo sbatacchiano spesso in modo irregolare per colpa delle extrasistoli.
12/04/2024
Pensavo fosse amore
invece era un¹ … non vale!
Cerca di dar stupore,
mostrati originale:
cosa c'entra il calesse?
Non siamo su un finale,
nemmeno alle premesse,
sol dal mio lato è stato
tutto il grande interesse
mentre dall'altro lato
non dico indifferenza
ma certo non è nato
nulla ch'abbia parvenza
di qualche sentimento
oltre la conoscenza,
non accreditamento
di nessuna speranza,
del resto non fomento
valide ispirazioni
per chi voglia un futuro
ch'abbia soddisfazioni.
Son un brav’uomo, giuro,
ma questo è nocumento
che rende ancor più duro
ogni mio fallimento:
un pessimo partito,
neanche un appartamento,
dai debiti assalito,
inabile al lavoro,
nel cerebro esaurito²
e il cuore col sonoro
di porta martellante
(ferraglia, non cert’oro!)³
che pulsa non costante
forse per ricordare
quanto stia traballante…
Chi mi potrebbe amare?
¹: “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” è un film del 1991 di Troisi ed in quella frase il calesse rappresenta la delusione delle aspettative;
²: ancora non mi è stato diagnosticato l’Alzheimer, ma di certo tanto sveglio non debbo essere, lo si vede dai risultati conseguiti;
³: no, sto esagerando: i pezzi rumorosi dentro il mio cuore non sono di “ferraglia arrugginita” ma di puro Titanio rivestiti in fibra di carbonio; ad ogni modo sbatacchiano spesso in modo irregolare per colpa delle extrasistoli.
12/04/2024
Un ventilatore grezzo
Spara aria vuota nel silenzio
Pensieri ossessivi
Diventano macchie logoranti
L'inutile esistenza
Deve pagare un caro prezzo
A ogni respiro
L'inesorabile martirio
La pioggia allucinante
Miete dentro l'anima
Sguardi vacui
Che lacerano versi
Urlano sentenze
Barattando l'amore con la finzione
Nel cielo gonfio di inutili promesse
Solitudine e indifferenza
Mantengono intatta la quiete
Tra miliardi di sfumature
Cerco la redenzione
Per ridefinire la luce dell'amore.
Pian pianino arriva con il carretto,
sulla spiaggia avanza sol soletto,
vende indumenti di ogni dimensione,
appar indifferente al solleone.
Sul bagnasciuga spinge le lenti ruote,
ad ogni issata un salvagente scuote,
lascia sulla battigia la sua scia,
come a non voler dimenticar la via.
Tanta e troppa mi sembra la sua mercanzia,
per venderla tutta dovrebbe arrivar in Albania,
ma lo stock a budget è una sua decisione,
magari riuscira' a venderlo in una stagione.
Sta di fatto che ora è fermo davanti al lido,
che qualcun si avvicini non ci confido,
passan cinque minuti e continua il suo cammino,
senza essersi alleggerito neanche un pochino.
sulla spiaggia avanza sol soletto,
vende indumenti di ogni dimensione,
appar indifferente al solleone.
Sul bagnasciuga spinge le lenti ruote,
ad ogni issata un salvagente scuote,
lascia sulla battigia la sua scia,
come a non voler dimenticar la via.
Tanta e troppa mi sembra la sua mercanzia,
per venderla tutta dovrebbe arrivar in Albania,
ma lo stock a budget è una sua decisione,
magari riuscira' a venderlo in una stagione.
Sta di fatto che ora è fermo davanti al lido,
che qualcun si avvicini non ci confido,
passan cinque minuti e continua il suo cammino,
senza essersi alleggerito neanche un pochino.
Sembrerebbe un sonetto a schema di rime classico ABBA ABBA CDC DCD con la particolarità che i versi “A” sono endecasillabi sdruccioli, rimanti in “-òndere”, ma è solo una boutade sfuggita al mio neurone afflitto nel leggere “infondo”.
In fondo siete ormai troppi ad infondere.
Par diventata tutta un'infusione
d'infusi che si mescono in fusione
ed il neurone mio vanno a confondere.
Così si fondono i cosi e rifondere¹
il cataclisma neurale è illusione;
leggendo troppi “infondo” vien magone
che non mi riesce facile nascondere.
Chi infonde fondi senza fondo alcuno
perché frattanto il fondale è sfondato
mi spinge a lacrimare sotto il pruno
ché il sussidiario² ormai mi son scordato
dov'è finito, se ce l'ha qualcuno
dacché le elementari ho terminato.
¹: rimaneggiare, risistemare;
²: uno dei due libri di testo che usavamo nel mio secolo alla scuola elementare (l’altro era il “libro di lettura”); il sussidiario era diviso in svariate sezioni interessanti, c’era anche quella della grammatica italiana! Davvero! C’era!
12/04/2024
In fondo siete ormai troppi ad infondere.
Par diventata tutta un'infusione
d'infusi che si mescono in fusione
ed il neurone mio vanno a confondere.
Così si fondono i cosi e rifondere¹
il cataclisma neurale è illusione;
leggendo troppi “infondo” vien magone
che non mi riesce facile nascondere.
Chi infonde fondi senza fondo alcuno
perché frattanto il fondale è sfondato
mi spinge a lacrimare sotto il pruno
ché il sussidiario² ormai mi son scordato
dov'è finito, se ce l'ha qualcuno
dacché le elementari ho terminato.
¹: rimaneggiare, risistemare;
²: uno dei due libri di testo che usavamo nel mio secolo alla scuola elementare (l’altro era il “libro di lettura”); il sussidiario era diviso in svariate sezioni interessanti, c’era anche quella della grammatica italiana! Davvero! C’era!
12/04/2024






