"Chi visse sperando
morì disperato"
ci va ricordando
quel detto citato
in troppe occasioni
per nostra salvezza
ma noi creduloni
senza sensatezza
ci andiamo a invischiare
in pronti "ti amo"
da non confessare
e poi ne soffriamo
del tutto incapaci
di toglier dal cuore
chi non darà baci
al nostro fervore.
28/04/2024
canzoni, spensierata allegria
di sorrisi bambini, rincorro
farfalle e il vento mi grida.
Sono piccola perla preziosa,
bocciolo di rosa,
che si nasconde dietro ad
un ramo, che ride di gusto
salutando con la mano.
Piroette festose, allargano
gonne corte e preziose,
e giochi di bambola richiamano
il futuro a portata di mano.
Sospiro, imbronciando la
tenera bocca, è ora di andare,
anche il cielo saluta e mi tocca.
Astratta apparenza
per cuori ciechi,
l’abbaglio,
un circo per gli occhi
la caduta
del muro di Berlino
che ha eretto concreta
l’invalicabile muraglia
un confine psicologico
tra girini e rioni
tra dottori e attori
tra artisti e stilisti
tra difese e offese
tra pappa e papà
tra karma e sutra
tra occidente e oriente
per svendere samsara
quello scorrere insieme
mantenendoci a distanza
di un mare di parole.
Con quelle linee di salita,
quei riccioli di campi in fiore,
quei muri a fresco
a circondar le frutta.
.
Le batterie di grilli esperti
nei loro amorosi richiami.
.
Più giù una striscia
d’acqua e gioco
che limita le mie imprese.
.
È il confine
superato il quale
il tempo non torna.
Hai forse anche tu il delirio d'onnipotenza ?
La puzza sotto il naso di chi vuole solo prevalere ;
ma forse mi sbaglio, ne hai la testa piena di illusioni ,
di approcci inutili e conquiste sterili .
ED IO dipingono di rosa le mie albe
Nell'aria il levarsi del vento scuote foglie d'autunno,
porta a me il tuo messaggio ...
la voce rauca, con le tue scarlatte voglie .
Fatti amare baciare sulle gote proibite
corteggiarti come si faceva un tempo...
ovunque sanguina il tuo labbro nudo ,
ove naufragano le paure dei tuoi sogni .
Sai il fiore può sbocciare tra le tue spine
sulla tua pelle freme le bucce di limone ,
può abbellire il palco della tua malia
darti luce ai tuoi occhi e farti terra .
Fatti amare dalla mia vita oh musa
col dolce riso sulle mie ciglia ,
arrossisce le mie guance
scalpita nei fondali di acque chiare .
Fatti abbracciare mentre ti guardo dentro
con l’audacia di un apprendista e il mio amo,
la forza di un bue che ara e semina
mi porta nei tuoi sensi la tua materia grigia .
Fatti amare seme di pianta, germoglio di tempesta
musica di pianoforte mi emani poesia ,
raspo d’uva e mosto dolce
sei il campo sacro della mia fame .
Ma tu, fatti amare se non vuoi restare sola .
Non basta andare a capo a far Poesia,
non basta offender altri a aver ragione,
non basta prender likes a profusione¹
per poter dir d'aver malleveria
a sentenziar d'altrui cor² traversia
sfottendo sentimento oppure azione
di cui per altro non s'ha cognizione
soltanto per servir propria latria³.
Del resto stava scritto in un papiro
che pur tentando d'apparir brillante
prendendo ignari fortemente in giro
sparando luce azzurra luccicante
rimane solo semplice zaffiro
e offender non lo può render diamante!
¹: Per la sillabazione leggasi:
«non - ba - sta - prèn - der - làics - a - pro - fu - siò - ne»;
²: cuore;
³: nel senso di “culto supremo”, quello che un credente dovrebbe riservare solo al dio contemporaneamente unico e trino alla base del cristianesimo e non certo a se stesso, a sottolineare quanto l’egocentrismo di cotal personaggio sia oltremodo blasfemo.
27/04/2024
Senza un "perché"… o meglio senza un "chi"
resto a guardare inerte la tastiera;
troppe domande svuotano la sera
la mente mia che resta poi così…
punti di sospensione messi qui…
la solitudine alza la bandiera
di resa bianca a vita tutta nera
avara a dirmi qualche dolce "sì".
Resto sospeso in mille bui pensieri
cerco di scriver ma… non saprei cosa…
guardo con messa a fuoco sul confine…
muto ci vedo nitide le spine
che non proteggon splendida una rosa
ma traccian scomodi algidi sentieri.
24/04/2024
A piedi nudi
Sull'acqua
Le gambe scoperte
L'orlo della gonna
Oltre il limite
Della ragione
A disegnare
Una parte di mondo
Mentre ad amarmi
Ci pensava
Qualcun'altra
E io a guardarla
Come un perfetto
Fantasma
Senza pormi
Alcuna domanda
E avrei voluto baciarla.
Piccoli mirti nel sottobosco,
color di giacinto teneri frutti,
rossi gioielli tra verdi radure
fragoline fragranti fra gocce di rugiada
nel silenzio fragili, dolci, senza fragore,
profumo inebriante ai piedi del bosco
un lampo, improvviso, illumina un lampone,
rubicondo risplende nel verde smeraldo,
brilla nel bosco con sguardo spavaldo
piccole bacche dall’aspetto invitante
more di rovo ai margini del bosco,
nere fra spine, una volpe e tre galline.
A questa solitudine
mi manca l'abitudine,
il cuore fa da incudine
come ormai consuetudine
per la vicissitudine
priva di gratitudine
d'amare in mansuetudine.
È la mia inattitudine
o meglio inettitudine
che con sollecitudine
mi tolgon beatitudine
davanti all'altitudine
d'amata e l'attitudine
mia verso l'inquietudine
mina la rettitudine
ad ogni latitudine
e ad ogni longitudine.
Pieno d'irrequietudine
senza similitudine
forse scappando ad Udine
dentro una moltitudine
vivrei più in plenitudine.
23/04/2024








