Come potesse
un nubirale in tempofragio
interrompere l'idillio
della terra ferma
a guardare il mare
o dell'occhio del ciclone
che nel sereno investe
per rendersi produttivo
o del vulcano
e la sua lava
o per spegnere l'ardore
soffocar l'incendio
tra corpi in fiamme protetti
dal tempio dell'amore.
Fradicia ma dillo
che nulla, salvo illa
ci può separare.
dei candelabri son li' a presenziare,
un Cristo in fondo sguardo chino,
dal suo alto osserva l'implacabil destino.
La funzione va avanti senza esitazione,
senza alcun segno di commozione,
colui che giace intra legno supino,
era anziano senza figli e poverino.
Ci si alza e ci si siede a ripetizione,
ancora ignoro la cattolica successione,
poi alla fine giunge la celebrazione,
l' impresa funebre si avvicina con discrezione.
Così finisce la vita terrena di ognuno,
spinti su una navata da un ignoto qualcuno,
fuori c' è una fuoriserie che gia' lo aspetta,
al Campo Santo lo accompagnerà senza fretta.
Ho soltanto una nota:
è la nota di sol;
un'apocope sola
ch'è caduta sul suolo
senza vedere il sole
mentre la brucia il sale
come fare egli suole;
s'è bucata la suola
mentre cammino solo.
21/04/2024
Tu abbia da dire
Tra aneliti di sete
E profumi ancestrali
Guardati intorno
Ed esprimi
Il tuo magnifico desiderio
Non serve la notte
O il lume di una candela
Per sognare
E poi diventare
Una stella
Tra miriadi di stelle
Che danno vita al cielo
Infinito e bello
Come l’anima
Di ogni essere
Che piange per la luce
Delle proprie lacrime.
Su di te Su di noi
Non è rimasto nulla
In fondo a quel desiderio
Che arranca nel mistero
Eppure ti vedo ti sento
Come se fossi ancora mia
In un altro doloroso silenzio
Una tempo ci divertivamo un sacco
A rincorrerci come due stolti
Mi piaceva tanto accarezzarti
Ricordi quando mi facevi sorridere
Dai miei occhi scaturivano
Lacrime d'anima
Adesso ci vorrebbe un po’ d'aria
Per allontanare la malinconia
Qualche stupido film
Vecchie pellicole anni ottanta
Un bicchiere di finta acqua
E poi giocare
Facendo finta di parlare
Del peggio delle nostre esistenze
Come eravamo
Cosa siamo diventati
Dopo la pioggia e i petali di rosa
Smarriti nel fiume di sordide stagioni.
Evitando che prenda sopravvento la pigrizia,
Purtroppo un centauro è morto ieri alle otto,
Ha perso il controllo attraversando un viadotto.
L'ambulanza arrivata per volerlo salvare,
Ha purtroppo rilevato che non c' era nulla da fare.
Si leggono le generalità del povero motociclista
Si suppone che in sella abbia avuto una svista.
Lascia moglie e un figlio appena nato,
Che crescerà orfano di un padre in cielo volato,
Le condoglianze del sindaco arrivan puntuali
Mentre si rimarca la strage degli incidenti stradali.
In fondo alla ferale notizia appena vista,
Un appunto dello sciagurato giornalista,
Che informa sull'articolo tutta la gente,
Che dopo il traffico è ripreso normalmente.
Per chi ama le sfide
potrebbe essere orrendo:
lui più va combattendo
più di gusto ne ride;
a me invece m'uccide
quando non sto riuscendo
in qualcosa e perdendo
cerco strade suicide.
Più il problema par grosso
più nel rimuginare
mi ci riesco a incartare
scivolando in un fosso,
trascinandomi addosso
pene neanche ben chiare
mentre vedo scappare
le mie forze oltre il dosso.
21/04/2024
L'amore è solo un farmaco scaduto
di cui da tempo debbo liberarmi:
tutti gli istanti passo a tormentarmi
anche se lei non m'ha giammai voluto.
Dalla spirale sono trattenuto
d'un cuore che continua ad ingannarmi,
il mio, che spinge sempre a emozionarmi
nella memoria d'un banal saluto.
Va ripetendo il nome suo ogni coppia
di colpi del mio cuore squinternato,
poi l’extrasistole ogni tanto scoppia
ed al suo nome “amore” vien legato…
quindi ossessione in fretta si raddoppia…
poi rinsavisco e resto sconsolato.
20/04/2024





