Ti ho aspettata tanto
che quando sei arrivata
non credevo fosse vero
poterti tenere tra le braccia
e accarezzarti di baci.
Sei piccola
e già riempi il mio cuore;
sei tenera
e addolcisci il mio sorriso;
sei simpatica e sbarazzina
come lo è una scugnizza
che è nata a Napoli,
come te;
sei il sogno più bello
di questo tuo nonno.
Per dire quanto mi sei dolce,
non bastano le parole,
che esprimono la gioia,
mia cara Giulia.
… fuori
da questi mondi
di carta velina
… fuori
dalle anime affossate
esasperate
- senza redenzione -
Vi aspetto
fuori dai denti
dentro un sentimento
che mi porta
verso il senso di giustizia
A voi
che concertate
parole vuote
vi aspetto fuori
- fuori dalle righe -
Ho visto il sole in volto
Ed egli mi ha fissato indietro
Che non stavo bruciando
Un viso scarlatto sorgeva dall'urano
Sporgendo da nubi
Timido ma nitido, e intorno a lei
E allora anche io cercai di sporgermi
Per accarezzarla
O stella del mattino
Che infiamma i lombi della volta celeste
Tu nutrirai il campo nella messe
Con la veste lucente che porti
Darai il fiore ai campi morti
Baciami tu coi baci dell'aurora
Tu solo mio calore, corona di oro fino
Baciami
Addio
Questo amore è per te,
ma non lo diciamo a nessuno,
nessuno bada più
se c’è un nuovo amore in circolazione,
e se, con tutto questo amore attorno,
io ti accompagno,
per rassicurarti quando ti avvii a passo lento!!
Un amore non è mai troppo,
nelle difficoltà che incrociamo
ogni santo giorno, ora non dovrai più chiedere,
qualsiasi cosa accada, devi soltanto
voltarti indietro, e troverai la mia gaiezza,
prendere a braccetto le tue delusioni,
non ti sentirai mai abbandonata,
se sentirai il calore del mio cuore,
sentirai aprirsi il cuore!!
Le nostre conversazioni
Quando t'ascolto, le palpitazioni
E co' gli occhi lucidi
E col mio timido sorriso
Per ore e ore t'ascolterei
L'altro dì mi raccontavi
De la tua ultima avventura
Sacra sì, e pur duratura
Ma sepolta ormai, da tempo
E grazie a dio senza più sentimento
Cominciasti a dirmi cose
Ch'io già da tempo sapevo
"Quanto ancor l'hai amato?" chiedevo
E tu "mesi e mesi" mi dicesti
"Ma una cosa non ti ho raccontato"
E lì in cuor mio, mi sentii come
Davanti ad un plotone inginocchiato
"sappi che tra maggio e luglio
Io e lui vedemmoci di nascosto
A casa sua, non avendo alcun posto"
Mentre ascoltavo
Tu, giustiziere, di forza mi prendesti
E, strattonandomi
un coltello al petto mi fendesti
Ed ella continuava
"La tentazione fu forte e
Resistere non potemmo, al che
Il fuoco della passione
Nuovamente accendemmo"
Il milite, senza timore alcuno
A contare iniziò: "uno.."
E mentre in cuor mio sapevo
Che altro non dovea domandare
La mente sadica mi fece parlare
"quante volte accadde?"
Ed ella, come all'unisono col soldato
Rispose: "due..." e più non ha fiatato
E col suo silenzio, il milite lento trafiggeva
Il mio petto innocente, che reo d'amor piangeva
Non contento, l'animo
innamorato più del dolor che d'ella
Una domanda fece, a chiuder la favella
"ti piacque?"
"sì, molto"
E con tale risposta
il milite per sempre chiuse la dolorosa faccenda
A terra caddi, senza spiro
E con me l'immagine della purezza sua
E con l'immagine l'idea che lei mia fosse
E di nessun altro ragazzino
Ma arrendermi dovetti
alla fatalità del destino
Eppur con l'ultima energia corporea
Una preghiera rivolsi al Signore
"se misericordioso sei, dammi una
Possibilità, lascia che io dimostri il mio valore"
E così mi svegliai
con ella davanti che mi chiedea
"come stai?"
E io, seppur impotente e scoraggiato
"bene, non lo immaginavo" dissi
Coprendo il petto mio, pugnalato
A non guardarti e pensar oltre
A resister la grinfia di Amore
A non sentire l'odor dei capelli
Con tanta cura pettinati
Con tanta passione profumati?
Come faccio?
A viver con me stesso
A mentir al mio animo
A non sognarti la notte
Sperando che il mattino
Anche te abbia preso Amor?
Come faccio?
A non volerti accanto
Ad incantato non esser
dalla purezza de' lucenti occhi tuoi
A fingere di star bene e
sopportare del rifiuto il terror?
E tu, come fai?
A farmi sentir libero
Da ogni guaio, da ogni pena
A farmi scordare d'aver una vita
Degli interessi, delle passioni
Che te non sian?
Come fai?
Ad abbracciarmi e non sentire
Il ruggente tamburo
che è il mio cuor
A non veder la realtà
A lungo nascosta
Ma alfine viva e colorata?
Come fai?
Ad essere così bella
E non vederlo
Ad essere così pura
E non saperlo
Ad essere così forte
E non accettarlo?
Quindi dimmi, come fai?
Ti amo, ho bisogno di fornirti ulteriori dettagli,
tu sei l’unica creatura che mi vuol bene,
in tutta questa realtà, voi donne non siete,
tutte uguali, il tuo sorriso emerge
abbondante di sincerità,
nell’immensa marea di diffidenza che devo ammettere
infastidisce e impressiona!!
Ma tu ben sai prendermi, determinata
e perfetta se qualcosa prende importanza
punzecchi fino a quando non intuisci,
che l’hai perfettamente conquistata,
usi tutti i tuoi sorrisi, giustamente per combattere
possiedi sorprendenti sguardi a disposizione,
né contieni e ne fabbrichi all’istante per addolcire,
sino a quando invischiato in simili circostanze
confesso di esser innamorato di te,
e gradisco essere ammesso
fra le tue scelte!!
ci siamo stati tutti
per qualche buona nuova
ad aspettare
nella sabbia dei giorni
tutti
in questi luoghi manomessi
nel puzzle più confuso
sotto stelle fisse
ad aspettare ricomporsi
lucenti selci di civiltà
tutti sospesi ai crocevia
persi nel fumo
un mondo nella testa
e uno strano in terra
intanto si sono scritte fiabe verosimili
scagliandole nei venti
in altri soffi d’albe
guizzi del tempo
difficili da raccontare
solo da cavalcare
amor che ci traversa
in lingua universale
E ancora ti chiamo amore.
Per il gusto di cercarti
per la voglia di amarti e viverti ...
e sfodero dal mio petto i palpiti di follia
la febbre mia scuote l’amata tormentata .
Dal mio cuore l’arma migliore curo …
i profumi dei ciliegi che hai nell'anima ,
l‘ardimento ,per dirti ancora che ti amo ;
l‘audacia di un‘imprudenza spaventosa .
E ti chiamo ancora , amore ! Perché ?
Lemma sfacciata che a te fa paura ,
per due come noi ,i prodigi avventurieri
si cercano nel tunnel dei sospiri .
Non dovrei evocarti !
Attaccarmi all’insensibile delizia ,
l’inottenibile amore che in me scorre
nella sola in acqua di grondaia .
Nelle ombre scure contorcermi !
Abbattermi per non respirare aria ,
in me spezzo rami già morti ;
la storia d’amore di una sola avventura .
Resto a mani vuote
aspetto sempre un tuo saluto …
sconfitto ,lascio a te la preda ;
nel bosco taccio gli echi degli incantesimi .
È bello chiamarti amore !
il primo gennaio sempre puntuale,
un giorno che si passa in compagnia,
mangiando una lasagna in allegria.
Poi arriva piano piano il caffè,
color che ami sempre vicino a te,
l' ennesimo panettone stai per aprire,
il cielo fuori si appresta ad imbrunire.
Passa così un giorno particolare,
in cui tutto intorno appar anormale,
per le strade non ci son neanche i cani,
tutto resterà chiuso fino all'indomani.
La sera poi metterà ordine alle cose,
si tornerà a prender i pensieri ove li si ripose,
ognun riprenderà il proprio destino a trafficare,
con un nuovo calendario da sfogliare.
Buon 2023 a chi anche con i milioni,
di rughe di una vita vissuta,
si ritrova ancora con la voglia
di sperimentare un altro anno,
nuova vita, nuova storia, la voglia sempre
la stessa di riprovarci, il cuore
bene aperto a vista sul mondo!!
È il nostro cuore che si aspetta ancora il meglio,
sa benissimo che dovrà pur arrivare
un anno o l’altro dovrà pur capire
che è ora di cambiare, le creature
chiedono di essere apprezzate,
di essere comprese sia nelle grandi imprese,
sia nelle piccole cose, ognuno ha diritto
di ricevere quello che merita, quello che produce,
ci hanno insegnato che dobbiamo
andare sempre avanti, e strada facendo
potremo incontrare sogni e tutto l’amore del mondo,
che non arrivano mai, intorno c’è solo vuoto,
un vuoto arido, un vuoto inumano!!
che attraversano la steppa
e sette le direzioni della valle
il sole asciuga la terra,
in modo indescrivibile
- un arcobaleno è la terra
ed il sole che la rischiara -
nei contadini fermi al campo
Quanto dolore in cuore sa tacere il vecchio,
che dal finestrino osserva l’ultimo passare
della gente, mai vista prima tanta gente,
tanta confusione proprio al momento,
che si appresta a partire!!
Non hanno nessun senso di familiarità,
nessuna intenzione di rientrare al proprio nido,
nessuna mancanza del calore di un vecchio,
per un anno intero, ha tutti affascinati,
e catturati più delle vetrine lastricate a festa!!
Più dei carretti tradizionali bardati di sorrisi
per non cambiare una virgola alla felicità,
al cuore aperto dei bambini festanti
che si divertono a bussare agli usci delle case,
l’anno vecchio se ne va, urlano festanti,
mentre il vecchio tremante apre le braccia,
per abbracciare tutti, ma nessuno ha più tempo per lui,
nessuno vuol più sentire il suo nome,
al vedere tutti così distanti, raddrizza quel che può
la schiena, recupera un po’ di forze
le ultime lacrime, si avvolge del suo mantello, e si avvia,
l’indifferenza è l’unica cosa che non le riesce sopportare!!
Hai visto i cervi dopo i bramiti?
No - ed i salici divini? Con essi
fanno l'amore, e aspettano
la gestazione. In inverno
le cerbiatte sono in attenzione
ed è la foresta che copre
silenziosa il suo cielo arboreo
- ormai spoglio di verde -
ma irto di spini e bacchetti.
Hai mai visto la foresta d'inverno?
Ed il saluto gentile delle gemme?
Timidamente canto a te
Io guardo alla mia vita
Piccola clessidra
La mia vita è come un mare in burrasca
Di abbassa e si rialza
Che vegli dall'alto dei tuoi monti
Perché il mio Dio
Dalla vastità del mare alle gracili pozze
Stendi la tua mano
Alla bassezza della terra
Mostrati come un faro
E mani che bramano il tuo volto







