Nel tuo sguardo lesse turbamento
mentre di soppiatto t'osservava
della nuova sete fosti contento.
L'interesse tuo lesto si manifestava
un diafano viso taceva pensieroso, forse
una richiesta inespressa attendeva.
Dell' impulso verace lei s'accorse
ma quel vocabolo non s'udiva
e le spalle di proposito porse.
Intanto un cielo grigio s'apriva
lasciando trasparir più chiaro
ciò che la nebbia impediva.
Non potesti fingerti ignaro
dell'emozione non più fugace
esplosa potente come uno sparo.
Vecchi lampioni emanarono luci
sul sorriso tuo impudente manifesto
tra il serio e il faceto ti disse riduci.
Quel pensiero ebbe a finir presto
seppur la lusinga potesse piacere
il corpo ad allontanarlo fu lesto.
Il tuo viso non fece una piega
all'insito ed evidente diniego
non sempre uno sguardo lega.
Allontanò ciò che non convinse
non fu costretta a patire per
uno scialbo e fugace capriccio.
Ora so spiegarmi
le frasi inespresse,
le ferite impresse,
il dolore e le mancanze ereditate,
i volti nei pressi del vuoto,
del questo e del quello
e la dimenticanza
All’incrocio delle correnti
mancasti l’appuntamento
sorprendentemente.
percorrono i miei passi
nel labirinto
del sottobosco.
Chiuso ogni facile
passaggio,
attraverso ponti
di cartapesta
e foglie secche.
La polvere
sulle mie scarpe
di vernice
si confonde con la nebbia
della sera
di un pallido autunno.
Dovrò spegnere
qualche entusiasmo
e rallentare
fino alla prossima sosta
rigeneratrice.
La vetta?
Beh, non ho fretta!
Sto pagando la vita a rate
e non ho interesse
ad aumentarne gli interessi…
Almeno, da questa panchina
vedo gli alberi
vedo il cielo
vedo le cime imbiancate
e vedo la via del ritorno.
Dammi la mano…
Dure, se ne stanno da un bel po’
sugli ultimi fiori ancora resistenti
aspettando l’arrivo dei fanciulli.
Assente è la brezza, c’è poca luce
e il sole che s’intravede appena
è stella di cui si sa soltanto l’esistenza.
I vicoli sanno di rabbie non espresse del tutto,
di silenzi prolungati e di qualche residua preghiera.
Odorano di pane raffermo e patate cicciate.
Il rumore di un trattore sfasciato
scandisce il ripetersi di albe tremule.
Il respiro affannato di un ribelle
si perde tra le maglie di tramonti veri.
Un ombrello comprato per quasi niente,
Era una giornata di sole in quell'occasione,
Sfruttasti una cinese promozione.
Lo riponi poi nella tua borsa marrone,
Per sfruttarlo alla prima occasione,
Che vuoi che sia servirà per poco,
Hai fatto un affare come un gioco.
Una mattina con la pioggia prendi l'ombrello,
Che non ricordavi dall'opinabile color pastello,
È arrivato il momento di testarlo finalmente,
Fiero lo tiri fuori in mezzo all'altra gente.
C'e ancora l'etichetta su di esso,
La togli cominciando ad esser perplesso,
È più leggero di una piuma d'oca,
L' intensità d'imprecazione non è poca.
Ti bagni come in un autolavaggio,
Capisci di non esser stato molto saggio,
Chi poco spende spende di più,
Diceva mia nonna ch'era pien di virtù.
di fornirmi tutto quel bene che deriva dal tuo cuore,
da qui il mio affezionamento,
rafforza questo desiderio di stare insieme,
hai metodi precisi per esprimere
i tuoi sentimenti, inavvertitamente
continuano a crescere, mai mi sarei aspettato
così tanta passione!!
Desidero procurarmi il tuo bene per tutta la vita,
non preoccuparti nella lista del mio cuore,
ci sei soltanto tu, a te l’insieme
di tutte le reazioni del mio cuore,
ricorda lo lascio aperto soltanto a te,
scegli tu per lui, e non perderlo mai di vista,
a te ogni sentimento in mio possesso!!
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Da poeta a poeta, mi ritrovo sempre in amicizia, lasciando che cada poi dagl’occhi un opaco velo, Ma mi accorgo che di tanto altro il dialogo si snoda Partenze e arrivi e saluti e lacrime di tristezza. _________________________________ Ricordi di Cagliari del mese di ottobre del 1966. |
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La bocca bagnata di rugiada,
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e senza i graffi del tiranno tempo
mi sdraio sul velluto dei silenzi
per ascoltare i fiati della notte.
L’ho vista, è vero, a volte molto meglio
con una luna che ora non è luna.
Vestito con il manto inzaccherato,
il cielo bramerebbe non mostrarsi.
È colpa di un bizzarro autunno!
così mi dice, assai rammaricato
di non poter coprir con la sua voce
fragor di tuono messosi nel mezzo.
Intanto che la pioggia fitta scende,
converto il buio in speciale specchio
e conto rughe sulle gote emerse
assieme a quelle impresse sul mio cuore.
La notte m’è pregevole compagna,
potente il suo mister d’essere alcova
per chi maltratta ogni andar del tempo
con i frastuoni d’ìnsensati giorni.
Non ho paura di sentirmi solo
e sulle note di un antico piano
dolcezza porgo alla malinconia.
Non più sgomente, le tre quattro stelle
che forando le nubi mi stanno guardando,
vorrebbero dirmi che mi vogliono bene.
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Antologia “Tra i riflessi della poesia” a cura del Gruppo On line (Facebook) Riflessi di Poesia, pubblicata da Amazon 2022
seguo l'odore del mare, rubo una chitarra e le tue canzoni ti offro tra una risata e un cameriere che ci fa da spettatore.
E giorno dopo giorno anno dopo anno io costruisco ricordi, li custodisco e li navigo.
E tu sempre più bella, auguri amore mio, buon compleanno
In giro se ne va per mezza Milano,
Le sue piccole ruote tutte consumate,
Conoscono bene tutte le fermate.
Dentro racchiude abiti e indumenti,
Con dentifricio e spazzolin da denti,
Un piccolo lucchetto penzola su di essa,
La sua sicurezza la lascia perplessa.
Il suo proprietario appare affaticato,
Una giornata impegnativa avrà passato,
Non risponde neanche al suo cellulare,
Voglia non ha neanche di parlare.
Entrambi poi lasciano la mia compagnia,
Alla loro fermata prendon e van via.
La loro dimora entrambi li aspetta,
Lei segue lui con la stessa sua fretta.
XXXVII
L’inverno triste attesa
ed il freddo ed il camino
il saluto dato al vicino
stamani per il paese
ed è un trovar amico il giorno
splendida la notte di poesia
questa che scrivo è la mia
che concimo come maggese
Inverno freddo ed è la merla
sembra il giorno lontano
quando a sera ci ritroviamo
in famiglia ed era tanto allor
ed ancora inverno brodi grassi
il pollo nel forno che scoppietta
il vino e l’ocra, di formaggio la fetta
nella giovial cascina ove vige amor.
Dentro il cielo
una corona di stelle
si srotola silenziosa .
E’ tempo di comporre un segno
è tempo di dare voce ai pianti
è tempo di pervadere i cuori.
Tutto è perso .
Poi la bellezza avvolge gli occhi
ancora il mare smuove
la terra vibra
le nuvole scrivono
la pioggia lava.
Si limpida il giorno e
una lieve brezza oscilla
alle pareti.










