Tessete, o rondini, esili trame,
quasi il cielo fosse ancora un regno
azzurro e non squallido velame,
come se la vita fosse il disegno
d’un dio saggio e non scarabocchio.
Cabrate agili, sùbiti decolli,
tra fili di vento un nero crocchio,
danza agitata, movimenti folli…
Ed io che ti rivedo nella larva
della memoria, in questi giorni
incrostati, falde bigie di varva,
congedi senza addii né ritorni,
fingo la vita, la farsa consueta
- sorrisi abbozzati, i soliti incontri -
in cuore una pena atroce, segreta,
emozioni in incessanti scontri.
Così, mentre ormai varco il confine
tra il vuoto futuro e il nulla passato,
guardo nella sera le stelle: spine
pungono l’orizzonte desolato.
06-6
E come si può tornare indietro nel tempo fermarsi ad un ricordo e riviverlo se non con la mente?
Risentire le emozioni, le voci, gli sguardi, sentirne persino il profumo... come si può poter tornare lì e fermarsi un pochino...
Ahimè non si può,
Ci sono momenti in cui senza volerlo ci si fa' del male tornando nel mondo dei ricordi... s'affacciano calde lacrime che non riesci a trattenere, mentre il cuore sembra spaccarsi dal dolore del tempo lontano....
Ed intanto il tempo passa,passa, crudele senza pietà per il tuo dolore ...
E devi ritornare al presente ..un presente che non conosci che non ha più emozioni non ha più nulla se non ricordarti che stai invecchiando...
Ma la vita è così... ed è per questo che ogni tanto ci si fa' del male cercando ciò che in passato ti ha fatto star bene e sognare.
e portava capelli punk,
ricci,
folti come un incendio.
Aveva labbra piene,
sapore di frutti rossi,
una promessa che morde.
L’ho incontrato
e lo amo ancora,
non finge,
trasforma,
non mi scansa.
Lo stringo ogni volta
che inciampo,
che non mi presto,
che taccio e rimango.
È condanna
ed è assoluzione.
Sei tu, amore mio,
mi baci,
mi stringi,
mi costringi a restare,
a spiccare il salto,
a volare
ancora
e ancora
e ancora,
con te,
insieme,
verso un luogo
che conosci tu
e riconosce il mio cuore.
Amore.
Sonetto in endecasillabi a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.
È stata anche una valvola di sfogo
per questa vita grigia senza sale
ma rileggendo sento troppo male
vedendo che del nulla resto in giogo.
Lacrime asciugo e faccio un sopralluogo
di quanto resta della prefrontale¹,
cerco capacità residuale
di fare del mio cuore un grande rogo.
Troppo frequentemente il nastro² avvolgo
in insensato e falso ricordare,
soltanto solitudine ne colgo
e del mio troppo a lei stare a pensare
la piena vanità³ vedo e mi dolgo.
Vado a trovare il vuoto in cui scavare.
¹: la corteccia prefrontale del cervello, “implicata nella pianificazione dei comportamenti cognitivi complessi, nell'espressione della personalità, nella presa delle decisioni e nella moderazione della condotta sociale.” (wikipedia);
²: nastro della memoria;
³: inutilità.
03/06/2026
Dentato voli radente
su cuoio capelluto,
ti aggiri sulla nuca
con aria sostenuta
danzi tra ciocche
trecce e riccioli,
sei gentile e sciogli nodi
sulla zazzera te la godi
te la spassi sulla chioma
ti diverti con un ciuffo,
se la testa è tutta calva
sollevi lieve la protesta.
Gli occhi si socchiudono mentre le labbra fanno un leggero sorriso..
Un sorriso d amore.
Rimani lì... assaporando il momento di quel ricordo,vivido...sai che e' lontano... molto lontano...eppure i sentimenti che senti sono reali.
Il cuore batte forte..e più batte più il ricordo si fa forte...
Ed e' come una folata di vento...ti accarezza dolcemente ma intensamente.
Nessuno ti può svegliare , nessuno ti può disturbare...
Sarai tu stesso a doverlo fare.
Con la consapevolezza però che quando vorrai ci potrai tornare quando vuoi..
Che strano però...
Nel bacio dei giorni d’estate
giugno è orchestra di girasoli,
zigomi di cielo sospeso
accigliati sui davanzali,
ceste di fragole e ciliegie,
virgole spensierate di gabbiani,
panni bianchi distesi ad asciugar
fra giochi di bimbo
e vecchie altalene nei campi.
Le strade srotolano risa,
anagrammi d’estate,
voci di scirocco e ventagli,
risacca di salsedine e tramonti.
Strascichi di conchiglie
sconfinano in cattedrali di mare,
gli ombrelloni apostrofano
spiagge di tuffi e lampare,
fioriscono le pagine di giugno
nel bacio dei giorni d’estate.
Sonetto, endecasillabi da leggersi in tonalità a minore, quartine in rima incrociata e terzine in rima invertita ABBA ABBA CDE EDC.
Rimane in ombra il cuore già scottato
che non ha filtri per la protezione,
s’ustiona al sole senza che Ragione
riesca a spiegargli che sempre ha sbagliato.
Tutte le volte che lui s’è tuffato
nel mare calmo con quell’illusione
d’andar del sole in chiara direzione…
poche bracciate e poi quasi annegato!
Salvato a stento prima di morire,
trainato in spiaggia in lacrime a guardare
un orizzonte sempre più lontano
forse ha capito d’esser troppo nano
e all’ombrellone è meglio riparare¹
stando in silenzio con vano² soffrire.
¹: rifugiarsi;
²: inutile, improduttivo.
02/06/2026




