Decasillabi anapestici° organizzati in quartine con strana struttura rime: ACCA BDDB ABCD EGGE FHHF EFGH. Senza un perché, giusto per non impaludarmi nei soliti sonetti di endecasillabi a rime incrociate e alternate.
Se venisse l’amore a cercarmi
riferitegli ch’è troppo tardi:
che non sprechi vampate e petardi,
non potrà più di nuovo ingannarmi.
Solitudine resta sì triste
ma più triste risulta illusione;
vado a farmene buona ragione
tanto il cuore oramai non insiste.
L’esperienza ha provato a insegnarmi
non esistere strade né piste
da seguire sognando gli sguardi
che riuscivano a darmi emozione.
Non ho nulla da offrir di concreto
al mercato inerente la vita:
messo all’asta, risulta fallita
col valore più o meno di un peto.
Resto al monitor senza parlare
mentre aspetto una nuova schermata:
scrivania¹ pienamente oscurata,
mente spenta ma resto a vegliare.
Non m’illudo e alle lacrime vieto
di sfuggirmi e tastiera bagnare…
quanto è stupida questa mia vita…
ma proviamo a passar la nottata.
°: cioè versi con l’accento principale in 9ª posizione e quelli secondari in 3ª e 6ª;
¹: il “desktop” dell’ambiente grafico del sistema operativo del computer che raccoglie i miei scarabocchi, ho già fatto “Arresta il sistema” e resto a contemplare il nero.
08-09/06/2026
Collidono gli accenti, si smembra
la verità che l’incoscienza nega.
Il mondo adesso è quel che sembra,
un incubo malvivo, una piega
nel tempo dove il buio s’assembra.
Il nodo della sorte non si slega,
se ricuci i tagli sulle membra,
mentre il rasoio del sinibbio sega
il cielo. Felice chi non rimembra,
chi al sogno sanguinario non si lega.
Dimentica che cosa ci fu tolto,
distogli gli occhi da occhi senza volto.
06-06
Sil. 1-4
racconti di dame violate,
sono ceneri nascoste
dentro gelide stanze.
Tra immensi dolori
di svariate nature diverse,
sono petali di cuori spezzati
caduti nel vuoto, dispersi.
Tra passioni infuocate
di tradite speranze
di tanti amori nascosti
s’accendono ire represse.
Ne è rimasto un triste ricordo.
Si raccolgono i cuori incollati.
Si vivono nuove speranze..
è uno spiraglio di fievole luce.
Quella dolce tristezza di un qualcosa di lontano , di non preciso...ma so che è un ricordo.
Vorrei sentire sollievo mentre m' immergo in questo abbraccio di sensazioni .
Il sole oramai è calato ed i lampioni piano piano s' accendono con quella fioca luce che mette malinconia...
Un vecchio passa in bicicletta...lento...con calma và verso casa....
E m' accorgo che è già buio....ed il mio sguardo è lontano....
Troppo lontano....
Sonetto di endecasillabi a maiore sdruccioli a rime incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine ABBA ABBA CDC DCD.
Non mancano i traguardi da raggiungere;
manca la forza per tornare a correre.
Né vedi più la traccia da percorrere,
né sai quale ingranaggio sia da ungere.
La vita senza petali sa pungere:
non trovi guanti cui poter ricorrere,
disinfettante che possa soccorrere
o altro che da sollievo possa fungere.
Ripensi al mare e alle onde che là fuggono
mentre guardando gli occhi restano umidi
immersi nei ricordi che distruggono.
Ti volti indietro e scogli paion fumidi¹,
gocce di brina che nell’aria sfuggono
e ancora indugi sui polpacci tumidi.
¹: nebbiosi.
08/06/2026
di una terra ferita
sorge un tremito
che disarma la guerra,
palmi dispiegati
come braci indomite,
sguardi incandescenti
che rifiutano la resa.
Tra rovine e silenzi infranti
la pace non implora,
germoglia, resiste,
radice ribelle
nel profondo del cuore umano,
forza che ricuce
ciò che il dolore divide.
L’umanità è una fiamma
che non vacilla,
oltre confini,
paure e ferite,
scelta severa,
coraggio essenziale,
l’atto di restare
quando l’odio chiama.
È pane condiviso
contro la fame del mondo,
una voce che squarcia
la notte più oscura.
E allora il mondo
trema e si trasforma
in un unico, possente battito.
nel tuo più profondo recesso,
il luogo nascosto
dove quel dolore, intriso di tristezza,
si nasconde.
Sollevi lentamente
il polveroso tappeto della tua memoria,
dove fotogrammi di te dondolano,
appesi a leggere ragnatele.
C'è così tanto
sotto quel tappeto mnemonico.
Eppure,
quel dolore che distrugge
ha trovato un luogo,
forse invisibile.
Ti aggiri
tra le circonvoluzioni che la tua scatola accoglie.
Ma niente.
Nulla che sia dolore
naviga nel liquor che tutto circonda e protegge.
Lo troverai,
forse,
un giorno;
ti aspetta, sanato, sull'uscio della felicità.
svelano il mondo celato nel bianco,
scendono lievi come un sottile velo
tra luce e rigore,
bianche promesse che il sogno ha dettato:
non sono soltanto un vezzo d'amore,
Guido,
non veloce.
La superstrada si allunga
come un assolo infinito,
Tom Morello che graffia l’aria,
Tom Joad che ritorna
in un loop che corre
accanto ai guard rail
che sembrano guardarmi,
spingermi verso di te.
Non lo sai,
ma sto arrivando
alla costa est del mio sogno,
ieri immaginata,
oggi reale.
Guido
mentre il sole apre gli occhi
e la chitarra urla
la passione che mi attraversa,
che mi scompone,
che resta nella carne
e nell’anima che cede:
è il tempo della resa.
Poi il mare,
il ponte lucente,
l’odore di sale
in quel luogo nascosto
solo ai distratti.
Controsole
la tua figura.
Mi vedi,
ti vedo.
La chitarra tace,
accoglie gli applausi
di questo incontro
di chilometri
di attese
di strappi e ritorni.
Spengo.
E si accende
l’amore.
Seduto su una sedia mezza sgangherata di un teatro abbandonato..
La poca luce che filtra mette in evidenza la polvere che volteggia ... mescolata all'odore di tabacco.
Il cuore gonfio e pesante come il sipario verde alto fino al cielo..
Mentre una lacrima scende dal viso...
Nessuno lo vede , nessuno lo sente...
se non i fantasmi che recitano una vecchia storia a lui sconosciuta...
Ed è lì ..solo ...perso...
Illuminato da poche candele... che ancora ardono per quella passione oramai perduta.





