Ci venderemo le mogli senza farci i milioni
quattro scatti in lingerie e dieci senza
in diretta per quattro gatti, l’ego che si rafforza
gli amici saranno migliaia, come dire nessuno
se ci ordinassero di parlare mezzora con ognuno, dico
che non ci basterebbe una vita intera. Però è fico
stare sulla bocca di tutti, poi se a qualcuno
non sta bene che s’inginocchi pure sulla terrazza
del palazzo in costruzione nella periferia di Cosenza
li non c’è anima viva che gira di notte tra i condomini.
Eppure amica che mi leggi dall’altra parte dello schermo
c’è una metà che parla e l’altra che tace, quale
non so dirlo, le immagini scorrono veloci
come venti soffiati in un imbuto, che acquistano calore
col soffio delle parole, ciò che è stato muto
ora parla la lingua del futuro di fianco e a lato
del tempo rallentato. Puoi vederci il cielo e il colore
delle azalee, l’alba in un buongiorno, le croci
infinite del cuore lenite da un unguento, il sale
evaporare dalle acque e gli uccelli volare in stormo.
L’immaginazione nel ritmo della dita, infinita
come può esserla se liberata dal tappo del dolore
che ci ha stretto e impolverati alla rossa cenere
del vulcano in eruzione. Anime libere in corpi
imperfetti che tramontano tra le rughe di un cielo
vermiglio. Vedremo altre stagioni, qualche gelo
il caldo d’agosto e le nebbie delle valli, le alpi
e il mare a ridosso dell’Africa. Venere
sarà bassa all’orizzonte, che importa se il cuore
riposa, se ciò che pulsa è l’essenza della vita.

Commenti
Se qualcuno ascolta o conta, se qualcuno canta e non incespica nel tramestio del nulla a cui a volte ci si abbandona, allora forse una poesia sarà ascoltata e amata, come certe cose che accadono dentro e fuori, il lato sarà scoperto e riposte come risposte rime e paure, cadranno dentro le speranze.
In fondo ogni cielo ha un nome, tocca solo scoprire quale lettera ci è stata assegnata e inserirla nella casella dell'arrivo, un punto fermo, un dado, un tappeto a caselle distanti e aperte agli occhi, dentro, puoi trovarci le primule, sono loro che colorano le primavere, prima ancora che nel cielo un bambino disegni il segno a matita nero, di una rondine in volo permanente.
Ciao mybackpages,meravigl iosa poesia.
Da leggere e ascoltare.
Il limite che la realtà comporta, le sue regole , gli schemi sociali , invece di sicuro costringono
l'anima e il cuore a percorrere vie che non sempre sono quelle che vogliamo, ma che solo dobbiamo.
la tua poesia è ricca d'immagini, sensazioni, sentimenti struggenti; il battito forte del cuore non ce lo risparmi mai!
Bravissimo .. un caro saluto....HERA