Lo chiamano infinito, ma è solo una misura

fuori dal nostro orizzonte, un ponte

verso l’origine della vita o la sua fine,

il raccolto di sbagli casuali, di fughe

ai confini della terra senza rete di protezione.

Anche dalla nostra visuale è uguale,

accidentale quanto basta, spazio e tempo

senza frontiere, lamiere, rovine e un lampo

di gioia al dunque: se tutto vale

anche il sole al levarsi nelle zone

franche del cielo, ricoprirà le buche

del cuore di calore. Non c’è confine

tra colori diversi, solo mani giunte

in preghiera di ciò che è ignoto alla cultura.



Mi ha detto che è sincero quando scrive

che la verità che distingui tra i versi  

è quella che conta  

che la sua realtà non è come la tua,

che è sensibile all'angoscia e che si ammala di lei 

che riceve gli schiaffi sui principi, orgoglio e anima  

e non sul volto,  

che vede bellezza anche in un granello di polvere

fluttuare nell'aria  e che per lui quella è una danza.


Mi è stato detto che è responsabile

p
er lavare via i peccati del mondo, 

li passa attraverso il suo

purificandole,  

che guarisci dopo averlo letto,  

che ti fa vedere, sentire, odorare,

ascoltare , toccare la bellezza, 

improntarla come una seconda pelle e ti trasforma

in qualcosa che rimani per sempre.

Mi hanno detto che per esserci devi

passare attraverso le vite di altri, 

di lasciare te, la tua vita,

di essere la concentrazione

volontaria di tutto ciò che hai mai incontrato.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Commenti  

mybackpages
# mybackpages 16-01-2018 10:25
ho pubblicato questi versi qualche giorno fa, poi Daniela ha voluto scriverci qualcosa di suo ed allora ho pensato che valesse la pena (una volta cancellata la versione originaria) pubblicarli in questa nuova veste. Ringrazio Daniela per aver voluto condividerli con me.
Antonia Vono
# Antonia Vono 17-01-2018 12:27
Versi che ben si amalgamano, nello stesso sentire, nella voce unica del verbo poetico.
Bravissimi entrambi. La sensibilità è la dote dell' infinito.
Un saluto!

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