E sono stati echi a condurmi, vento

in faccia, nessuna traccia del percorso

seguendo le rotte del caso. E le maree

che ho visto nella foto del futuro

le stesse che ho scattato ieri nella mansarda

con la trave storta- l’amore al tempo

del boato-, i sensi che ci guidano col suono

di una chitarra distorta, vedo lontano

la prossima estate, la primavera

che verrà dopo l’inverno, altro fiato

da aggiungere al coro degli angeli neri.

Le rose che stanno aspettando, la principessa

ancora non è scesa, ma sarà la stessa

che è salita vestita di seta soltanto ieri

c’è stata la prima volta che ti ho parlato

era di mattina- forse avrei preferito di sera-

e se ti guardo negli occhi e sorrido, l’umano

che si accende in me è nel tuo cono

di luce scomposta nei colori dell’arcobaleno. Scorda

ciò che è stato, i tamburi di latta e il muro

alzato di notte, ti scrivo da un’altra età, le idee

non muoiono mai e certi giorni perfetti, nel verso

di vite sbagliate sono rami di alberi sottovento.

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Commenti  

Hera
+1 # Hera 14-06-2017 22:27
Certi giorni perfetti,ci rendono talmente felici fino a sentirsi eterni......... ..............( ..Ti scrivo da un altra età.).......... ......Straordin ario!.

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