E’ il sogno che va in scena con i suoi dettagli,
le luci sfocate dello sfondo e le trame a scatti,
certi merletti della nonna, la gonna stretta,
il refrain della canzone in sottofondo.
E se al risveglio è tutto uguale: a colori accesi,
a sillabe verticali, a orizzonti appesi al sole,
vuol dire che c’è una recita da terminare
per attori e marionette di passaggio.
Perché è ciò che siamo davvero, un paesaggio
in attesa di promozione e il luminare
notturno che riflette i desideri di chi vuole
lasciare la sua traccia. E poi… sentieri scoscesi
da attraversare di corsa, il girotondo
dei poeti intorno alle parole, la fretta
di scendere le scale sino agli anfratti
del cuore e il risalirle con in mano nuovi bagagli.
Sillabe in verticale
a formare ellissi d’emozione.
Le puoi ascoltare nel cielo
mi toccano e mi fermano la voce,
l’inchino al sole
e il suolo che si solleva
nelle nebbie del sogno…
d’emozioni.

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