Lasciamoci alle spalle ogni sospetto,
la traccia rossa dei dolori guastafeste,
perfino l’attimo che chiamavo fortunato
solo perché ero capace d’inventarlo.

La notte scura delle stelle de-cadenti
sta per scandire l’ultimo ritornello
e mai stecca, pur alla fine, nota.
E sai perché?

Mi vuole sempre tra le braccia!

Quand'è che un’alba finalmente arriva?
L’aspetto ormai da sempre, giorno e notte
ma… non di sole che buca l’orizzonte,
capace d’invischiarmi nel romanzo;

e neanche di follia, che innamora,
che mi fa fare clamorosi girotondi
per stabilire innanzi tutto con il cuore
il bell'inizio e mai la fine degli amori.

Chissà se il gallo canta come lo sentivo,
supino e sveglio prima della sveglia matta,
se tra i rumori della strada mia
farà chicchirichì!

Io, giuro, questa volta cambierò fortuna!

Mi laverò con tutta l’inventata urgenza,
non sceglierò il colore della mia cravatta,
non penserò ai sogni del nuovo giorno
che, invece, sbranerò con ingordigia…

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Henry Lee*
+1 # Henry Lee* 04-03-2019 08:01
La forza di affrontare il giorno nuovo con forza e fame! Grandissimo poeta Aurelio. Ti abbraccio. HL.

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