è un rifugio di anime
è un primitivo amore
è una tela che accoglie le stelle
Non è solo furia o tempesta
ma anche la calma
che culla le barche perse
nel suo abbraccio
Il mare - non è solo rumore
è il respiro lento delle onde
che portano con sè
il pianto dei gabbiani
e il cuore dei pescatori
che palpitano nel buio
in un eterno dialogo
con il proprio io
Il tappeto rugoso dell’erba
si stende tra i ceppi contorti,
ma è il cielo che comanda lo sguardo
con un drappo pesante di nuvole, stracciate,
spinte da un vento invisibile.
Stratocumuli grigi e bianchi e in un varco,
in un cuore squarciato,
il sole si riversa.
I raggi trafiggono i rami
carichi di promesse .
Tutto tace .
di San Martino
cambiano gli odori
e il verde - affrancato
nella mitezza estiva
prigioniero è ora
di sfumature autunnali
Tra danze di rami
orfani di foglie
del già libero autunno
si accendono bracieri
per castagne e miceti
e il crepitio dei fuochi
ripropone giochi
perduti in memoria
ma che in astratto
negli occhi rivivono
Si aprono le cantine
pervase dagli aromi
di mosti macerati
e l'aia s'empie
di zucche dolciastre
messe ad essiccare
tra gli ultimi ruggiti
di un sole impallidito
negli olezzi autunnali
E il mallo della noce
tinge di bruno
le mani dei bimbi
nell'eco di versi d'oche
e quelli di un verro
sulla tinozza immolato
da frenetici uomini
tra il diletto ciarlare
di donne affaccendate
di nere nubi cariche di pioggia
tra l’echeggiar di forti tuoni
e di lampeggianti lampi.
L’impetuoso vento
sconvolgeva del mare l’onde,
soffiava e ululava lungo coste
tra pendii di scoscese rocce.
Agitato sempre più quel mare,
mirava a chetarsi all’imbrunire
mentre scomparse le funeste nubi
lasciavano occhieggiar tremule stelle.
Cedeva il passo or la notte al giorno
fino a trovare calmo il mare
volto ad un sussurrare lieve stava,
al chiaro di una luna piena.
Chetano anche i rumori
a quel riverbero di bianca luna
che si specchia sull’azzurro mare
e come scia si anima sull’acque.
Quando all’orizzonte s’alza il sole,
di rosa si tinge il beato cielo
tra magici colori ameni
facendo battere forte il cuore.
Navigante dei cieli della vita,
quanti anni passati,
come un libero uccello migratore,
a ferire le nuvole
precipitando in certi vuoti d’aria
e quante volte hai ripreso quota,
tra i battiti del cuore
e il rombo dei motori.
Ora sai che il difficile
è tenere la rotta nella vita,
tra lampi e tuoni, elettriche risate,
in mezzo alle tempeste,
e il riprendere quota,
nei vuoti d’aria dell’età che avanza,
**
Ma una cosa hai capito! Da lassù
come è piccolo il mondo e cos’è l’uomo
che passa gli anni a inseguire il vento.
***********
- Elefante
Ore 12,42
Martedì 30 settembre 2025
Corpo allungato, come stirato da un sonno estivo.
Il pelo non era pulito come quello di chi conosce la poltrona,
occhi chiusi e muso appena toccato.
Sulla zampa portava un orologio dal cinturino in pelle.
Segnava le tre, le tre della precedente notte,
che a correr instupidito da odor di femmina,
fu l'ultima.
Lo raccolsi e portai con me e vicino alla rosa gialla ora resta in pace.
Aveva un manto bianco,non lucido,qualche macchia nera sul collo e sulla testa, che disegnavano un corpo atletico.





