Quando la luna si sporge sul muretto
la luce si stende fin laggiù
fino al fiume
somiglia ad uno scarabocchio consumato , ruvido sulle sponde .
Se non fosse per il vento
questo vuoto è insopportabile ,
una solitudine immensa alle pareti sulle cento case chiuse .
Ogni via è memoria di fatiche , profumi incolti ,
ringhiere ossidate , fantasmi scompigliati che s'affacciano .
Meglio sperare che dopo qualcuno
tornerà a riaprire quelle finestre .
In estate forse,
per raccogliere orizzonti ,
amori effimeri,
stelle, vetrini ,
con gli occhi e con le mani .
mordono la polvere.
Mi servono le cose essenziali:
un tozzo di pane raffermo;
un pasto in una mensa dedicata;
il cagnolino che mi fa compagnia.
Eppure sono ricco:
non sono preda di ladri;
rifuggo dal superfluo;
e scopro che,
chi mi tende la mano,
è un vero amico
C’è qualcosa d’urgente nell’aria
come d’ipotesi quasi certa
tutto quello che c’è
è astratto,
in attesa,
anche il silenzio lo è.
.
Niente accelera veramente
ma niente può fermare la corsa.
.
E così
quando suona ogni tempo
è difficile dire del primo inizio
mentre sfuma di fronte la fine.
.
E alle spalle la vita
con le cicale che fanno festa.
Un sottile strepitio
Alberga nel mio silenzio
Rimango in attesa
Col cuore palpitante
Di ogni parola che volerà
Sopra la mia testa
Mi aspetto sempre
Una flebile carezza
Tra un passo e un gesto
Dettati dall'incertezza
Fremo come un ossesso
Nella speranza
Di un piccolo successo
Io e l'illusione
Diventiamo una cosa sola
Ci abbracciamo
Come fanno a scuola
Ma una volta in strada
Ci troviamo abbagliati
Dal sole dell'indifferenza
Il mondo diventa apparenza
Un grosso buco nero
Dentro il quale scorrono
Sentimenti infranti
Da un amore universale
Che non ha nulla di speciale.
Sarebbe semplice scrivere poesia
se fosse il vento a stramazzar le foglie
mentre esegue dell’autunno la missione.
Invece è un fine vita. Un punto e a capo
la fine di un racconto che è concluso.
Sarebbe semplice scrivere poesia
se anche ciò che accade casualmente
non fosse della vita quasi tutto
e sempre sorprendesse la mia mente
come un antico gioco impertinente.
Sarebbe semplice scrivere poesia
se amore fosse solamente amore
uno stato del cuore che s’infiamma
una canzone scritta un po’ per volta
e non qualcosa privo di controllo.
Sarebbe semplice scrivere poesia
un po’ sognando per divertimento
e un po’ per trascorrere del tempo
e non un debito che non ho mai pagato
fatto non so con chi e chissà quando.
Sul fondo
Di una strada
Mostrano l'anima
Per soldi
Per fama
Non c'è più vita
Se il sole
Si allontana
Respiri echi
Ovunque
Nella solitudine
Di una campana
Sguardi assorti
Dentro una vuota
Fotocamera
Rimangono
Gli strascichi
Di un'ultima sottana.
sulla carta, troverò loro posto in una silloge dal titolo Pensiero notturno)
Al grande quadro
E mi coglie d'improvviso su una strada
Un'occhio di pietà che mi poggia lo sguardo
Lo avverto, nell'aria della pioggia
Nel vetro delle bottiglie
Nel caldo legno e morbido scrocchiare
Delle scarpe sul cemento
È il divago delle cose
Che mi fa allarmare in questo modo?
Quando nel nulla della massa
È allora, che quell'occhio ti sommerga
Filtra un bel sole
Nato dopo la nebbia
Quel poco rumore delle cose leggere
che cadono nell 'acqua preziosa
più del pane
Insetti nel fervore degli ultimi voli
Il lontano frusciare di chiome
Pronte ad addormentarsi
Ancora i pensieri pungono
Si scrivono
Ancora un sorriso che nasconde
Il tempo farà la sua parte
Sulle spalle un peso aumentato
Non c'è bisogno di attraversare il sagrato
Forse, non è grave il malato
nelle ore notturne.
Veste i sogni di colori accesi.
Prevale su sfumature
grigio scure.
E' ansiosa attesa di una mamma
trepidante
per il ritorno
del proprio figlio a casa.
E' aspettativa di intervento chirurgico
necessario
per scongiurare un morbo mortale.
E' bisogno di convertire
la propria esistenza disordinata
in condotta sobria e morigerata.




