illuminano l'ovale del mio volto.
Se tu sapessi l'aurora boreale
quanto fa male
alle persone sensibili
non ti lamenteresti troppo
del tuo mal di denti
senza senso.
Navighiamo rappresi
come uova in camicia
con la camicia
di forza.
Questo rumore fatto di silenzio,
dove neppure un lieve sospiro
riesce a parlare,
ti riempie e ti svuota.
Orizzonti d'autunno continuano
a cambiare sotto letargica armonia,
e trastulli d'usignoli
portano la loro melodia.
Scorrono i giorni con passo
costante, e non rimane ricordo.
Tempo assurdo vissuto
in sospeso di un'attesa,
che neppure Dio può colmare.
Bianche mani saranno nostalgia,
a raccogliere quel che rimane.
Scorrono immagini festose
nella testa...ora e' ciò che resta.
Nel tuo sguardo lesse turbamento
mentre di soppiatto t'osservava
della nuova sete fosti contento.
L'interesse tuo lesto si manifestava
un diafano viso taceva pensieroso, forse
una richiesta inespressa attendeva.
Dell' impulso verace lei s'accorse
ma quel vocabolo non s'udiva
e le spalle di proposito porse.
Intanto un cielo grigio s'apriva
lasciando trasparir più chiaro
ciò che la nebbia impediva.
Non potesti fingerti ignaro
dell'emozione non più fugace
esplosa potente come uno sparo.
Vecchi lampioni emanarono luci
sul sorriso tuo impudente manifesto
tra il serio e il faceto ti disse riduci.
Quel pensiero ebbe a finir presto
seppur la lusinga potesse piacere
il corpo ad allontanarlo fu lesto.
Il tuo viso non fece una piega
all'insito ed evidente diniego
non sempre uno sguardo lega.
Allontanò ciò che non convinse
non fu costretta a patire per
uno scialbo e fugace capriccio.
Ritorna alla casa del padre,
la dove i tuoi passi incerti
hanno iniziato a camminare,
là dove mani sapienti
ti mostravano il lavoro
con solerzia e abbandono.
Là devi tornare, e ricordare
i profumi, gli aromi di spezie, le farfalle
e il grano maturo, i cavalli
al lavoro nei campi da arare.
E ritrova le voci, i canti
le serenate al chiaro di luna,
Il parlare fitto tra un bicchiere
di vino e il sorriso sereno
di un bimbo che corre.
Sentili sulla tua pelle,
come carezze, non scordare
che tu gli appartieni.
Si muovono nell'aria
foglie stanche,
dove e' già segnato il declino,
coperto da coltri d'autunno terso
di cieli azzurri
e nebbie mattutine,
di voli d'uccelli che
ricamano.
Eppure questo lenta
stagione che profuma
d'uva matura e legni speziati,
di languore e improvvise
folate,
ti cammina sotto la pelle
e ti emoziona come
le nuvole che arrivano
e a volte ti portano via.
Mancanze ritornano,
e sentimenti d'incenso
purificano il cuore.
fiocchi di neve
come batuffoli di cotone.
Piove dal cielo
candida ricopre i tetti
di trine e merletti
che si illuminano.
I bambini gioiscono,
mi si stringe il cuore.
Ricordi del passato riaffiorano,
tendevo la mano
per afferrare quei morbidi fiocchi.
Bimba gioiosa
la neve le ghiaccia la mano
ma le riscalda il cuore.
Silenziosa s'adagia
come per magia,
spettacolo di un breve periodo
rimane nei ricordi
perché il tempo scorre veloce
come fiume alla sua foce.
Quando il cielo cambia colore,
il rosso tramonto mi emoziona.
Volgo gli occhi al cielo,
mi guarda
la splendida luna,
rinnova il mio spirito,
la mia quiete.
Le luminose stelle
accompagnano
i miei sogni,
a loro non posso mentire,
confido i miei turbamenti.
Il cielo, le stelle,
la dolce Artemide
mi degnano del loro splendore.
Sempre lì ammirerò
finché non sarò
un’anima vicino a Dio
Brulli paesaggi stillanti campi
Sempreverdi e bianchi di soli scottanti
Muto passeggio dove il giorno mi conduce
Sull'opaco meriggiare, un mare stanco
Di prato bruciato, cavalli senza sella
Case invase da erbacce devastanti
E anonime stazioni mi scivolano a fianco
Solcate dalla soffocante stella
Il Sole che scaglia scogli di nuvole pesanti

La vita sembra un sogno
ti affacci dalla luna
e poi non ci sei più.
E voli via lontano
veloce più del vento
d’un tratto ti ricordi che sei qui
soltanto per un momento
il tempo di toccare con le mani
il sole e poi le stelle
e non basta quel sorriso dentro il pianto
a cambiare questa vita
come pioggia o dopo un temporale
si disperde nell’immensità del cielo.
La tua storia
tra le mani di un bambino
che saliva su quel treno
lo portava lontano
veloce come il vento
non bastava il suo sorriso dentro un pianto.
E la vita come un sogno svaniva
come un fiume che finiva in fondo al mare.
Che risalgono dai porti
I gabbiani sono spenti
I fari sono morti
Delle onde sono risorti
Botte di mar su terra
Echeggiano nelle sponde
Tra gli scogli scoscesi
Cadono danzando nell'aria
le foglie.
Adagiate su prati scuri, e su rovi.
L'aria sottile e chiara sferza sorrisi di bimbi
sfiorando il mare opaco.
Lo sguardo rivolto alle foglie attorno.
Spunta tra i tronchi riversi della radura
un ciclamino tenace sotto la neve.
Odore di muschio sotto un cielo grigio.
Vorrei tornare bambina
per rifugiarmi tra calde certezze.
Attorno
foglie bagnate e nel cuore parole spezzate.
Il tempo si mescola al vento.
Una nenia s' ode in lontananza
melodia irraggiungibile, lontana;
come ora la mia anima, senza orpelli.
std.25 ottobre 2009
Io che distendo il fiato e la mano
E un senso di strano s'incendia in mente
Io che mi cullo in logori cenci
Brusio in sottofondo...
Sugli stessi stanchi steli
Vola tra palline di polline
Dopo un infinito inverno
Fotografo in un atto
Un graffio, attimo sfocato di mondo
L'Europa brucia
ma è ancor fiamma tenue
quasi di paura e disillusa
spera che il conflitto passi,
ma non disillusa di pace
vuole la pace e cerca aità
per le vittime di questo conflitto.
...ma non disillusa di pace
invece cerca qualcosa di più
vuole essere in pace ma
e come si comportano i venti
l'aria assume un afflato leggero:
la guerra è cominciata per davvero.
Scriveremo ancora nonostante le bombe?
Cosa canteremo e quando torneremo
a sorridere, come bambini giocosi:
ed è all'inizio della primavera per ironia
che il mondo intero sembrerebbe meglio
accogliente. Ed invece stiamo aspettando:
Arriverà? Allora, solo allora, potremmo dirci:
<<salvati>>
Urla il vento
pare un lamento
viene dal monte
s’ode più forte.
Anime bianche
vagano stanche
senza una meta
su cui riposare.
Vorrei salire
poter lenire
un antico dolore
ma, il troppo vento
non mi dà tempo
di poter salire
e cercar di capire
come far riposare
anime stanche.
Chiudo le imposte
vado a dormire
ma, ancora sento
quel tenue lamento
perduto nel vento,
tristezza del tempo.






