di rinomata intelligenza.
Non sopporta
un capo cui obbedire.
E si impegna a fondare
una religione.
Dall'empireo lucente
sprofonda nel nero abisso.
Antro di rancore e bestemmia.
Condanna eterna
senza prova di appello.
L'essere più geniale,
relegato a bestia tentatrice.
Somma intelligenza
e fascino meraviglioso
svelano una realtà veritiera:
il nulla mescolato col niente.
a volte è inevitabile.
Gli occhi desiderano,
soffrono,gioiscono.
Sorgerebbe un dialogo
tra noi;
prologo di un confronto.
Anticipatore di avances,
forse ardite e inopportune.
Ma le nostre vite
non si toccheranno.
Diversità che allontana.
Vanificando un futuro progetto.
Evaporando
probabili sentimenti duraturi.
ora, sul far della sera
come candela mi consumo.
Mangio avidamente, senza saziarmi
l'aria e le pietre del suolo
come tarlo che divora legno
i miei rodimenti d'amore
vagheggiano inespressi
e solitari, aspettando che faccia giorno,
domani.
Metti agli occhi
ciò che ti appare
e lascia che ogni quadrato
di casa ,
ogni finestra ,
ogni tegola
ti sorprenda .
Sul balcone
appoggia la solitudine dei fiori,
le parole di tuo nonno ,
la strada persa
nel volto di una madre,
di un padre ,
di un amico,
mentre segui il cielo
e un vento gelido d’inverno
copre la tua bocca .
Tieni stretto
ogni ricordo .
Di passaggio
altre mani avranno
la carezza dei fiori
altri passi
avranno poche persone nella notte
e penserai anche tu
che siamo nuvole
di un giorno
di un’ora
di un tempo
che va
e mai torna .
Saranno gli occhi suoi
quel mare dentro il cielo
sarà che come il sole
brillano dentro te.
Sarà che avrai inventato
una nuvola nel vento
o che questi anni passano
veloci e non si fermano
lascia un bel sorriso
e pensa
quanto sarebbe bello
volare come un gabbiano
e cantare con le stelle.
Saranno gli occhi belli
che fan danzare il cuore
aiutalo a sognare
e domani sarà calmo
come un mare dentro il cielo.
Risplende di luce e il chiarore è così forte che potresti farti male... Se avvicini la candela al mio volto, potrai vederlo bagnato di lacrime, le potrai bere, dissetandoti come a una fontana.
Perché voglio dissetarti col mio dolore che non comprendi, che giudichi superfluo.
Allora, trasformerò quelle calde lacrime in veleno, perché tu muoia, ma molto lontano da me.
(Domitilla e Cornelia)
"Lia ti vedo particolarmente triste "
" e che ancora non mi sono abituata "
" a che cosa?"
"A vedere il mondo in guerra"
" Lia, la tristezza non basta, cosi come non bastano tutti gli slanci umanitari, a conclusione che cosi come l'altra guerra , la memoria di un passato sarà senza possibilità di futuro."
"Troppi interessi Tilla?"
"Nessun guadagno giustifica questo genocidio di massa , Abraham Lincoln diceva: non esiste un modo onorevole di uccidere, ne un modo gentile di distruggere . Non c'è niente di buono nella guerra , eccetto la sua fine ."
"Mi piacerebbe vedere un giorno di pace , uno solo ."
"Utopia Lia, solo utopia."
E il mondo cosa mi regala?
Confezioni vuote di volti
soprattutto a Natale
invece di mani piene
di fiorite allegrie...
Il nardo di una promessa
non mi riscalda
mercatini per trovare forse
un brandello di ingenuità
perduta per sempre.
Nel moto del cuore
in quell'acceso color autunnale
par di sognare.
Prorompente una nuova immagine
torna alla mente e, la foglia cade
in questa stagione a me leale
con fragranze percepite
fin dalle prime mattine.
Un rituale che si rinnova
in compagnia della magia
e, del colore.
Mi arriva dai tuoi occhi
la speranza
quella luce che preserva
la fantasia
e penso che ancora per un po’ sarà salva
finché senza ragionamento
colorerà il mondo .
D’arcobaleno i “perché “
con gli incastri dei colori tra le mani
fino alle dita con gli scarabocchi
dalle favole fiorite , i folletti dei boschi , le magie , i sorrisi.
Non t’inquietare mai del buio ,
i mostri , sono altro bambino mio , non aver paura,
nulla di spaventoso quando si spengono le luci.
E scusa questo mio rincuorare , tu sei il bambino del futuro
e il presente è così alterato, trasformato, irriconoscibile, immagina
come potrebbe diventare se ogni cosa
venisse accolta con amore .
Davvero sei la speranza.
Fatti avanti , estirpa dai cuori la malerba e la zizzania,
come coriandoli spargi ovunque buoni sentimenti,
costruisci dal nulla il tutto e mai , dico mai , avere pentimenti.
Io non sono stata capace
di lasciarti un mondo di luce, verdi foreste,
paesi in pace e fiumi di acqua chiara .
A te il lavoro più eroico
costruisci oggi
meglio il tuo domani .
Al cuore come una profezia
di inattesa fonte
dove germoglia il fiore
alla luce dell’erba che cresce.
Ti estasiasse la rena
con la sua sabbia fine
per stendere il tappeti
d’eterni sassi.
Ti abbagliasse il cielo
con venture di stelle
per non essere soffocato
da un mondo senza pace.
Un barlume di sole riflette a levante,
illumina i sensi di un uomo sognante.
Questo tenue calore del mistico raggio
riscalda il cuore; è forse un miraggio?
Solo e felice, perso nel pensiero
quel fascio di luce dona sollievo,
ancora un istante; par di sognare
il raggio del sole si specchia nel mare.
Dona pace, armonia e calore
prendono linfa nuove parole.
Illumina i sensi, accende speranze
colma il cuore di grate fragranze.
Le nostre speranze e, pur le attese
dal raggio splendente, mai disattese.
Una nuova certezza; una pace sicura
quel raggio di sole non teme paura.
Se solo potessi farlo splendere
quando il dolore nell’uomo si accende
son certo che, un raggio lucente
lenisce le pene e,speranze riaccende



