Staccala staccala,

dai, togli la spina!

Ma cosa si prova

davvero a vedere

un povero cristo

non resuscitare?

Ma levala, levala,

su, dammi la vita!

Non farmi restare

da non cosciente

a far bene il male

giocando la sorte...

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Profilo Autore: luigi  

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Morire ammazzati, dal fato segnati
con tratti spietati non meglio indicati?

Morire avvizziti da stress assortiti,
per giunta intontiti da spot benserviti?

Morire appestati da cibi inquinati,
man mano squagliati da "quark" disgregati?

Morire fra gente che puzza di niente
ma tutto si sente su un’auto potente?

Morir di se stessi, solinghi e dimessi,
perché troppo fessi per essere annessi?

Morire d'amore, fra "spleen" e stridore
d'asfittico cuore votato al dolore?

Morir governati da ceffi sfrontati,
ben mal informati e ben ben derubati?

Morire trafitti da mutui, da affitti,
da ridde d’editti, da rancidi fritti?

Morire in un letto: con bel numeretto,
pastiglie, tiretto, “Guarisci t’aspetto”?

Morir sull’asfalto, chiazzona di smalto
cui luna o sole alto regalan risalto?

Morire a cent’anni, tra giorni d’affanni
che contano i danni di tempo e malanni?

Morire di tutto, con vita e costrutto
paurosi d’un lutto nerissimo e brutto?

Morir d’illusioni, tremila infezioni,
tumori, magoni, funghetti “nobbuoni”?

Morire contenti per i bei momenti
che sempre fra i denti teniamo, accidenti?

Morir da coristi, con rantol che smisti
gorgheggi tempisti da madrigalisti?

Morire - se insisti - da linotipisti:
notturni turnisti sul plumbeo, non tristi?

Morire rimando con morte allorquando
falciante, ghignando, fa neri sbiancando?

Morir fra i commenti d'amici pazienti
che fan complimenti tra rime eccedenti?

Morire vivendo? (Beh, già me n’intendo!). 
Risorger morendo?… Stupendo o tremendo?!
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Profilo Autore: Tonino Bergera  

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Da piccolo scopri
che morirai
è un attimo gelido
perchè la lama
di una separazione
attende affilata
la tua presa di coscienza
È un momento di ghiaccio
prima di tentare l'esorcismo
di quello spettro
che intanto ride
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 276 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Buio d'improvviso,
Affanni,  speranze, sogni, delusioni…
Arriva il nulla!
Non così per te dolce professore,
d'amore hai vissuto, amando te ne sei andato e dall'Amore sarai abbracciato.
Ed il buio non è neanche in me,
Vedo solo il sorriso di un bambino ottantenne innamorato,
Vedo la luce anche adesso dal tuo freddo corpo, la stessa che esplode dai tuoi quadri.
D'amore hai vissuto, amando te ne sei andato dall'Amore sarai abbracciato,
Così vive e muore un uomo.
Addio professore grazie per questa ultima lezione.



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Profilo Autore: Ugo Papagni  

Questo autore ha pubblicato 99 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si sta avvicinando quel giorno,
quell'incubo, la tua morte.
Un lutto che dopo due anni non passa mai.
Tu che sei lassù e mi stai proteggendo,
aiutami di più.
Lottare da sola non è facile.
Sai nonna, so che mi guardi e 
sai che ora una famiglia non ce l'ho più.
Ora nonna, più che mai aiutami.
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Profilo Autore: Laura95  

Questo autore ha pubblicato 1 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E tu piccolo grande ragazzo oggi hai preso il volo
verso cieli immensi le ali hai dischiuso,
non più affanni nè solitudini,
Gesù dolcemente la mano ti ha teso
e forse questo bramavi.

D'amore colmo era il cuore
ardente il profondo timido sguardo
quando l'amico per strada incontravi,
docile alla vita ti sei mostrato
e sereno apparivi mentre nella sofferenza annegavi.

Salvatore, il vivo ricordo va anche tra i banchi di scuola
attento e gioioso i frutti del sapere coglievi
con l'esempio guida per i compagni
e per me grande orgoglio, poichè il sangue ci legava.

La tua presenza rammento allorchè
"dal Continente" nella nostra Isola adorata giungevo
col mio sposo e tu venivi a trovarci,
gli occhi favellavano prima della parola,
era semplice sentita festa.

Da Lassù volgi lo sguardo sulle pene di quaggiù
sostieni l'affranta dolce tua madre,
gli inconsolabili fratelli e noi che pur nel dolore
un raggio di luce intravediamo nella pace e bontà
che hai saputo seminare!

A Tore Zucca


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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ti ritrovo sul pendio
sotto un cielo splendente.

Come gabbiano
dalle ali mozze anela il mare
capisco con dolore
che la vita è spreco vuoto
senza te.

Non ci saranno più affanni
ed ardori
ma solo fiaccole
che bruceranno i nostri cuori.

I baci dati e ricevuti
non saranno più rivissuti.
Quale sia stato quello estremo
non lo percepii nemmeno.

Guardandoti dritto negli occhi
quel giorno,
incantata tra i fiori in giardino
assaporai la gioia suprema
in quell'auro mattino.

Questo tumulo
che grava sul mio petto
non sarà dimora
del tuo spirito diletto
ma tu vivrai e viaggerai con me
a ricordarmi il nostro inscindibile
e indimenticabile vissuto.


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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Cupa amarezza di vento

perpetua sul mondo morale,

dura è la notte e spoglio è il giorno

triste è il vagheggiare delle 

colombe sul cielo nel lago

Laddove solo non si sentiva chiusura

adesso è occlusione per la cosa perduta

Dove il mio viso rinfrescato

adesso sente la mancanza

e scende la goccia che non trova conforto.

Io mi pulivo e tu morivi

Dea della guerra, Dea Alata,

immune alle frecce di Eros

vola per i tuoi guerrieri 

attraversa il cielo che soffre

per te

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Profilo Autore: giorgette  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Prima di morire vorrei...

toccare il cielo che risiede sopra di me,

radunare tutte le nuvole,

e piantare un campo di girasoli campagnoli davanti casa.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

Questo autore ha pubblicato 80 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho tanto freddo...
forse durerà per sempre
il mondo
che si sgretola in giuramenti brutali
il terrore caldo e veloce
che ci separa gli uni dagli altri.

Nello spazio di un controsenso
l’odio invisibile
uccide prima di un camion lanciato in corsa.

Dove pigola, in quale nido il cuculo divora
Il cibo di una mansueta umanità?
Dove si mietono vite?
L’odio rinchiuso in spazi d’anni
cresce nel libro oscuro
dove annegano coscienze...

In attesa di un risveglio
vibra nel colon la paura
nella notte che passa
infrange tremanti corazze di carne e sangue
distrugge
interrompe luci
restituendo voli martoriati al giorno
corpi alla terra
e semi d’odio ai demoni.
                                                                                                  
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Profilo Autore: rosannag  

Questo autore ha pubblicato 23 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quante volte Egli ti ha supplicato
di invertire la rotta?
E tu capitano come hai risposto?
Accanendoti a navigare
nel mare della morte.
Ti accorgi
che non ti sarà concesso
saltare nel tempo
e frodare
come hai fatto sino ad ora.
Lingua mendace,
biforcuta e assassina,
non inchina le armi
alla misericordia divina.
Infame bestemmia
raccoglie proseliti,
come ad ottobre
l'uva si raccoglie a vendemmia.
Quante volte hai profanato
la divina requie,
con un distacco ovattato,
ma amplificato
da pubbliche dichiarazioni di apostasia?
E quante volte ti dannerai
inscenando un coro come gli ossessi;
brucerai le poche energie rimaste;
ti estinguerai come la cera di una candela
maledicendo il Creatore
di essere nato?
Sempre! Sempre?
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Càndido giglio

orco recide al tèrreo

verde giardino.

 
Non più potrà diffòndere

fresco profumo il cuore!

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Chiaro lampo illumina la sera
rumore disperato accompagna
i pensieri nel divenire del crepuscolo
e le immagini passate litigano
per farsi belle
agli occhi di chi le guarda
sfidando il grigiore
delle pagine di un album fotografico

scoppia il tuono
la pioggia bagna
un risveglio nostalgico
il chiarore di un fuoco
bruciando su ceppi ardenti
riscalda il senso di malinconia
dà luce alla nostalgica bellezza
di anni più giovani
tempi di irriducibili sogni
e tormentate idee

schianta il cielo
tuona l'immortale natura
l'anima di un vecchio uomo
davanti al fuoco prende congedo
mentre l'ultima fiamma
si inerpica su nubi grigie
e il rumore del tuono si perde
nell'oblio del presente.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

Questo autore ha pubblicato 109 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 All’indigenza negò di dare aiuto
chi d’opulenza fece il suo vissuto,
tenne stretto l’oro alle catene
e visse i suoi agi senza pene.
Sicuro che la vita sua terrena
di perenne e infinito fosse piena
la carità scordò, la compassione
e lusso e fasto fu la sua passione.
Quando venne l’ora del giudizio
si proclamò immune da ogni vizio
e dinanzi al corriere della morte
dalla paura non trovò manforte:
chiamò saggi, docenti, dignitari
cervelloni, sciamani, luminari,
ma l’assillo dell’ombra della fine
impregnava d’umore le sue trine.
Vide gemme e diamanti non brillare,
tutti gli ori e gli argenti liquefare,
tutt’intorno il chiaro si spegneva
e tanta la gente che gemeva.
Dove fosse lo sfarzo di sua corte
lo chiese al corriere della morte
ma non ebbe riscontro né risposta
così pagò la decima e l’imposta.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non veda i raggi dell’aurora

e la luce non sia sulla mia anima.

Ora sarei a riposo  dai miei affanni.

Come i bambini che non hanno visto la luce

non sarei più.

I malvagi grazie ad ella smisero di fare danni.

E l’invidia spirò in un sol giorno.

All’ingiustizia le viene chiusa la bocca.

E tutti quando giacciono nella tomba

sono nascosti dalla frusta della lingua.



Quante volte ho pronunciato queste parole!

Quante volte chiamai la Signora Morte

ma ella si tappava gli orecchi

per non sentire i miei lamenti.

La mia richiesta d’aiuto era un semplice scherzo,

non intuiva quanto sul serio io parlassi.



E così la esecravo…

e faticosamente i miei giorni

dietro me trascinavo….

  

Fintantoché arrivarono quegli anni

in cui gioia provavo

e diletto in tutto ciò che facevo,

entusiasmo da vendere avevo

e mi ripetevo:

“Oggi farai questo,

domani farai quest’altro,

dopodomani terminerai quel lavoretto…”.



Ma una notte mentre giacevo sul mio letto

un essere immondo attraversò la porta,

aveva un grande mantello nero,

grande quanto il mondo,

mi guardò senza pietà,

e disse che con lei dovevo andare

che era giunto il mio momento.



Io  la implorai e le dissi:

“Permettimi ancora di assaporare la vita,

a 70 anni non poteva essere già finita!”.

Tuttavia la morte

con la sua forza incommensurabile

mi prese

e mi trascinò via con sé.

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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