Ed è accaduto tutto in un istante

Quando il respiro si è fatto fame

E sui tuoi occhi è sceso un velo bianco

Senza più forza sul tuo volto stanco

Tutti quei giorni ad aspettarne uno

Ed ogni giorno era una discesa

Mentre la vita ti lambiva appena

L’ultimo istante senza più paura

Lo sguardo perso e la tua mano tesa

Ad indicare chi o forse cosa?

Sola ,e noi li intorno.

Sola senza più noi al tuo fianco,

col tuo coraggio dentro quel corpo stanco

lento il tuo andare privo di lamento.

Piano ti ho sussurrato ...mi raccomando

Sii serena,e saluta chi ti sta aspettando.

Sempre e per sempre,

Mamma.

 

 

 

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Tace.E' l'ultima ora.
Vorrebbe respirare
l'aria della via.
E' insalubre.
Grida ma è silenzio.
Solleva il lenzuolo
sul viso sudaticcio.
Anima piena di peccati
si lamenta del domani.
L'ora non è più un'ora.
Un sorriso che è un ghigno
la mano adunca s'allunga.
Una pietosa si posa
nella via i rumori della vita.
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Profilo Autore: Libero  

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E l'epitaffio mente: ''mai nessuno
Potrà scordar il tuo nome e il tuo viso''.
Lo scheletro che un tempo era qualcuno
Ora è nessuno, ingannato e deriso.

Da quella miserabile menzogna
Che è la memoria di chi non ricorda.
L'uomo s'innalza e della gloria sogna
Ma alla sua vanità la storia è sorda.

O tu, il più angosciato tra i mortali
Perché diverso dagli altri animali
Ti fece la madre terra funesta?

Or resto io nel tempo che resta
A ricordar vite d'oggi e di ieri
Qui sulle tettoie dei cimiteri.
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Profilo Autore: Giulia  

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Vivi in tutto.

Muori nel niente.

Voli per anni

poi strisci da serpente.

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Profilo Autore: alaska  

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Cos’è la morte: 
è il mondo che crolla in un istante,
è un vuoto indelebile e costante,
il tempo non è mai abbastanza,
perdi il senso della speranza,
cos’è la morte?
Per chi resta un dolore troppo forte!
Le lacrime sono quelle vere,
si asciugano solo con le preghiere,
sul ring del dolore si incassa,
la disperazione non passa,
è una condanna a soffrire,
sei vivo ma ti senti morire,
ma bisogna mantenere la fede 
anche se non ce la fai più,
nel debole sollievo che chi 
muore vive in eterno con Gesù.

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Profilo Autore: GENNY CAIAZZO  

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Il sorgere del sole

saluta il riposo della campagna

e sbrilluccica sul marmo

facendomi lacrimare gli occhi.

In questo luogo di silenzio

lontano dalle strade.

Con il sorgere del sole

che pettina la terra

vangata a brina, una goccia

salata cola da un’effigie.

Stringo una zolla,

come fosse la mano d’un padre.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Guarderò un giorno

là dove il sole tramonta

forse per sentirmi meno solo

mentre si infrange un’altra onda

guarderò un giorno

i gabbiani sfiorare l’oceano

veloce e saldo lo stormo

delle ombre strane che si creano

guarderò un giorno

tutto ciò che è stato

giudicherò il mio percorso

tenuto in mano dal fato

guarderò un giorno

l’ultimo capitolo della vita

un mare di ricordi intorno

chissà se apprezzerò come è finita

guarderò un giorno

e gli occhi saranno pieni di lacrime.

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Profilo Autore: manny  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quand'anche il cuor fosse distratto,
io non morirò al pari di un merluzzo
predestinato ad esser baccalà.

Sì,
a dispetto dei tempi,
sarò più vivo che mai
in tutto ciò che non si spegne,
in un riflesso d’onda
che il sole tocca
perché gli va di far così all'istante,
o in tutti i miei segreti poi svelati
a chi dovevo poi svelare.

Se questo é l’esser mio eterno,
inviterò i sultani delle felicità perenni,
le mie regine camuffate in donne,
i miei paggetti camuffati in figli
e il grande stuolo di chi ho solo amato.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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La sera prima la nebbia

si introduceva dal camino,

e ricordo di aver fatto

una gran fatica

ad accendere la stufa.

Ancora non sapevo

si sarebbe interrotto

un giovane cammino:

non ho parole per quanto

sentite, comunque vuote.

Ma ho per te una strofa.

S’era nascosta la sera

dietro la caligine

del focolare di Dio.

Io avevo un lieve malore,

e sulle mani la fuliggine.

Ma tu cominciavi sul calar

della sera a non percepire

più il tepore del caminetto.

Come può una madre assistere a Dio

che esce dalla sua caligine per lasciar una

figlia senza un’altra sera sopita nel letto…

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Muoio

Muoio,
come l'agonia della notte
muore fra le braccia del mattino.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Il destino

fila lo stame

della vita,

inflessibile.

Stavo sul terrazzo che annotavo sensazioni

dietro la lista della spesa quando un micetto

di soli due mesi viene azzannato da un cane,

che poi continua a grattarsi impassibile.

Prima dell’alba quel cane

è perito tra dolori lancinanti

nei suoi stessi escrementi

su di un mucchio di letame.

Il destino

inflessibile

recide

lo stame.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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La neve lo lascia crescere

sul suo stelo esile,

color delle candele

semplice e discreto

spingendo le foglie acuminate

attraverso il suolo ghiacciato,

effondendo un dolce profumo.

Ma la strega d’inverno

in un sospiro lo consegna

alle dita di Hel affusolate.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Regge il fio dei giorni

per la tela tra le dita.

Pone sulla rocca il pennacchio,

filatrice della vita.

Uno due e tre Moire

Cloto non la puoi sentire.

 

Avvolgendo al fuso il filo

dispensa la morte.

Per la tela tra le dita,

fissatrice della sorte.

Uno due e tre Parche

Lachesi non la puoi capire.

 

Taglia con le forbici

quando giunge il momento

di arrestare la vita.

La tela si scinge al vento.

Uno due e tre Esperidi

Atropo decide quando morire.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Sono venuta al mondo non per mia scelta.

D’estate, in un casale in aperta campagna.

Mi ci trovo bene, né freddo più del dovuto

e né oltre misura caldo alle calcagna.

Ho perso il mio compagno nell’unica notte

di canicola in un pianoro colmo di ristagni.

Ora prenderò a puncicare i dimoranti non

per diletto ma per connaturali bisogni.

Per poi tornare un’ultima volta ad affidare

le larve a quella brulla piana poco distante

prima di abitare le sponde dell’Acheronte

dove l’aria è orfana del caldo stagnante.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Vuoto,
tristezza,
devastazione, 
dolore atroce. 
Una vita finita,
una vita spezzata.
Il vuoto,
il nero invaso da vite sospese
fermi davanti 
a quei fiori bianchi. 
Una fotografia senza vita
una mano l'accarezza...
Il freddo sale
l'immensità di ragazzi
piangono l'amico. 
Brividi pervadono il corpo.
Il canto si eleva
nella casa di Dio,
ed è come se tu  fossi 
figlio di tutti noi...
ciao Pandeli...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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