Ehi,sai dov'è casa?

Il luogo dove sarò felice,

per caso hai visto nel tuo viaggio

quel giardino fiorito di rose

dove scorre limpida la vita?

Cammino ormai da tanto

e stanca vado

adagio.

Il sole scende già sulla mia vita

nell'anima serenità infinita,

forse tu mi sai dire

dove mi attende casa?

Molto ho imparato

tanto ho insegnato,

ho amato, curato,

sognato

distrutto e costruito.

In un tempo creduto infinito.

Le mani stanche, ed il sorriso

lieve

di chi sa che tempo è ormai di andare.

Questa è la casa

ed io sono arrivata

nell'anima solo serenità infinita.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Per pace vo oltre il cancello,
confine e soglia taciturna
tra la parte dei vivi e la quiete.
M’accoglie un abete,
una lunga fila ad anello
di cedri, salici e cipressi,
un variar di marmo messo in croce,
il ferro forgiato o arrugginito,
il legno inchiodato senza voce
e acerbi ceppi genuflessi.
Molte pietre solo numerate,
avelli e fosse mai scavate
tutte uguali ch’ormai sono nessuno.
Distaccati, prestigi d’uomo arabescati;
vedo ardesie e busti d’alabastro,
e tempietti d’onice ad incastro,
e tronchi e stele e monumenti:
l’isolata stazione degli abbienti.
Lo sfoggio ancor di signoria,
quel contrasto patrizio del pregiato
mi porta a pensar con apatia.
Tra evonimi, tassi e travertino.
l’illusorio cammino s’è fermato
e anche se inciso o lavorato
il granito non fa la differenza.
Provo cagione di totale assenza,
come spada la croce mi ferisce
e stordisce spartir fuori le mura
quel vissuto ormai oltre misura.
Mi passa davanti in un minuto
quel frenetico vivere veloce
che di un tutto fa simulazione
per vendere cara l’illusione.
Vorrei tanto fermar la notte fonda
ma preme passar nell’atra sponda.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Questa notte

non ho chiuso occhio,

del campanile ho udito

ogni suo rintocco.

La mente non ha concesso

riposo al corpo

affinchè fosse certa

che non fossi morto.

Per qualche momento, istanti

per ore, o solo un attimo non so

ho creduto di trovarmi

in un incubo di Poe:

che si tratti della nera

signora con la falce

o solo tomba di marmo

e terra, e calce

ho paura della morte.

Da quando la vita

mi ha dato te in moglie,

ma in bilico su queste dita

di una mano che posso solo

provare a stringere forte.

Forte almeno quanto

la paura per la morte.

Che si tratti dell’angelo

inviato dal Padre celeste,

o nell’ombra

tetra figura in sottoveste

ho paura della morte.

Da quando la vita

mi ha dato i miei figli,

ma in bilico su quelle stesse dita

di una mano che posso solo

continuare a stringere forte.

Almeno quanto cerca

di fare nell’ombra la morte.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Macchie nere su di un manto

candido: abbiamo deciso di tenerla

quando è mancato mio padre.

Io e mia sorella; lei è una cucciola vispa che vive

in un giardinetto sul retro della casa… farla stare

dentro mi è impossibile, ne ha  fobia mia madre.

Papà la trovò, abbandonata

alla festa del paese…

Macchie nere su tanto pelo

bianco: l’abbiamo tenuta

quando è morto nostro padre.

Mia sorella e io: è una cagnetta vivace che abita

in un piccolo giardino dietro casa… la sera

attende sulla soglia papà, con le orecchie tese…

farla stare dentro non mi è possibile,

ne ha fobia nostra madre.
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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Non pubblicherò i miei scritti

perché inevitabilmente i posteri

narrerebbero di me, ah l’autore

e inesorabilmente di te che

te ne sei andato una mattina

d’inverno, nel suo pallore.

Intercedo ogni giorno affinchè

per te ci sia una dimora.

Staresti in Paradiso con pudore…

Non pubblicherò mai i miei scritti

perché inesorabilmente i posteri

narrerebbero dell’autore

e inevitabilmente di te che sorseggi

vino alla tavola di Caronte e seguiti

ad avere sete di lealtà e candore…

Intercedo ogni notte affinchè

per te, padre, ci sia una dimora.

Se fossi in Paradiso, che tepore!

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Milano di giorno

non ha segreti,

e  il sole sulla cava di sale

saprà accompagnare

attraverso

un’insciente Brera

Maria domani

all’altare.

Milano di notte

ha più segreti di un guantaio

che muore, che per lei

sarebbe disposto a restare.

Che lo ha visto

sul letto di morte

debole,

ma forte a poetare.

E che domani

lo avrà saputo,

vanerella,

dimenticare

ancor prima che il sole

passi

dalla cava di sale

a Maria dell’altare.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Non una prece, né un passo amico
solo il puzzo d’uno scappamento,
quattr’assi d’abete bullonato
e un prete distratto ed emaciato.
Non so chi sei, né t’ho visto mai,
ma è un caso che m’intenerisce
pensando alla vita che tradisce.
Dislochi quel tutto ch’è mancato,
la poca stima fin da giovinezza,
la bizzarra stranezza delle vie,
le cadute o l’onore meritato,
il peccato di chi t’ha poco amato.
Mi coinvolge, quasi fossi affine,
l’orizzonte futuro di speranza,
il dubitar continuo dei miei sogni
i bisogni della tua vicenda.
Non farai memoria d’ingiustizie,
i tuoi progetti porterai nel cuore
fidando in dovizie di splendore
con innocenti mani di preghiera.
Non subirai processi dal Buon Dio,
è l’auspicio che ti faccio io,
ti precederà Colui che ci governa
per compensarti con la vita eterna.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Lasciami le parti malate,

prendi un po’ del mio cuore

e il mio bisogno di poesia.

Tu stai morendo, mentre io non sto

più qui per vivere: è tutto ciò

che posso darti, non andare via…

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Ero solo un bambino che sognava

di somigliare al suo idolo, Gianni Bugno

quando ti chiesi di andare in bicicletta

insieme… ricordi, una domenica di giugno.

“Ho una riparazione da finire” ti affrettasti

a dirmi “e il cliente mi deve pagare”.

Ero solo un ragazzino sui gradini della

scuola, di sabato pomeriggio ad aspettare

che come tanti altri padri mi venissi a prendere

con l’auto: “In cantiere hanno bisogno ci sia io”

ti preoccupasti di spiegarmi; ero solo

un uomo allorchè disdegnasti la mano di Dio.

Sono ancora solo in questo 8 maggio con

un tulipano per mamma, per mia sorella un giglio.

Dovevi occuparti tu di loro, non avresti dovuto

lasciarmi, egoista, anzitempo: ero solo tuo figlio.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Il tempo inesorabilmente

i nostri capelli imbiancherà,

di foglie secche

gli smaniosi passi ricoprirà.

Non avrei mai creduto di dover

rispolverare questi versi per te.

Ma il vento disperderà le strade.

Sorella, oggi c’è una figlia

dal volto affilato e  triste

ai piedi del padre,

ch’è il volto

più triste e affilato

che in una donna

si sia mai veduto.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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morire è il terminare di un amicizia

come la gioia la vita finisce

ma non sai perché e quando inizia

è il bagliore di una fiamma che svanisce



palla al centro, inizia la partita

rognosa, una bambina viziata

ci spaventa pensare alla dipartita

la morte è una vita iniziata



strada percorsa dal destino

vecchio stanco e decrepito

cenere fredda in un camino

lo aspetta un sudario di lino

temporanee sono gioia e speranza

ma lo realizzi solo se rimani

solo e triste nell’angolo di una stanza

troppi pensieri e la testa tra le mani

la morte è una vita iniziata

la vita un’amica ambiziosa e prepotente

delizia e uccide con mano fatata,

il vuoto che provi dopo aver tolto un dente

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Profilo Autore: manny  

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Quando la sera mi sembra

di incontrare

la carezza del vento,

un nodo in fondo alla gola,

come lo è a volte un ricordo

è ciò che sento.

Davanti a quindici centimetri

di crocifisso

appeso a un filo di caucciù

che qualcuno ha intagliato,

a casa di mio padre

che non c’è più.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Non temo la morte……

Perché non si può temere ciò che non esiste……..

Quello che all’umana percezione sembra il perire è ben chiaro al senso superiore……..

Ogni cosa si trasforma e ciclicamente ritorna quando si percorre la via orizzontale…….

Colui che si pone sulla rotta  verticale, può andare oltre la morte elementale…….

Tuttavia per qualunque cosa non vi è morte ma cambiamento di stato

È chiaro che per chi è prettamente sensuale

Perdere un amico o un caro non può che fargli male

Ma è solo perché la mente razionale non sa accettare il ciclo della vita che deve continuare…….

Poi chi ha paura di morire, non fa che andare contro la corrente vitale……

Ripeto: nulla muore, anche se all’apparenza sembra sparito ha solo cambiato stato…..

Il grande disegno infallibile dell’eterno ha nel centro del cuore il suo perno……

Tutto gira attorno all’amore, tutto nasce e cessa al suo momento

L’orologio cosmico non è un fallimento……

Il suo perpetuo e intelligente moto, non perde un colpo, non va così per caso…….

Solo che bisogna gestire la nostra mentalità che a mio malgrado distorce di molto la realtà……

Non ho paura della morte, se mi verrà a trovare prima o dopo, la tratterò da amica e accetterò il gioco

È solo una porta ai più stolti spaventosa…….

Ovvio, la sofferenza da fastidio un po’ a tutti però e così, in questo stato di materia

Il corpo emozionale ne risente ai cambiamenti, sia nel bene che nel male ciò che muta può scombussolare…

E comunque c’è qualcuno che con la morte ha vinto a scacchi la grande partita……

Gli ha fatto posare la falce mietitrice e in qualche raro caso

Gli ha offerto una tazza di the caldo e l’ha fatta sedere……

Qualcuno è andato oltre quel passaggio, permanendo in questo o in un altro paesaggio……

Chiaramente costui  percorreva la via verticale, la via dell’ascesi  materiale e spirituale

integrato l'equilibrio di tutti gli opposti, non esistono estremi come bene e male

e questa è cosa sicura, non ho paura…..

Sono ancora di primo pelo, ma non sono sprovveduto….

Non so giocare bene a scacchi ma di thè ne bevo molto….

Non ancora saggio ma nemmeno stolto….

Quindi che dire….   Si vedrà,  se con me poserà la falce e il mio the berrà….

In un caso o nell’altro  sono pronto, al passaggio divino  e anche al tormento

sono un guerriero  e sono fatto di luce, tutto ciò che verrà verrà …..

Il mio cuore sulla bilancia eterna non più di una piuma peserà …..

E comunque tutto passa e tutto torna, magari dovrò solo cambiare forma

come crisalide che muta in farfalla cambierò residenza  su un’altra stella…..

il grande baratro, non è poi così grande, lo dico davvero…..

bisogna solo osservarlo in modo diverso

e il cielo da nuvolo diventerà terso.


morte-crescita.jpg

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Profilo Autore: luposolitario  

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Stavo pensando a quando,
giunto il mio finale
tra fievoli bagliori e sfocature,
proverò a cercarvi
tra le fessure residue dei miei occhi.
Tra fiocchi di luci e tra figure
vi scorgerò benché non ci sarete,
il padre trova sempre la sua prole.
Se gl’impegni vi terranno altrove
non importa, non vi addolorate,
sarò con voi ovunque voi sarete,
sono convinto e certo che saprete
scorgermi ombra.
Intanto ingombra il mio cuore qualche colpa
quindi fate in modo che ci sia un prete.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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I denti quella mattina battevano,

disperati quanto il cuore: ho guardato

la luce dentro ai tuoi occhi, e ho sentito

la vita scivolare via come fosse pioggia.

Ho sentito la tua mano diventare fredda, e

l’ho stretta con l’ostinazione di un bambino.

Ha urlato solo la mia anima, e quel grido

nella testa quando viene buio ancor echeggia.

Te ne sei andato,

ma sei sempre con me.

La morte rende liberi i morti,

non i vivi…

Ci sono notti che mi sveglio e getto

versi sulla carta: la mano è come se non mi

appartenesse… se non sapessi che

non sono pazzo ,direi che sei tu che scrivi.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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