Triste giorno è quello dei morti
il cielo cinereo ne appesantisce l' atmosfera, 
e non vedo l'ora​ che arrivi la sera,
mentre la liturgia ci invita a pregare
per le nostre persone care.
Viene da sé pensare
a quando in tal modo faranno per noi,
riempendo i nostri sepolcri coi
tristi fiori dei morti.
Eppur mi consolo pensando a quanto sicuramente son contenti
Noi come noi vivi che viviamo di stenti.

Negli affollati cimiteri
scruto fra le lapidi e mi vengon strani pensieri:
chi sa come è morto costui
chi sa quale morbo separò lei da lui.
E fresco il crisantemo posa
sulla pietra di un' eterna giovane sposa, 
insieme a una purpurea rosa.
Su ogni tomba è posto un lumino
simbolo dell' universale destino.
E mi concentro sulla tomba di un giovanotto
al quale il fato ha rotto ogni speranza, 
come quel fiore dallo stelo reciso,
colpevole solo di essere il più bel Narciso.
E guardo attentamente e scruto
e mi sembra di aver veduto
lo strazio e il compianto del triste giorno,
giorno che non ammette ritorno,
e mi sembra di udire i colpi secchi di campana,
mentre fresca la tramontana,
fredda i marmi granitici.

Imbrunisce: è sera,
ciaschedun ritorna al suo affanno
aspettando il prossim' anno,
per pregare il Signore 
dei giorni e delle ore, 
affinché conceda ad essi l' eterno riposo,
chi prega per il genitore, chi per lo sposo.
E un giorno anche per noi lo faranno,
speriamo solo più di una volta l'anno.
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Profilo Autore: Antonio  

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Ora vedo il grande strapiombo
I tonfi e boati al di sotto
Caverne orne di vuoto dove l'occhio si perde

L'anima mia contempla dallo scoglio rotto
Piante pendenti in pianto sul tramonto
La mia funebre corona verde

Se pur morto godo
Della vista e del moto del mare
Che scompaginato stende e torna a riaffiorare
Sulle colonne rotte e il nodo
Di questa costiera vertebrale
E dell'alta arroccata cattedrale

E non cipressi vegliano alle sponde
Del mio letto eterno
Né corvo con l'arido gracchiare risponde
Ma il vento, come un corno
Trionfale intona al marino crinale
E dolci gabbiani cantano al maestrale
Non la morte ma il dolce cullare delle onde

Bellezza
È questo il trionfo sulla morte
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Profilo Autore: Ealain  

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Mai ti ho visto.
Né ho sfiorato 
le tue guance

o udito i tuoi respiri.
Alcuni dicono
che mai sei esistito.
E ti dimencai.
Un giorno ti persi
e neanche più so
dove giace il tuo corpo.
Ora ti cerco nel sonno
e sfugge nel mio 
il volto tuo.
Hai perso le ali
senza mai volare
respirando
il cielo,
ma io non cesserò
di abbracciare
il vento.
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Profilo Autore: bat pat  

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Del bel mondo antico
è piacevole amarne il valor
insieme a quell'amico
di cui il mondo è candor.

Insiem' all'amico bevi
birra e vino d'hanno coraggio
correre insieme co i levi's
verso il futuro - un nuovo maggio!

Ed insiem' a cantar l'amore
del bel tempo che fugge fugace
ed arresta in un tratto il core

ed è alla fin della vita che piace
ed è il mistero che divien fiore
si resta così e così si giace.
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Profilo Autore: Fone  

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Scivoli di pioggia
ridente
solcano il tuo viso
fulgente

Lama, acciaio
crudele e orgogliosa
sprigioni il tuo dominio
mi sottometti

Ed io, debole ed ingenua
cado al tuo pungente volere
sangue nero, denso
ricco della mia anima
scivola dal mio volere

Corpo freddo
occhio vitreo
e pur non più vivendo
sorrido per l'ultima volta
finalmente...mi libero
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Profilo Autore: Valentina  

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Senti
il silenzio ti avvolge
lentamente
l'anima si strugge

Guarda
quel pino ricurvo
sfilano i raggi
gli aghetti spariti
morto...disidratato
Arido non freddo
magro di pianto

Ascolta
quei miseri augelli
spiumati, affamati
muoiono..
Privi di nidi
alberi bruciati
non c'è soluzione

Disperazione
per un sistema sbagliato
terra non nostra
rivendicata dal clima
muoriamo
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Profilo Autore: Valentina  

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L'antica clessidra del tempo
si va sempre svuotando
e tu con essa
polvere.

Amico,
che con me condividendo
questo destino che gorgoglia:
strozzato il rivo
tra le pietre del pianto.

Piangi pure e scrivi
che di lacrime mute
il mondo è spento:
noia e altro mai nulla...

Ed è la pioggia poca
che germoglia.
La nuvoletta lenta nel cielo
che adombra;
...riarso il cielo illumina
l'umanità ed il suo sepolcro.
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Profilo Autore: Fone  

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«Sono nella terra dei padri
e dormo il sonno delle pietre,
lontano le nuvole coprono le scritte
e un fremito di vento accompagna il silenzio»

Dormo nella sostanza della polvere
nelle paure d’una mostruosa chimera
nella pace e nell’inferno di me stesso
eppure…
Dormo.
Scossa appare la rossa terra
tra spighe secche e sterpi arrugginiti,
nei viali dei passati
nelle vicende dei giorni urlati.

«Cetra di campo
e il serto delle parole
appaiono nelle fessure d’una pergamena.
Otri di buon vino
vegliano i calici dei giusti
e amori raccontati
oltre le falesie
s’affacciano al mare.
Un gazza si nasconde fra le fronde
e il tempo sta
nella quiete della sera,
nel ventre della notte
che aspetta ancora»

Allora suona silenzio,
per me che dormo
nella sordità degli altri,
nelle bizze d’una lucertola
nascosta dentro l’albero…
In ogni cosa che sa di vita
che muore e vive
in istanti uguali
senza mai capire
senza mai chiedere
se a ucciderti è stata mano nemica
o amica.

E dormi tu mia piccola fiaba,
mai scritta
mai cantata,
senza bimbi che giocano
ignari d’essere adulti,
senza rumori d’un metallo nero come la pece.
Sì dormi accanto a quel cane
che nelle rovine dell’umanità
siede a guardia
d’un ultima idiozia regalata.

«Io sono cimitero di me stesso,
violato e insepolto
nella fossa bastarda
che accoglie senza amore
che di Dio non ha alcun timore»

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Ho vent'anni
ho trent'anni
ho quarant'anni
ho cinquant'anni
dove arriverà la mia stagione?
Dove sono ora, tutto è marcio.
Dove sono ora, tutto è limpido.
Dove sono ora, tutto scorre, si oppone e rifiuta.
Dove sono ora, tutto è acqua piana.
Dov'ero? Un po' più oltre, un po' più in là
di certi limiti, senza paure da oltrepassare
senza rancori da dividere o condividere
senza tutto, colma e ricolma di ogni bene...
Cos'altro volere, in fondo?
Una scena da brivido è passata sopra i miei piccoli pensieri
una scena da folli, bastonate sulle mie piccole orecchie
fumo e alcol si mescolano in una notte dai ferri corti
o bevi
o bevi, bevi e ribevi, fumi
oppure
corre una spina di vetro lungo la mia spina dorsale.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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~ Di questo popolo massacrato
è rimasta l’impronta penetrata sulla neve
affannata verso sconosciute vie .

Di queste vie crivellate
i fantasmi sventrano le pareti
e croci di bimbi e croci di giovani
ogni mamma piange.

Il mondo in contrasto
sofferente vive  . 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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T'immagino così,
come quest'acqua azzurra all'orizzonte
che si increspa appena dal vento.
T'immagino così come quest'aria
 che muove  le foglie d'ulivo e piega appena  gli aghi di pino. 
T'immagino così nelle pennellate bianche nel cielo che compongono quadri astratti.
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Profilo Autore: Tiziana Gay  

Questo autore ha pubblicato 18 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

«Uscirò da questa gabbia
quando gli occhi non vedranno.
O sì, lo farò.
E non sarà una risposta non data
a recidere le sbarre
»

Ecco venire arroganti schiere
di demoni morenti ad assistere
ma io non griderò per compiacere
la loro attesa di cani sbavanti.

«O sì, fuggirò da questa gabbia,
ti giuro lo farò.
E nessuna condanna verrà eseguita.
E i miei occhi non vorranno vedere.
Fuggirò senza che tu te ne accorga.
perché non sarò lì quando apriranno le sbarre
»

Fuggirò un giorno,
vedrai che sarà proprio così
e quei demoni avranno in pasto
carne avvelenata
dal loro stesso male
ed essi stessi saranno carne da condannare
O già condannata…

«O sì, fuggirò un giorno
e lo farò con gli occhi chiusi
così che non possa vedere
aguzzini e giudicant


Lo so che verrò giustiziato
ma io ti dico che fuggirò.
I miei occhi non vedranno siringhe letali,
no, essi saranno chiusi.
Chiusi sul male e aperti alla vita
O sì, allora fuggirò.
E le gabbie saranno vuote.
E il tuo cuore sarà vuoto
come lo è stato il mio
quando ho ucciso per nulla.

«O sì fuggirò e avrò gli occhi chiusi
Perché la morte non lascia mai aperti spiragli di vita.
O sì fuggirò veramente
Da quella gabbia
Lasciandola a te che hai giudicato
»

È giunto già il momento
“Vedi come passa il tempo quando esso stesso non ha tempo per te”
Che aspetti? Fa' quello che devi.
Chiudo gli occhi.

«O si fuggirò da questa gabbia,
anzi sto già fuggendo e sono libero
»

Io che ho condannato me stesso
prima del tuo giudizio.
Io che abbasso gli occhi
davanti al vero Giudizio
e tu che li alzi tronfi su di me
e mi guardi morire
e ridi soddisfatto
"Era un assassino, meritava"
E un vetro ci separa
E l'assassino ora si riflette in te
Che sei al di là
Ma tu non lo puoi vedere.
O si fuggirò un giorno
Ti giuro che lo farò
e non immagini nemmeno
quanto desideri farlo,
quanto voglia liberarmi di me.
Di me giudicante e condannante.
Ma tu saprai fare lo stesso?

“Perché non mi hai mai guardato negli occhi?
Lo fai ora che non posso vederti.
I miei occhi sono chiusi oramai e anche i tuoi lo sono”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La tua Sofferenza Tradivi,
Affondata in Pallida Stanchezza!
Nascondevi la tua Malattia
con Malinconica Dolcezza.
Ogni Giorno ti Presentavi
con un Sorriso di Carezza,
Intendevi Addolcire al Mondo
la tua Magrezza.
Come un Fiore Reciso
anche il tuo Bel Viso
si Spegneva, Liso all’Improvviso,
per Entrare in Paradiso, come Fiordaliso!
I tuoi Colori, la Tua Voglia di Vivere
si Affievoliva, si Spegneva come Candela.
Volevi Sembrare Forte...
fino a che la Donna col Cavallo Bianco,
non ha Decretato il Trapasso.
All’improvviso Ti ha Colto quell’Abbraccio Fatale,
in uno Sconfinato Mare Vuoto,
Un Abbraccio Freddo, Glaciale
con un Indomito Velo di Pianto Invernale.
Ci Lasci al Tuo Capezzale...
Abbandoni questo Mondo per l’Eterno,
Dove i Viali di Luce non Tramontano Mai.
Solo Gioie Vedrai, non ci Saranno più Guai!
Accanto al Padre Buono,
non Più Ombre e Tinte Fosche,
solo Canti Angelici!
In un Variegato Coro Armonico,
continuerai a Prenderti Cura dei Tuoi Angeli
Li Guiderai, come hai Sempre Fatto,
Prendendoli per Mano,
Hai Lasciato Loro il tuo Cuore.
Tu col Tuo Amore fai Rinascere la Vita!
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Profilo Autore: Antonietta Angela Bianco BGrZv  

Questo autore ha pubblicato 77 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vola in aria prepotente,
disegna poligoni insistentemente,
mi muovo senza destar sospetto,
vado a prendere il picchietto.

Ancora in aria lei romba,
la cucina sarà la sua tomba,
ormai stanca si posa sul lavandino,
segnato appare il suo destino.

Un mio movimento secco e indolore,
l'insetto ha appena raggiunto il Creatore,
peccato perchè era di compagnia,
ma troppo fissata per la geometria.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Battiti lenti,
respiro affannoso.

Forte sospiro.
Un cuore si ferma.


Una mano sfiora
le palpebre inerti.

Un'anima risale
al suo Creatore...
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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