E strisci d'impudica bava stravolto
nei versi in giù riversi.
D'autore, gracida e muore la noia.
Poeta definito nel senso del non senso.
Bevi dai teschi finti
e ti sollazzi in baccanali senza fine.
Non per diletto
prostituisci la parola,
solo per edonistica pompa
scolpisci il Vate aulico.

Venghino signori alla rappresentazione:
in vostra assenza, gradita somiglianza
sarà ben accetta.

La fame scava i denti del bambino
La mina sviscera Kabul
I libri esplodono nei mercati dei poveri
Religioni non perdonano
Un autoblindo porta la sua anima dentro
E tutto vive nel non vivere
E tutto diviene relativo nel sistema.

Tu poeta vai per sentieri e calli
mentre il tempo vomita sangue e lacrime
Per una sera imbevi col rosso morto della terra
i tuoi rimici tasti
Muovi i polpastrelli sul vero
che mentre tu distruggi versi
un uomo frigge sul fuoco una cavalletta
nel cuore d'Africa...
E mangia senza web condito
il suo pasto, forse l'ultimo nel tramonto.
Tramonta i tuoi soliloqui lugubri e disonesti
Poeta e scrittore che non sai
Che non sei
Abecedario e pennino possono morire
come l'uomo muore di fame e guerra
per una sera o per sempre
E tu rimarrai solo un tasto premuto nel nulla,
quel nulla che sempre sei stato.
Poeta senza poesia dentro.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Simone*
+1 # Simone* 16-04-2019 00:24
Di certo non e' la poesia la salvezza del mondo come forse neanche ciò che aspetta la resurrezione prima ancora di morire ...chi non e' immune tuttavia dal servire i suoi scritti spesso così decorati ...non so bene se e così peccaminoso non essere all'altezza di saper scrivere al di fuori di se stessi ..poi non aggiungo altro forse perche sicuramente ha le sue ragioni per dire tanto intensamente ciò che chiaramente e' un suo giusto inveire ...da parte stelle e saluti ..
Giancarlo Gravili
+1 # Giancarlo Gravili 16-04-2019 11:39
La relatività dei sistemi è applicabile anche nel web, con le dovute proporzioni. Spesso si viene inghiottiti da realtà artefatte che paiono la sola vita possibile. partendo da un'autocritica personale nei versi il componimento vuol significare la necessità di dare a ogni aspetto il suo giusto valore.
Non posso certo arrogarmi il titolo di poeta solo perché butto giù dei pensieri in un sito di scrittura, ben lontana è la vetta.
Vedo titoli e titoloni in rete auto assegnati che ledono il concetto stesso di letteratura. Non è sufficiente una tastiera per comprare corone d'alloro e spesso essa è usata per scopi che vanno oltre lo scrivere in sé. Non si può sempre rimanere ciechi lodando e incensando cose che hanno valore solo di pensiero esposto, pur sempre degno, ma che esulano dalla vera e pura letteratura poetica.
Nella critica faccio rientrare me stesso rivolgendomi alla vita generalista di internet e non allo specifico ambiente.

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